lunedì 29 agosto 2016

SEXGATE NEI TRIBUNALI



L'Italia è un Paese stranissimo. E' il Paese più cattolico del Mondo in cui fin da piccoli si è educati secondo rigidi principi cattolici. Ciò nonostante, la vita sociale italiana gira attorno al sesso. Il mercato del sesso fiorisce: mariti, mogli cornuti/cornute, scappattelle, rapporti sessuali extraconiugali non fanno più notizia.
Con sesso si ottiene tutto quello che si vuole: lavoro, casa, carriera, soldi, bella vita, se non addirittura, in determinate situazioni, si può averli solo attraverso prestazioni sessuali.
La prostituzione è presente dapperttutto, nelle strade, negli uffici, nelle università, nella politica. Non ne sono esclusi nemmeno i tribunali dei quali però non si parla perché quei luoghi sono coperti del tabù come se le toghe nere potessero nascondere quello che i potentissimi magistrati vorrebbero oscurare.
Nel 2002, dalle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Firenze, è emerso - e di conseguenza è diventato pubblico -, il caso del giudice fallimentare di Firenze, Sebastiano Puliga.
Il Puliga scopava tutte le donne che gli erano capitate sottomano. Il Puliga assegnava gli incarichi, in parte, in cambio di sesso, spesso e volentieri alla commercialista che era la sua amante.
Il Puliga praticava il sesso in ufficio, fuori ufficio, anche in modo perverso. Girano le voci che scopava pure la donna di un altro magistrato e quel fatto era determinante per l'inizio del procedimento penale a suo carico che poi coinvolgeva tante altre persone.
Gli indaganti avevano scoperto che il presidente della sezione fallimentare Raffaele D'Amore, poi trasferito al tribunale di Pistoia, aveva lasciato sua moglie, dopo 25 anni di matrimonio, per convivere con una ragazza russa, trent'anni meno di lui alla quale aveva procurato pure lavoro. 

Montecatini Terme, Provincia di Pistoia, è conosciuto come il centro della prostituzione. Appositamente, ci arrivano tante donne straniere da tutto il Mondo. C'è chi prostituisce per piacere, chi per necessità, chi perché la costringono. Per pregiudizio cattolico - italiano, tutte le straniere che abitano a Montecatini Terme sono qualificate da puttane.
A proposito di ciò, gli uomini italiani che entrano in contatto con le straniere, non mancano di proporre un rapporto sessuale a loro.

Voglio rendere pubblico il caso di Eva Pollak con due magistrati di Pistoia, Giuseppe Grieco e Luciano Costantini, i quali le estorcevano un rapporto sessuale occasionale, nel loro ufficio, e, molti anni dopo, si erano autoprotetti in un modo molto particolare, usando il loro Potere-Prepotenza nel momento in cui sentivano in pericolo il proprio immagine e la funzione che assolvono nella magistratura che comunque non meritano.

La storia nasce da un processo penale celebrato nel 1996, presso il Tribunale di Monsummano Terme che vedeva assolto i tre imputati del Concessionario della Mercedes AUTOSELMI S.a.s. di Montecatini Terme dal reato di truffa, per non aver commesso il fatto.

L'avvocato degli imputati, Stefani Eraldo di Firenze, aveva fatto allontanare Eva Pollak dall'aula, con una scusa banale, al fine di non farle sentire le domande offensive alla reputazione della stessa che rivolgeva ad uno dei testimoni della querelante. Le domande facevano intendere che Eva Polak, sarebbe stata una donna poco seria.
Naturalmente, le domande sono state registrate fonicamente, trascritte e gli atti facevano parte del fascicolo processuale.

Eva Pollak non si era arresa alla ingiustizia subita, dopo che la Procura generale di Firenze aveva ignorato tutte le prove nuove che avevano dimostrato la verità dei fatti.
Alcuni mesi dopo, Eva Pollak ha ricevuto un avviso dalla Procura della Repubblica di Pistoia, quale parte offesa, in quanto Le Poste avevano inoltrato alla Procura una cartolina alla stessa indirizzata, contenente la frase "troia", composta da lettere tagliate da un giornale.
La Procura della Repubblica non aveva svolto alcuna indagine sulle offese ricevute ed ha archiviato il fascicolo. Comunque, sono rimasti in piedi altri fascicoli scaturiti dal processo in cui la Eva Pollak era parte offesa. I fascicoli erano assegnati al sostituto magistrato Giuseppe Grieco il quale, a volte, non faceva compiere alcun atto di indagine dal suo collega Luciano Costantini.

