martedì 31 gennaio 2012

Calcio. La Polonia ci presenta i suoi stadi



La Polonia e gli stadi "europei". In attesa di veder scendere in campo i propri beniamini il Paese mette in evidenza il suo impegno ed il suo desiderio di stupire con le nuove strutture, i campi da calcio. Andiamo a conoscerli insieme.  Quello di Poznan è l’unico stadio polacco a non essere stato costruito ex novo per l’occasione. Progettato nel 1968, l’impianto orginale era stato ultimato solo nel 1980, diventando però il più grande di tutta la Polonia. A tempo record, lo stadio è stato il primo a essere finito con quasi due anni di anticipo, per gli Europei sono state rifatte le quattro tribune, costruita la copertura e rinnovate  le strutture accessorie, tra cui un maxischermo di 116 metri quadrati e un generatore elettrico che permetterebbe di concludere la partita anche se dovesse mancare la luce in tutta la città. L’impianto di Poznan è pure moderatamente ecologico: per l’irrigazione del prato infatti viene utilizzata acqua piovana riciclata.
Nome: Stadion Miejski, stadio municipale
Capienza: 42.004 posti
Squadra: ospita le partite casalinghe del Lech Poznan e del Warta Poznan
Costo: 180 milioni di zloty per la ristrutturazione (circa 40 milioni di euro).
Fans zone: situata nel cuore del centro, in piazza Wolnosci, ospiterà 30mila persone e nei giorni delle partite sarà aperta dalle 12 alle 2 di notte.
DANZICA
A parere degli esperti è lo stadio più bello di questi Europei. Grazie a 18mila pannelli di policarbonato, l’impianto di Danzica assomiglia a un gigantesco cristallo d’ambra e al tramonto riluce. Disegnato dallo studio tedesco Rhode Kellermann e Wawrosky, sorge nel quartiere Letnica, tra il centro e i cantieri navali. Pensato per ospitare partite e concerti, al suo interno ha un ristorante con vista campo, una pista di pattinaggio e una palestra. Durante le gare diventerà il primo stadio al mondo senza denaro: i tifosi all’ingresso potranno accreditare denaro su speciali carte che varranno all’interno dell’impianto.
Nome: Pge Arena
Capienza: 43.615 posti
Squadra: ospita le partite casalinghe del Lechia Danzica
Costo: 775 milioni di zloty (circa 170 milioni di euro)
Fans zone: situata a 500 metri dalla stazione ferroviaria, ospiterà 30mila tifosi e offrirà ristoranti di cucina regionale e maxischermi per le partite.
BRESLAVIA
 Vista di giorno la struttura esterna assomiglia a un anonimo contenitore metallico; ma di sera l’effetto è totalmente diverso. La stadio lanterna progettato dallo studio polacco Jsk ha una scocca esterna argentea realizzata in fibra di vetro che si illumina completamente permettendo di vedere in controluce sia la struttura portante sia gli spettatori che si muovono sulle rampe di accesso alle gradinate come se si fosse dietro una tenda. Dalle tribune la visibilità è ottima sia che ci si trovi a ridosso del terreno di gioco, sia che si assista dall’ultima fila in alto. A lavori ultimati al suo interno verranno aperti una discoteca, un casinò e una palestra.
Nome: Stadion Miejski, stadio municipale
Capienza: 42.771 posti
Squadra: Slåsk Wroclaw
Costo: 730 milioni di zloty (circa 160 milioni di euro)
Fans zone: i tifosi senza biglietto potranno guardare le partite sui maxischermi collocati in piazza Solny, dove si terranno anche concerti
VARSAVIA
Costruito sul sito del vecchio stadio del Decennale, per lungo tempo utilizzato come mercato clandestino, l’impianto progettato dallo studio Jsk solca  il profilo della capitale. Situato nel quartiere Praga,
 all’esterno è interamente colorato di biancorosso. Di notte, illuminato, assomiglia a una gigantesca corona. Unico tra gli impianti di Euro 2012, è dotato di una copertura mobile a ombrello realizzata da un’azienda padovana. Pensato in prospettiva, dopo le partite si trasformerà in un’arena multifunzionale con un centro commerciale, una piscina olimpionica e spazi per uffici vista campo.
Nome: Stadion Narodowy, stadio nazionale
Capienza: 58.145 posti
Squadra: ospiterà solo le partire della nazionale polacca e altri eventi
Costo: 1,9 miliardi di zloty (circa 440 milioni di euro)
Fans zone: situata in piazza Defilad, davanti al palazzo della Cultura, ospiterà 100mila persone, offrendo concerti, ristoranti e  maxi schermi per le partite. Di tutto di piu' e per tutti i gusti. Buon calcio a tutti!

