mercoledì 22 febbraio 2012

Politica. Rivoluzione PDL


Il Pdl è al minimo storico. Almeno a giudicare dai sondaggi che circolano in queste ore. su tutti quello di Swg pubblicato martedì da Affaritaliani.it da cui emerge una percentuale  secondo la quale  il Popolo delle Libertà non va oltre il 23,5%. Si spiega anche così il paventato appoggio del Cavaliere a Monti anche dopo il 2013. Tradotto: l'ex premier temedi perdere le prossime Politiche e un preventivo appoggio al Professore gli garantirebbe di rimanere nella stanza dei bottoni ancora per 5 anni. Ma non tutto è così lineare come sembra: secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it, da fonti interne al Pdl, l'appoggio incondizionato a Monti non piace a una parte del partito: ex aennini in testa. E nel partito si ritorna a parlare di scissione. In prima fila ci sarebbe il sindaco di Roma Alemanno che capitana la fronda antimontiana (anche il no alla Olimpiadi lo ha definitivamente allontanato da presidente del Consiglio). Più tiepidi gli ex an Altero Matteoli, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri.
Proprio Alemanno trova una sponda in Francesco Storace con cui una volta guidava la corrente di An Destra Sociale. Il segretario della Destra, è uscito allo scoperto e ha fatto capire che l'idea di ricostruire An non è affatto una chimera: "Io sono pronto a sedermi al tavolo per ricostruire un grande contenitore di desta, che non so se sarà la riproposizione di Alleanza Nazionale, o di un'altra cosa, ma devono fare in fretta perché il tempo stringe".
Più esplicita  la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice di Grande Sud che propone "una costituente di destra in grado di riprendere il percorso di Alleanza Nazionale. Sento che nel Pdl c'è qualcuno che pensa a Forza Italia. Il ritorno ad un simbolo identitario - dice l'ex missina - è una suggestione che attraversa molti di noi che veniamo da una forte militanza di destra. In realtà l'Italia oggi è priva di una rappresentanza di destra ed Alleanza Nazionale oggi potrebbe interpretare legittimamente le esigenze di unità nazionale, di riequilibrio Nord-Sud, di socialità, di nuovo welfare, di economia sociale di mercato, di partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, di attenzione alle nuove povertà". Secondo l'ex ministro "riprendere quel percorso valoriale è quanto oggi si aspetterebbe una larga fetta di italiani che auspica il rinascere di una destra moderna nazionale ed europea. Anche la politica scorre.... come il tempo.

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