Un giorno, Eva Pollak, si era recata dal Grieco al fine di sollecitarlo di escutere un agente della Guardia di Finanza di Montecatini Terme, il quale si era reso disponibile a raccontare le indagini pilotate da lui svolte.
Il Grieco ha rifiutato di verbalizzare le richieste di Eva Pollak, quindi la stessa gli aveva detto che non si sarebbe mossa dalla stanza finché lui non avrebbe verbalizzato le sue richieste e si era seduta sulla sedia, di fronte a lui. Ad un certo punto, il Grieco si era alzato dalla scrivania, ha chiuso la stanza a chiave ed aveva avanzato la sua proposta sessuale, probabilmente, ispirato dal suo pregiudizio che aveva formato sulla personalità di Eva Pollak, dagli atti giudiziari da lui gestiti.

Il Grieco aveva messo Eva davanti ad una scelta in cui la scelta consisteva di vedersi rovinata la vita definitivamente o stare ad una prestazione sessuale di pochi minuti.
Il magistrato ha premesso che lui dovrebbe far rinviare a giudizio Eva Pollak per i reati di calunnia e falsa testimonianza in quanto gli imputati erano stati assolti che avrebbe implicato anche un grosso risarcimento di danni per il quale insisteva già anche l'avvocato Stefani durante il processo.
In quegli anni, Eva Polak frequentava l'università e la condanna e la conseguente incarcerazione l'avrebbe rovinata irreparabilmente. Oltre ciò, aveva un figlio minorenne che stava crescendo da sola al quale non avrebbe voluto privare pure la madre poiché il padre non era presente nella vita del figlio.
Quindi, la scelta obbligata era tra fare o non fare sesso.

Eva Pollak aveva accettato solo un pompino con la scusa che era indisponibile.
Avvenuto l'atto, il Grieco ha verbalizzato la richiesta. Prima di lasciare libera Eva Pollak, il magistrato ha raccomandato di non raccontare mai a nessuno l'accaduto, perché tanto nessuno le crederebbe a fronte la parola del magistrato e lui l'avrebbe distrutta lei ed il figlio, nel caso che avesse parlato.

Il Grieco non aveva mantenuto la parola perché non ha invitato quell'agente che la Eva Pollak aveva indicato, ma l'altro, proprio il colpevole delle verifiche pilotate. L'agente interrogato, ovviamente, non era obbligato a dire il vero accusando sé stesso di reati, quindi il Grieco ha fatto archiviare il fascicolo dal GIP.

A quel punto, Eva Pollak si sentiva tradita, approfittata della propria posizione di debolezza, umiliata, quindi si era recata al Procuratore-capo di allora, Rocco Bitonte raccontandogli quello che era successo nella stanza del Grieco.
Il Bitonte si sarebbe informato sull'accaduto promettendo di "farle sapere". Nulla è successo, ma poco dopo il Bitonte veniva trasferito ad un'altra sede.
Il collega del Grieco, Luciano Costantini, era diventato titolare di alcuni fascicoli in cui Eva Pollak era parte.
Il Grieco avrà sicuramente raccontato al Costantini l'accaduto, in confidenza, perchè lo stesso aveva rifatto la stessa proposta, sotto le stesse minacce, quindi Eva Pollak era costretta a cedere per la seconda volta.

Alcuni anni dopo, Eva Pollak aveva raccontato l'episodio anche al nuovo procuratore-capo, Tindari Baglione, il quale le ha suggerito di mettere sopra una pietra perché nessuno le avrebbe creduto. Il Baglione, uomo di fede, ha trattato Eva Pollak con rispetto, anche negli anni successivi.

Non c'è due senza tre, quindi la terza proposta veniva dal giudice di pace di Monsumano Terme, l'avvocato Pier Paolo Blasi al quale, la Eva Pollak si era recata per chiarire una certa situazione giuridica.
Il Blasi si è messo a sedere sulla scrivania, con le gambe aperte, aveva guardato l'uccello mettendo sopra le mani, con l'intenzione chiara che avrebbe fatto la propria proposta indecente, ma Eva Pollak gli ha subito svoltato la spalla, dicendogli "maiale" ed era uscita dalla stanza velocemente.
Dopo quel fatto, il Blasi si era astenuto dal processo a lui assegnato.