Calciomercato: tutti i trasferimenti

Chiusa la campagna acquisti invernale. Ora Soltanto gli svincolati potranno essere ingaggiati fino al 31 marzo, mentre a partire dal primo febbraio i giocatori in scadenza di contratto saranno liberi di firmare con altri club in vista della prossima stagione. 


ATALANTA
Acquisti: Stendardo (d, Lazio), Carrozza (c, Varese), Cazzola (c, Juve Stabia)
Cessioni: Pettinari (c, Varese), Ardemagni (a, Modena), Padoin (c, Juventus).

BOLOGNA
Acquisti: Rubin (d, Parma), Sorensen (d, Juventus), Belfodil (a, Lione)
Cessioni: Coda (a, Siracusa), Gavilan (a, Piacenza).

CAGLIARI
Acquisti: Dessena (c, Sampdoria), Bovi (c, Reggiana), Pinilla (a, Palermo).
Cessioni: Burrai (c, Latina), Magliocchetti (Reggiana), Biondini (c, Genoa).

CATANIA
Acquisti: Motta (d, Juventus), Carrizo (p, Lazio), Ebagua (a, Torino), Seymour (c, Genoa)
Cessioni: Keko (Grosseto), Sciacca (Grosseto), Andujar (p, Estudiantes), Ledesma (c, Boca), Maxi Lopez (a, Milan), Delvecchio (c, Lecce), Alvarez (c, Saragozza), Donnaruma (C, Lanciano)

CESENA
Acquisti: Moras (Swansea), Pudil (d, Genk), Iaquinta (a, Juventus), Santana (c, Napoli), Del Nero (c, Lazio).
Cessioni: Mezacolli (a, Alaves), Riski (c, Honefoss), Ricci (d, Spezia), Eder (a, Sampdoria), Candreva (c, Lazio), Bogdani (a, Siena). Ghezzal (a, Levante)

CHIEVO
Acquisti: Merli Sala (d, Foligno), Gulan (d. Fiorentina), Dainelli (c, Genoa)
Cessioni: Viotti (p. Grosseto)

FIORENTINA
Acquisti: Amauri (a, Juventus), Pizarro (c, Lanus), Olivera (c, Lecce), Zohore (a, Copenaghen).
Cessioni: Gilardino (a, Genoa), Romizi (c, Bari), Santiago Silva (a, Boca Juniors), Savio (c, Vaslui), Seferovic (a, Lecce), Gulan (d, Chievo), Munari (c, Fiorentina)

GENOA
Acquisti: Gilardino (a, Fiorentina), Biondini (c, Cagliari), Sculli (c, Lazio), Belluschi (c, Porto), De Carvalho (d, Tombense).
Cessioni: Caracciolo (a, Novara), Ribas (a, Sporting Lisbona), Merkel (c, Milan), Aleksic (a, Saint-Etienne), Dainelli (d, Chievo),  Seymour (c, Catania)

INTER
Acquisti: Juan Jesus (d, Internacional), Guarin (c, Porto), Palombo (c, Sampdoria)
Cessioni: Caldirola (d, Brescia), Viviano (p, Palermo), Jonathan (d, Parma), Coutinho (c, Espanyol), Muntari (c, Milan), T. Motta (c, Psg).