Il Costantini ed il Blasi hanno presentato querela nei confronti di Eva Pollak con false accuse.
Alla udienza di Genova, il Costantini aveva dichiarato che la Eva Pollak sarebbe una "puttana". Invece, il Blasi ha girato la frittata ad Eva Pollak e aveva dichiarato che sarebbe stata la Pollak stessa a fargli la proposta sessuale.
Eva Pollak ha depositito il verbale di udienza alla Procura della Repubblica di Pistoia, in cui c'è la frase detta dal Costantini "puttana" messa in bocca della stessa. Il procuratore-capo ha ignorato il verbale.
Eva Pollak si era recata al tribunale di Monsummano Terme con la copia conforme delle dichiarazioni di Blasi, poi ha chiamato i carabinieri con i quali avrebbe voluto mostrare al Blasi le sue dichiarazioni. I carabinieri volevano parlare senza la Pollak al giudice il quale ha negato di aver rese quelle dichiarazioni registrate e trascritte al giudice di Genova, .
E' stato così che la dott. Eva Pollak è stata fatta passare per "puttana", ufficialmente, come lo emerge dagli atti giudiziari, a seguito del quale i poliziotti di Montecatini Terme si sentono autorizzati ad urlarle dietro "troia" e l'agente scelto della DIGOS di Pistoia, Damiele Narducci, "vitella di latte".

Se le donne straniere fanno le puttane in Italia, per scelta o perché obbligate, fanno comunque divertire i cazzi italiani, cazzi molto cattolici.







Dott. Eva Pollak. 
  

 


Alloggi insoliti ed ecosostenibili in Italia

Dimentica le solite camere d’albergo e vivi un’avventura fuori dall’ordinario in alloggi insoliti ed eco-sostenibili.

Ecobnb offre a tutti noi la possibilità di vivere esperienze uniche ed emozionanti, per un anniversario, una fuga romantica, un ritrovo tra amici o un weekend originale. Dalla casa sull’albero al castello, in Italia sono tante le strutture ricettive che offrono alloggi davvero eccentrici e trovarli è semplicissimo. Pochi click sul sito di Ecobnb, la community d’Europa del turismo eco-friendly, e tra le 2000 strutture ricettive presenti nel network, con almeno 5 tra 10 requisiti di sostenibilità a garantire un basso impatto ambientale, scopriamo dove possiamo trascorrere una notte da sogno. Tra quelli che Ecobnb ci offre, abbiamo scelto i nostri preferiti. Scopriamoli insieme!

Tra il verde della maremma laziale, ad Arlena di Castro, è possibile dormire in bellissime case sull’albero, a 8 metri da terra, fra 12 ettari di colline coltivate a lavanda, nella chioma folta di una quercia secolare o su un Pino Marittimo di 200 anni. La location perfetta per un weekend romantico e di charme.
Yurta Soul Shelter
A soli 20 minuti dal centro storico di Torino, puoi immergerti nel bosco e dormire in un’affascinante Yurta, l’antica abitazione delle popolazioni nomadi della Mongolia. Attorno a te un grande giardino, un barbecue e una bellissima terrazza panoramica sulle Alpi e sulla città di Torino.
3 Sardinna Antiga
Sardinna Antiga è un villaggio ecosostenibile nel cuore della Sardegna, immerso nella natura incontaminata, a 2 km dal mare. Qui puoi soggiornare nelle tipiche capanne dei pastori, i ‘pinnatu’ che ora sono diventate delle confortevoli e originali camere da letto.
4 Parco Avventura nelle Madonie
All’interno di uno splendido bosco siciliano, il Parco Avventura Madonie offre un’esperienza unica: potrai dormire in una tenda sospesa tra gli alberi a sette metri da terra, il modo perfetto per terminare il tuo soggiorno avventura tra i 10 percorsi del Parco.
5 Masseria Torricella
Le costruzioni coniche tipiche della Puglia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, sembrano uscire dalle favole e secondo noi dormire in un trullo è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. A soli 4 chilometri dalla famosissima Alberobello, circondato dalla terra rossa, dagli ulivi e dai fichi d’india c’è un trullo che ti aspetta!
6 Bivacco Gervasutti
È il modo migliore per vivere appieno la Montagna. Si percorre un bellissimo itinerario a piedi e si arriva tra il ghiacciaio di Freboudze a Courmayeur, qui c’è un bivacco dalla forma davvero particolare, incastonato nella montagna.

Ci spostiamo in Liguria, tra i famosi giardini Hanbury e il mare, dove c’è un’affascinante residenza d’epoca arredata con oggetti ricchi di fascino e dettagli artistici. In una delle camere, un vecchio gozzo è stato trasformato in un letto molto originale e romantico, perfetto per il tuo prossimo anniversario.
8 Il Rifugio dei Marsi
Non è adatto a chi soffre di claustrofobia, ma è sicuramente un alloggio insolito e suggestivo. Sulle colline marchigiane, puoi scegliere una camera in legno ricavata all’interno di una vera botte.
9 Torre della Botonta
Nel cuore dell’Umbria, nelle terre del vino e dell’olio, c’è un castello del XIV secolo che è stato trasformato in Albergo Diffuso: dormire qui è anche un viaggio nel tempo, dove al posto della TV ci sono mobili antichi e romantici.

Tra le colline e l’Appennino delle Marche, un agriturismo biologico ti invita a un soggiorno speciale, una tenda rotonda e trasparente, da cui ammirare il cielo, riscoprire le stelle e svegliarsi con i colori dell’alba ti aspetta per una fuga romantica.

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/alloggi-insoliti-ed-ecosostenibili-italia

Una vera redistribuzione della ricchezza per uscire dalla crisi

ricchezzaDi Marco Sarli AG.RF .  28.08.2016 (ore 16:30)

River Flash – La terza fase della tempesta perfetta in corso sui mercati, in particolare modo su quelli europei, ha imposto delle perdite anche ai più ricchi, in quanto il forte calo dei corsi azionari delle loro aziende ha determinato flessioni dei loro portafogli, come evidenziano le più recenti statistiche di Forbes che segnalano cali nell’ordine del 15 per cento in media, ma parliamo, almeno con riferimento ai paperoni italiani, di cifre miliardarie e che in molti casi sono diversificate sui mercati azionari mondiali per cui c’è sempre la speranza che le perdite subite da una parte si possano in contemporanea o in un prossimo futuro recuperarle da un’altra.

Ho letto proprio in questi giorni un’analisi del modello svedese, un paese che segue abbastanza pedissequamente il modello keynesiano di sviluppo e che parte da un principio molto caro all’economista Davide Ricardo e che postula che, al di là del livello della ricchezza personale, è difficile che si possano fare più di tre pasti al giorno, un paese sostanzialmente immune alla crisi e che adotta un sistema di redistribuzione della ricchezza, in gran parte tramite il suo sistema tributario e alle norme sulla successione, che lo rendono un paese autenticamente socialista, al di là del fatto che governino i socialdemocratici o forze di centrodestra, un paese dove la povertà indotta dalla non facile congiuntura internazionale colpisce una percentuale minima della popolazione, così come marginale è la percentuale dei senza lavoro e che ha fatto fino in fondo la sua parte nell’accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo mentre agisce in modo deciso nei confronti di quanti vorrebbero partecipare al suo sistema avanzato di welfare per motivi esclusivamente economici.

Ovviamente, la Svezia non è immune al fenomeno dei movimenti populisti, antieuropei e spesso razzisti e xenofobi, ma sostanzialmente, almeno fino ad ora, un solida maggioranza dei cittadini di quel paese crede ancora alle ricette dei partiti di centrosinistra e di centrodestra che continuano ad alternarsi al governo.

Questo lungo preambolo è utile per venire alle cose di casa nostra, in quanto mai come in questi ultimi quindici anni la distribuzione della ricchezza e conseguentemente dei redditi ha raggiunto livelli di iniquità di gran lunga superiori a quelli registrati nelle precedenti fasi della vita economica a partire dal secondo dopoguerra, una situazione che non solo fa crescere in modo sempre più evidente le fasce di povertà ed emarginazione, ma rappresenta anche un freno endemico alla crescita economica a causa della diversa propensione al consumo delle classi più abbienti rispetto a quella pari quasi a cento delle classi più bisognose, una situazione che si è accentuata grazie alle rendite di posizione determinatesi con l’introduzione mal governata e mal gestita dell’euro, come ben hanno capito i pensionati con assegni da un milione di lire quando si sono trovati a percepire assegni da 516 euro, parlo dei pensionati non perché i lavoratori dipendenti non si siano trovati di fronte ad uno shock simile ma, almeno sulla carta, avevano l’arma della contrattazione salariale che poteva ridurre, almeno in parte, il gap che si era venuto determinando in un breve volgere di mesi.