JUVENTUS
Acquisti: Borriello (a, Roma), Caceres (d, Siviglia), Padoin (c, Atalanta).
Cessioni: Sorensen (d, Bologna), Amauri (a, Fiorentina), Toni (a, Al-Nasr), Motta (d, Catania), Pazienza (c, Udinese), Iaquinta (a, Cesena).

LAZIO
Acquisti: Alfaro (a, Liverpool Montevideo), Candreva (c, Cesena).
Cessioni: Sculli (c, Genoa), Stendardo (d, Atalanta), Cisse (a, QPR), Carrizo (p, Catania), Del Nero (c, Cesena).

LECCE
Acquisti: Miglionico (d, Livorno), Blasi (c, Parma), Seferovic (a, Fiorentina), Delvecchio (c, Catania), Bojinov (a, Sporting Lisbona), Di Matteo (c, Palermo).
Cessioni: Legittimo (Sudtirol), Mesbah (c, Milan), Strasser (c, Milan), Ferrario (d, Parma), Bergougnoux (c, Omonia Nicosia).

MILAN
Acquisti: Merkel (c, Genoa), Mesbah (c, Lecce), Strasser (c, Lecce), Maxi Lopez (a, Milan), Prosenik (a, Chelsea), Muntari (c, Inter), Albertazzi (d, Getafe), Lucas Roggia (a, Internacional).
Cessioni: Taiwo (d, QPR), Albertazzi (d, Varese).

NAPOLI
Acquisti: Vargas (a, Universidad de Cile).
Cessioni: Rinaudo (d, Novara), Mascara (a, Novara), Santana (c, Cesena).

NOVARA
Acquisti: Caracciolo (a, Genoa), Jensen (c, svincolato), Rinaudo (d, Napoli), Mascara (a, Napoli), Gabriel Silva (d, Udinese).
Cessioni: Labrin (d, Palermo), Giorgi (c, Siena), Meggiorini (a, Torino), Pinardi (c, Vicenza).

PALERMO
Acquisti: Vazquez (c, Belgrano); Mehmeti (a, Malmoe), Milanovic (d, Siena), Labrin (d, Novara), Viviano (p, Inter), Donati (c, Bari).
Cessioni: Benussi (p, Torino), Simon (c, Bari), Pinilla (a, Cagliari), Cetto (d, Lille), Di Matteo (c, Lecce).

PARMA
Acquisti: Lofquist (c, Mjallby), Jonathan (d, Inter), Okaka (a, Roma), Ferrario (d, Lecce), Mariga (c, Real Sociedad), Ihrig Farkas (c, Honved).
Cessioni: Rubin (d, rescissione), Nwankwo (c, Gubbio), Ze Eduardo (c, Empoli), Blasi (c, Lecce), Jadid (Grosseto), Pellè (a, Sampdoria), Lofquist (c, Gubbio)

ROMA
Acquisti: Nico Lopez (a, Nacional Montevideo), Ferrante (a, Piacenza), Marquinho (c, Fluminense).
Cessioni: Borriello (a, Juventus), Okaka (a, Parma), Caprari (a, Pescara).

SIENA
Acquisti: Giorgi (c, Novara), Bogdani (a, Cesena).
Cessioni: Troianello (c, Sassuolo), Milanovic (d, Palermo), Angella (d, Reggina).

UDINESE
Acquisti: Fanchone (d, svincolato), Fernandes (c, Leicester), Pazienza (c, Juventus)
Cessioni: Doubai (c, Sochaux), Gabriel Silva (d, Novara), Sissoko (c, Brest), Belardi (p, Reggina).