La mini redistribuzione del reddito attuata attraverso i provvedimenti del Governo Renzi, pur procurando un certo sollievo ai dieci milioni circa di percettori degli 80 euro mensili in più in busta paga, avviene a carico delle casse dello Stato, mentre sarebbero necessarie maggiori imposte sui grandi patrimoni immobiliari e sulle grandi ricchezze accompagnati da significativi sgravi fiscali sulle classi di reddito basse e medie, una manovra da cui verrebbe quella spinta ai consumi che realmente sarebbe in grado di imprimere un impulso alla crescita dell’anemico prodotto interno italiano e il tutto dovrebbe accompagnarsi ad una commissione di inchiesta parlamentare su quello che è avvenuto nel processo di transizione tra la lira e l’euro nei settori del commercio, del lavoro autonomo e delle libere professioni!

Fonte: http://diariodellacrisi.blogspot.it

http://www.riverflash.it/wordpress/?p=78956

MODA UOMO fw 2016/17 Massimiliano Falcone presenta XACUS '60 capsule collection


Massimiliano, portare una camicia fuori dai pantaloni si puo'?
Dipende dal taglio. Anche Elvis in Blue Hawaii del 1961 ne indossava una , corta e floreale.
Perché Xacus?
Ha dedicato una capsule collection di camicie disegnata per celebrare i suoi 60 anni, e l'evento speciale è che ogni camicia è ispirata a un film e al suo protagonista.
Ci presenti la capsule?
Con piacere. Partirei dal modello Bowling in lino tinto nel  tè, con bottoni madreperla. La camicia American Business, la riconosciamo dal collo e dai polsi a contrasto, ispirata al film Wall Street con Michael Douglas. Poi c'è il mélage di scacchi indaco che Tom Hanks indossava in Forrest Gump. Infine non poteva mancare una camicia bianca dal mood 007dal taglio aderente con un plastron in satin fine.






foto XACUS collection 2016-17 credits gq

IL QUADERNO DI MASSIMILIANO / XXL


Maniche XXL.  La tendenza è nascondere le mani: con maxipull, guanti décor e giacche. I grandi nomi della moda hanno deciso: quest'inverno 2016 le maniche di abiti e giacche si allungano, in maniera spropositata. Tornano di moda i guanti: meglio se ultradecorati, con pietre e fiori.



Foto Jacquemus fw 2016/17  credits glamour

sabato 27 agosto 2016

TERREMOTO: VECCHI SCIACALLI E SOLITE BUGIE

Terremoto-Amatrice

di Valter Chiappa

(AG.R.F. 27/08/2016)

(riverflash) Un nuovo, terribile terremoto. Centinaia di morti, paesi distrutti. Ora, mentre sfuma il momento della partecipazione emotiva, incominciano i dibattiti. La domanda che giunge da ogni voce è una: perché non si è fatta prevenzione? Perché il nostro patrimonio edilizio non è stato adeguato, nonostante la frequenza con cui i terremoti si susseguono in tutta Italia? Mille soloni dalla TV, dalla radio, dai giornali pontificano, citando norme, descrivendo tecniche, mettendo in ballo cifre, facendo programmi. Ma è proprio dopo ascoltato costoro, che abbiamo ritenuto urgente fare chiarezza su alcuni punti.

Il sonno normativo

È bene saperlo: l’antisismica ha una storia antichissima. Le prime norme risalgono addirittura ai Borboni e danno indicazioni in linea di principio valide ancora oggi (il cosiddetto “telaio alla beneventana”). Ma in Italia per legiferare si è sono dovuti attendere sempre eventi catastrofici.

Il primo provvedimento nazionale è il Regio Decreto n°193 del 1909, dopo il catastrofico terremoto di Reggio e Messina. Ma bisogna attendere addirittura il 1974 e la Legge n°64 per entrare definitivamente nella cogenza della normativa antisismica. Da allora, e sono 40 anni, gli edifici rientranti nelle zone a rischio devono essere progettati e costruiti in previsione del terremoto. La Normativa del 2008, universalmente citata, ha semplicemente raccolto gli standard europei. Ma già nel 2003 (13 anni fa), al domani dei tragici eventi di San Giuliano, un’Ordinanza emanata direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ridefiniva la classificazione sismica (ovvero il grado di sismicità attendibile del territorio) e soprattutto sanciva l’obbligo di adeguamento sismico per i cosiddetti “edifici strategici”, ovvero quelli che devono restare in piedi ed operativi anche dopo un terremoto: ospedali, caserme, scuole, municipi etc. E che invece continuano puntualmente a crollare.

Ma se c’è tanta storia dietro, se le Normative esistono e danno obblighi espliciti, perché continuiamo a registrare anno dopo anno cronache di drammi attesi e per cui non si è fatto nulla? Dobbiamo allora capire cosa vuol dire adeguare sismicamente un edificio.

L’adeguamento sismico, questo sconosciuto

Partiamo da un presupposto chiaro: l’adeguamento sismico è estremamente oneroso ed invasivo. Perché per operare sulle strutture portanti occorre metterle a nudo: può essere necessario rimuovere intonaco, impianti, infissi, pavimenti, controsoffitti, tutto ciò che usualmente occulta le parti strutturali. Perché in generale non è sufficiente il rinforzo di alcuni elementi, ma si deve ripensare l’organismo nel suo complesso. Perché l’intervento deve essere spinto capillarmente fino ai minimi dettagli: ogni singolo nodo fra una trave e un pilastro in cemento armato può essere l’innesco di un crollo, una trave in legno appoggiata precariamente sui muri può, in seguito all’oscillazione, sfilarsi e venire giù. E così via. Perché il pericolo può arrivare dalle fondazioni: il terreno sottostante può, in determinate condizioni, amplificare la scossa o “liquefarsi”, ovvero perdere completamente la sua consistenza e scorrere via come acqua. Perché l’adeguamento riguarda anche le parti non strutturali: si può morire per un comignolo che ti cade in testa, per una tamponatura (la muratura con cui si chiudono le maglie della struttura) espulsa e ribaltata, per un tramezzo che si schianta, addirittura (è il caso degli edifici industriali colpiti dal sisma dell’Emilia) per il cedimento di grosse scaffalature o semplicemente per il rovesciamento del loro contenuto. Tutto deve essere concepito come antisismico. E nella complessità di questi interventi, per quanto eseguiti con la massima cura, non si può escludere che qualcosa sfugga, non visto.

Non date retta a chi dice che basterebbe poco, che è facile, che è poco costoso: non è vero, non è assolutamente vero.

Non date retta a chi evoca le nuove tecnologie come strumenti miracolosi capaci di risolvere in quattro e quattr’otto il problema, citando paroline magiche come isolatori sismici, controventi dissipativi, fibre di carbonio. C’è business anche in questo: avvolgete i vostri pilastri con una bella rete in carbonio e dimenticatevi del terremoto, dice il produttore. Non è vero: lo fai e la scuola viene giù lo stesso. Questi sono indubbiamente strumenti meravigliosi, ma non una panacea; solo armi più potenti in mano ai progettisti, che sono comunque chiamati a comprendere perfettamente il comportamento complessivo del fabbricato. Sennò l’edificio crolla.

Ed allora: ci vogliono competenze elevatissime, ditte estremamente qualificate ed un mare di soldi. Se si vuole fare un adeguamento serio. Sennò si possono mettere dei rattoppi, ma le conseguenze sono sotto i nostri occhi. Lungi dal voler esprimere un giudizio che potrà essere formulato solo dopo accurate perizie, ma i 700 milioni circa utilizzati per la ristrutturazione della scuola di Amatrice, parte dei quali spesi per opere non strutturali (infissi, impianti etc.), appaiono onestamente pochi per un edificio di quelle dimensioni e di quell’importanza.

Non basta: ci vuole tanto tempo a disposizione. Sia ben chiaro. Quando si vuole adeguare un Ospedale, una Scuola, un Municipio, una Prefettura si deve mettere in conto di chiuderli per un anno, trovando, se possibile, collocazioni provvisorie. Ci si riesce?

Come prevenire

Vero quanto sopra, ne discendono una serie di conclusioni immediate.

Per quanto riguarda gli edifici pubblici non è sufficiente stanziare ingentissime risorse; è necessaria una oculata e lungimirante pianificazione a monte. Si devono pensare strategie operative che non abbiano come obiettivo il semplice consolidamento di un certo numero di fabbricati, ma un ripensamento complessivo dei centri abitati e dell’intero territorio.

È nostro convinto parere che costruire ex novo costi meno, sia più rapido e dia risultati più affidabili. Ed allora si deve pensare sin d’ora a localizzare le aree per i nuovi edifici strategici, ove quelli esistenti non offrano sufficienti garanzie: si spenderà di meno e l’attività nel transitorio sarà garantita.

La dismissione del vecchio è un concetto difficile da digerire. Ma dove la sicurezza deve essere garantita non si può esitare: basta col continuo salasso per le casse dell’Erario per mettere rappezzi a fabbricati che sono malati cronici. Via con il nuovo e poi si mettano in moto le ruspe.