Calciomercato: gli acquisti a 7 ore dalla chiusura

ATALANTA
Acquisti: Stendardo (d, Lazio), Carrozza (c, Varese).
Cessioni: Pettinari (c, Varese), Ardemagni (a, Modena), Padoin (c, Juventus)

BOLOGNA
Acquisti: Rubin (d, Parma), Sorensen (d, Juventus).
Cessioni: Coda (a, Siracusa), Gavilan (a, Piacenza)

CAGLIARI
Acquisti: Dessena (c, Sampdoria), Bovi (c, Reggiana), Pinilla (a, Palermo)
Cessioni: Burrai (c, Latina), Magliocchetti (Reggiana), Biondini (c, Genoa).

CATANIA
Acquisti: Motta (d, Juventus)
Cessioni: Keko (Grosseto), Sciacca (Grosseto), Andujar (p, Estudiantes), Delvecchio (c, Lecce).

CESENA
Acquisti: Moras (Swansea), Pudil (d, Genk).
Cessioni: Mezacolli (a, Alaves), Riski (c, Honefoss), Eder (a, Sampdoria), Teodorani (p, Carrarese)

CHIEVO
Acquisti: Merli Sala (d, Foligno).
Cessioni:

FIORENTINA
Acquisti: Amauri (a, Juventus), Pizarro (c, Lanus), Olivera (c, Lecce), Zohore (a, Copenaghen)
Cessioni: Gilardino (a, Genoa), Romizi (c, Bari), Santiago Silva (a, Boca Juniors), Seferovic (a, Lecce).

GENOA
Acquisti: Gilardino (a, Fiorentina), Biondini (c, Cagliari), Sculli (c, Lazio), Polo (a, Universitario Lima).
Cessioni: Caracciolo (a, Novara), Ribas (a, Sporting Lisbona), Merkel (c, Milan), Aleksic (a, Saint-Etienne).

INTER
Acquisti: Juan Jesus (d, Internacional)
Cessioni: Caldirola (d, Brescia), Viviano (p, Palermo), Jonathan (d, Parma), Coutinho (c, Espanyol), Mariga (C, Parma), Natalino (d, Crotone)

JUVENTUS
Acquisti: Borriello (a, Roma), Caceres (d, Siviglia), Padoin (c, Atalanta)
Cessioni: Sorensen (d, Bologna), Pinsoglio (p, Vicenza), Amauri (a, Fiorentina), Pasquato (c, Torino), Toni (a, Al-Nasr), Costantino (p, Spal), Rossi (c, Brescia), Motta (d, Catania), Immobile (a, Genoa), Pazienza (c, Udinese)

LAZIO
Acquisti: Alfaro (a, Liverpool Montevideo).
Cessioni: Sculli (c, Genoa), Stendardo (d, Atalanta), Mendicino (a, Taranto)

LECCE
Acquisti: Miglionico (d, Livorno), Blasi (c, Parma), Seferovic (a, Fiorentina), Delvecchio (c, Catania), Bojinov (a, Sporting Lisbona)
Cessioni: Legittimo (Sudtirol), Mesbah (c, Milan), Strasser (c, Milan), Ferrario (d, Parma), Bergougnoux (c, Omonia Nicosia).

MILAN
Acquisti: Merkel (c, Genoa), Mesbah (c, Lecce), Strasser (c, Lecce), Maxi Lopez (a, Milan), Prosenik (a, Chelsea)
Cessioni: Taiwo (d, QPR).

NAPOLI
Acquisti: Edu Vargas (a, Universidad de Cile), Kabine (a, Carpi).
Cessioni: Rinaudo (d, Novara), Mascara (a, Novara).