Altro fronte è quello dei Beni Culturali. È vero sono tanti, tantissimi; ma sono la nostra ricchezza, non solo economica. Vanno protetti, punto. Una preghiera: affidateli a specialisti; al tecnico amico fategli  progettare una bella piazza o una rete fognaria efficiente; ma la torre medievale, la chiesetta romanica, il palazzo gentilizio adeguateli davvero.

Rivolgiamoci invece all’edilizia privata. Si può chiedere alla vecchina del paesino marchigiano o abruzzese di uscire di casa e spendere un patrimonio per consolidare la sua abitazione di sassi? O immaginate che belle riunioni di condominio, se si dovesse affrontare la spesa e il disagio per la messa a norma della palazzina in cui abitiamo, sapendo che, qualora pure riusciamo a mettere mano al portafogli, ci tocca provvisoriamente trasferirci dalla suocera.

Ed allora lo si dica forte e chiaro: se si vuole, come si deve, perseguire l’adeguamento sismico del nostro patrimonio edilizio, esso non può essere messo a carico dei cittadini, ma deve essere incentivato o meglio ancora sostenuto dallo Stato, con un programma di rinnovo ad ampio raggio. Il terremoto può colpire non solo i borghi pittoreschi che devono ovviamente essere tutelati, ma anche anonimi fabbricati eredità di qualche condono, grigi quartieri figli di vecchie speculazioni, obsoleti capannoni tirati su alla bell’e meglio. Non si comprende allora l’opposizione alle tante vituperate “new town”. Accumoli, Arquata, la meravigliosa Amatrice andranno ricostruite com’erano e dov’erano, magari con le stesse pietre. Ma altrove, dove non c’è pregio artistico o storico, il cittadino Mario Rossi deve poter accedere alla possibilità di avere una casa che non crolli sulla testa dei suoi figli, senza che questa richiesta gravi sulle sue spalle. Perché se oggi ha una casa insicura, spesso, molto spesso, non è colpa sua.

Vecchi sciacalli e solite bugie

Di fronte ad una nuova tragedia si allunga puntuale l’ombra degli sciacalli. No, non i ladri di polli che si aggirano fra le macerie. Ma quelli in giacca e cravatta che, come vampiri, hanno sentito l’odore del sangue. Non si sono sentite le risate telefoniche di tristissima memoria, ma la loro eco è giunta ugualmente. Un noto conduttore di talk show, il più noto, nella sua trasmissione ha sottolineato, con l’usuale ghigno sardonico, quale opportunità sia, per l’economia nazionale, un nuovo sisma. Non ha messo aggettivi accanto alla parola “economia”, ma noi sappiamo quali si adatterebbero bene. Il Direttore di una delle più importanti testate giornalistiche, in cerca di sensazionalismo a buon mercato da perseguire con qualche j’accuse, ha affermato durante un GR1 che l’adeguamento sismico si può realizzare con poche centinaia di euro. Disgustoso.

I rappresentanti delle categorie professionali si sono subito mostrati pronti a vendere la loro merce, sciorinando concetti raffazzonati di cui è evidente che hanno solo un’infarinatura. I geologi dicono che è tutta colpa della sottovalutazione della problematiche geotecniche e auspicano l’obbligatorietà di nuove indagini. Eseguite da loro, ovviamente. Gli ingegneri rivendicano le competenze professionali, ma non dicono che ad oggi una struttura antisismica può essere progettata anche da un ingegnere informatico o da un ingegnere junior con la laurea breve acquisita presso un’Università telematica. Vabbè, non tutti sono bravi, ma devono lavorare tutti. Peccato che non paghi Pantalone, ma noi.

Vecchie favole riproposte per l’ennesima volta: ancora l’effetto suolo, ancora i soliti tetti in cemento armato (sanno che i solai rigidi sono suggeriti dalla Normativa?). Vogliamo smontare solo una di queste, perchè ricorrente come un mantra: il fantasma insopprimibile del Fascicolo del fabbricato.

Questo documento dovrebbe fotografare lo stato di salute di un edificio. Peccato che per farlo come si deve (ovvero onestamente) siano necessarie le stesse indagini necessarie a redigere un progetto. Senza però redigerlo. Un’analisi storica che spesso è estremamente complessa perché non suffragata da documenti, saggi sui terreni e sui materiali, prove in situ ed in laboratorio, rilievi strutturali anch’essi onerosi perché, si sa, travi e pilastri sono usualmente nascosti e ancor più lo sono i ferri che ci sono dentro. Insomma si vuole imporre che la vostra casa venga sforacchiata, che il vostro stipendio venga prosciugato per pagare la parcella del tecnico per sentirvi dire cosa? Che la vostra palazzina degli anni ’50 o che la casetta al paesino di nonna Adelina non sono antisismici. Lo sapevate, lo sappiamo già. Vi siete fatti le analisi, ma non vi hanno dato cura. Oppure: imponendovi una tassa occulta vi hanno solo spillato soldi.