NOVARA
Acquisti: Caracciolo (a, Genoa), Jensen (c, svincolato), Rinaudo (d, Napoli), Mascara (a, Napoli), Silva (d, Granada)
Cessioni: Labrin (d, Palermo), Giorgi (c, Siena), Meggiorini (a, Torino), Pinardi (c, Vicenza)

PALERMO
Acquisti: Vazquez (c, Belgrano); Mehmeti (a, Malmoe), Milanovic (d, Siena), Labrin (d, Novara), Viviano (p, Inter), Donati (c, Bari), Viola (c, Reggina)
Cessioni: Benussi (p, Torino), Simon (c, Bari), Pinilla (a, Cagliari), Cetto (d, Lille)

PARMA
Acquisti: Lofquist (c, Mjallby), Jonathan (d, Inter), Okaka (a, Roma), Ferrario (d, Lecce), Mariga (c, Inter)
Cessioni: Rubin (d, rescissione), Nwankwo (c, Gubbio), Ze Eduardo (c, Empoli), Blasi (c, Lecce).

ROMA
Acquisti: Nico Lopez (a, Nacional Montevideo), Marquinho (c, Fluminense)
Cessioni: Borriello (a, Juventus). Okaka (a, Parma), Pizarro (c, Manchester City)

SIENA
Acquisti: Giorgi (c, Novara).
Cessioni: Troianello (c, Sassuolo), Milanovic (d, Palermo).

UDINESE
Acquisti: Fanchone (d, svincolato), Fernandes (c, Leicester), Pazienza (c, Udinese)
Cessioni: Doubai (c, Sochaux). Alle 19 il verdetto finale!
 

     

Ponte sullo stretto: la saga prosegue.

Per più di quarant’anni si è parlato della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo scorso 20 gennaio 2012, con il decreto legge varato dal Governo Monti che prevedeva di definanziare il progetto del manufatto stabile per indirizzare le risorse pari a 1,6 miliardi verso programmi di piccole opere sul territorio, sembrava essere stata posta una pietra tombale sul progetto tanto discusso e mai realizzato. Ma il Sindaco di Messina, l’On. Giuseppe Buzzanca, non ci sta: “ Per la questione Ponte sullo Stretto di Messina siamo stanchi delle incertezze. Siamo stanchi del rimpallo di responsabilità tra Governo nazionale e Cipe. – ha dichiarato Buzzanca- Siamo stanchi di sentire esultare chi in qualche maniera prima aveva auspicato che il Ponte nascesse. Siamo stanchi del cambio continuo di idee”. Il Primo Cittadino, facendo riferimento all’incoerenza di alcuni politici prima favorevoli e adesso improvvisamente contrari alla costruzione del Ponte sullo Stretto, ha colto l’occasione per sferrare un ennesimo attacco mediatico al senatore D’Alia, con cui i rapporti sembrano peggiorare sempre di più (Dopo che, negli ultimi mesi, D´Alia non ha perso occasione per criticare Giuseppe Buzzanca per il suo doppio incarico di Sindaco di Messina e deputato alla Regione Sicilia): “ Oggi sentiamo che l’avvocato D’Alia si dice contrario da sempre al Ponte. Non ci risulta: abbiamo sottoscritto insieme, nel 2008, un programma che prevedeva la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.” Il Sindaco ha tuonato:“ Bisogna fare una ”operazione chiarezza”. Bisogna sapere fin da adesso che vi sarà certamente una richiesta di risarcimento di danni da parte della ditta che eventualmente non potesse avere la possibilità di iniziare i lavori della costruzione. Ma anche noi, noi Comune di Messina, oltre alle altre realtà che si dovranno inserire in questo meccanismo di risarcimento di penali, chiederemo i danni. Perché la nostra città, in questi ultimi decenni, ha costruito il proprio modello di sviluppo impiegando risorse umane e finanziarie pensando al Ponte, immaginando quella realtà che, insieme alle opere compensative, avrebbe dato un nuovo volto alla città di Messina. La storia senza fine de ponte senza pace!