Non serve nessun fascicolo, non è colpa di un tetto più o meno pesante. Le case di Amatrice, di Accumoli, di Arquata sono crollate perchè nessuno ha fatto niente prima, preferendo magari fare dopo, quando l’emergenza e l’odore del sangue dei morti stendono un velo opaco ed impenetrabile su ogni possibile manipolazione. Sono crollate perchè non c’è competenza e, se c’è, non conta niente. Le voci dell’avidità e della disonestà sono molto più forti.


http://www.riverflash.it/wordpress/?p=78865


giovedì 25 agosto 2016

UN RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANI DOPO ESSERE STATO SOMMERSO DI CRITICHE (E SOPRATTUTTO RECENSIONI NEGATIVE)

SE QUESTO NON È KARMA... - UN RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANI DOPO ESSERE STATO SOMMERSO DI CRITICHE (E SOPRATTUTTO RECENSIONI NEGATIVE) - LA NAZI-VEGANA AVEVA SCRITTO CHE AMATRICE SI MERITAVA DI FINIRE SEPOLTA SOTTO IL TERREMOTO PERCHÉ HA MESSO IL GUANCIALE NELLA MITICA PASTA


i commenti di daniela martani sul terremoto di amatriceI COMMENTI DI DANIELA MARTANI SUL TERREMOTO DI AMATRICEi commenti di daniela martani sul terremoto di amatriceI COMMENTI DI DANIELA MARTANI SUL TERREMOTO DI AMATRICE
DAGONOTA - "Karma is a bitch", dicono gli americani. Il Karma, spesso, può essere crudele. E il detto si è rivelato ancora una volta vero quando, poche ore fa, il Caffè Roma di Beverly Hills ha annullato il dj set di Daniela Martani, ex concorrente del 'Grande Fratello' e hostess Alitalia, che nel frattempo è diventata una dj piuttosto quotata ma soprattutto un'attivista vegana dura e pura.

Troppo dura, visto che ieri il suo commento sul terremoto ad Amatrice (''Sono la patria dell'amatriciana? Allora è Karma'', riferendosi alla punizione del destino per aver inventato una pasta che includa il guanciale, e dunque la carne) le è valso una slavina di insulti su Facebook e Twitter, fino al suo tentativo (prevedibile) di dare la colpa a qualcuno che le aveva 'hackerato' l'account, che è l'equivalente di 'ma no, mamma, queste sigarette le stavo tenendo a un amico'.

La povera Martani si trovava a Los Angeles quando ha partorito il suo commentino, e in programma c'era appunto una serata alla consolle del Caffè Roma. Senonché, i clienti del Caffè Roma hanno iniziato a bombardare i gestori di messaggi indignati – e di recensioni negative, cosa ben più seria per loro –  fino a spingerli a cancellare l'evento. Ecco il messaggio che hanno pubblicato poco fa:

DANIELA MARTANIDANIELA MARTANI
Caffé Roma would like to express our sincere sympathies and condolences those who have suffered a loss in the recent tragedy that has struck Amatrice, Italy.
We have received your messages and understand the concern. We have canceled tonight’s performance to join Italy in our thoughts. Please consider that our company and restaurant do not share or endorse the views of our guest musicians or DJs. Our hearts are with Amatrice.

In poche parole, hanno espresso solidarietà e vicinanza agli abitanti di Amatrice, e in due righe si sono sbarazzati della Martani, specificando che il ristorante non condivide né sostiene le idee dei musicisti che ospita...
il ristorante di beverly hills cancella il dj set di daniela martaniIL RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANIil ristorante di beverly hills cancella il dj set di daniela martaniIL RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANIil ristorante di beverly hills cancella il dj set di daniela martaniIL RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANIil ristorante di beverly hills cancella il dj set di daniela martaniIL RISTORANTE DI BEVERLY HILLS CANCELLA IL DJ SET DI DANIELA MARTANIdaniela martaniDANIELA MARTANI




http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/se-questo-non-karma-ristorante-beverly-hills-cancella-dj-set-130858.htm