Liberation: la crisi greca raccontata dai francesi

Tutti i giorni si ripete sempre la stessa scena: a mezzogiorno una folla silenziosa si accalca davanti ai cancelli del municipio di Atene, a due passi da piazza Omonia. Difficile dire quanti sono, un centinaio o forse di più. "La sera sono due o tre volte più numerosi", sospira Xanthi, una ragazza incaricata dal comune di "gestire la folla". L'atmosfera è tesa quando i cancelli si aprono e una lunga coda si forma fino alla stand dove si distribuisce una Coca Cola light e una sorta di purè di patate in un piatto di plastica. Ci sono grida, litigate, tutto deve essere fatto molto velocemente, la distribuzione dura solo mezzora.

In mezzo ai barboni e ai vecchi con i vestiti logori, si nota subito una nuova categoria di persone finora poco abituate a fare l'elemosina per mangiare. La maggior parte di loro si rifiuta di parlare ai giornalisti. "Si vergognano", dice Sotiris, 55 anni, che si è ritrovato disoccupato dopo aver lavorato 20 anni in una compagnia di assicurazioni. "Ma in Grecia i sussidi di disoccupazione durano solo un anno".

In Grecia sono definiti i "neopoveri" o i "barboni con l'iPhone". Sono i dipendenti licenziati dalle numerose piccole e medie imprese fallite, e i funzionari in esubero in seguito alle misure di austerità prese negli ultimi due anni.

Tutti si sono ritrovati disoccupati, dopo che i crediti al consumo li avevano spinti a indebitarsi troppo durante gli anni migliori. Anni non lontani: fra il 2000 e il 2007 la Grecia esibiva un promettente tasso di crescita del 4,2 per cento. Poi la crisi del 2008 e l'annuncio improvviso di un deficit di bilancio record del 12,7 per cento del pil alla fine del 2009 hanno fatto crollare, come un castello di carte, un'economia dalle basi troppo fragili per resistere alle manovre speculative dei mercati.

Lavoro nero, frodi fiscali, amministrazione pubblica inefficiente: i mali sono noti e gran parte della popolazione accetta la necessità delle riforme strutturali chieste da "Merkozy", come viene chiamata la coppia Angela Merkel-Nicolas Sarkozy che domina i negoziati a Bruxelles.

Ma i piani di austerità imposti al paese dalla primavera 2010 vengono accettati con sempre maggiore difficoltà, perché colpiscono soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati, che hanno visto i loro redditi diminuire o addirittura scomparire quando sono stati licenziati, e le loro imposte prelevate alla fonte aumentare in modo esponenziale. Il risultato è che in due anni il numero di persone senza fissa dimora è aumentato del 25 percento e per alcuni sfamarsi è diventata la prima preoccupazione.

"Ho cominciato a preoccuparmi quando durante le visite mediche diversi bambini venivano per farsi curare lo stomaco vuoto, perché non avevano mangiato niente il giorno prima", racconta Nikita Kanakis, presidente della sezione greca di Médecines du monde.

La crisi dell'Europa ed il caso Grecia. Racconto di una crisi. Una decina di anni fa l'ong francese aveva aperto una struttura in Grecia per rispondere all'afflusso improvviso e massiccio di immigrati clandestini. "Da un anno a questa parte sono i greci che vengono da noi. Persone di classe media che hanno perso i loro diritti sociali e non hanno più la possibilità di andare all'ospedale pubblico. Da sei mesi distribuiamo anche cibo, come nei paesi del terzo mondo", osserva Kanakis. "Il problema del debito è reale, ma fino a dove possono arrivare le esigenze di Bruxelles quando dei bambini che vivono a sole tre ore di aereo da Parigi e Berlino non possono più curarsi o nutrirsi. Nei giorni scorsi una scena insolita si è svolta nel centro di Atene, in piazza Syntagma, proprio di fronte al parlamento: degli agricoltori giunti da Tebe, a 83 chilometri dalla capitale, hanno distribuito gratuitamente 50 tonnellate di patate e di cipolle. Annunciata alla televisione, la distribuzione è degenerata in una serie di incidenti. Tutti si sono precipitati sugli stand. Di nuovo si è assistito a liti e grida. "Non vedevamo una cosa del genere dai tempi dell'occupazione", si arrabbia Andreas, che osservava lo spettacolo a distanza. L'occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale aveva provocato una terribile carestia, che è rimasta nella memoria di tutti.

lunedì 30 gennaio 2012

Riforme: stop al pediatra dai sette anni

Tanti saluti al pediatra dopo il compimento del settimo anno di età, se entrerà in vigore il nuovo Patto per la salute in scadenza quest'anno. Attualmente nella seconda fascia di età che va, appunto, dai 7 anni fino ai 14 anni si può scegliere se far assistere il proprio figlio dal pediatra oppure affidarsi ad un medico di base. Il documento verrà discusso questa settimana dalla Conferenza Stato-Regioni, ma da giorni si susseguono polemiche su questo, più che possibile, cambiamento. C'è chi sostiene che l'età pediatrica arrivi fino ai 18 anni ed è un dato di fatto che in Europa 15 paesi su 29 estendono l'assistenza pediatrica fino alla maggiore età. In Emilia Romagna sono 780 gli assistiti con meno di 14 anni per pediatra a fronte di una media nazionale di 841, mentre sono 172 i bambini tra i 6 a i 14 anni che invece sono seguiti dal medico di base. La società italiana di pediatria ha calcolato un totale di 15mila specialisti attivi sul territorio nazionale, mentre potrebbero ridursi a 8mila nel 2025.

Calcio. Zico: Udinese senza limiti

L'ennesima conferma del campionato di calcio italiano, l'Udinese, non smette mai di stupire. Bilancio in attivo, campioni ceduti a grandi club, tanti giovani dal futuro roseo e due grandi protagonisti Di Natale e Guidolin. Un ex grande campione che ha militato all'Udinese invita tutti a crederci fino in fondo. C’è un legame indissolubile tra Udine e Zico, un sentimento che il tempo non sminuisce, anzi solidifica. Merito di Alessandro Scarbolo, che con il club dedicato al Galinho mantiene costantemente vivi i rapporti, ma merito anche di Zico, persona più unica che rara nel panorama calcistico e non. Il neo allenatore dell’Iraq si entusiasma ogni qualvolta il Friuli chiama. Indescrivibile l’emozione che ha lasciato trasparire anche in questa occasione. Parlare di Udinese, per lui, è sempre un piacere. E lo fa con il coinvolgimento del tifoso appassionato.

 

Senza Sanchez e Inler, l'Udinese fa sempre paura. Sotto Natale ha intimorito anche la capolista Juve. Ma ai suoi tempi non accadeva l’inverso?

“Io non ho mai avuto paura! Di nessuna squadra. Non ci deve essere paura nel calcio, i giocatori devono credere sempre in se stessi. Questo è il problema principale per le squadre piccole: avere giocatori che non sono abituati ai grandi risultati”.

Quindi Guidolin sbaglia a parlare di salvezza?

“Io non lo farei. Non bisogna porre limiti alle ambizioni, altrimenti è naturale che i giocatori si accontentano. Sei tra i primi, giocatela! Nel calcio bisogna puntare sempre più in alto, mai mollare o perdere fiducia. Bisogna osare!”

Non è facile per una società come l’Udinese, soprattutto adesso che dovrà impegnarsi su due fronti molto importanti. Campionato o Europa League: su cosa puntare?

“Su tutto! Se c’è la possibilità, migliorare la rosa e non mollare niente!”

Gerolin, suo ex compagno a Udine, viene a monitorare il mercato brasiliano. Vi siete mai incontrati?

“A dire la verità no. Non mi meraviglia, però, che l’Udinese sia presente qui: a gennaio ci sono competizioni per ragazzi di 18 anni che sono autentiche vetrine e molti addetti ai lavori non si lasciano scappare l’occasione per scovare talenti. L’Udinese, che è esperta in questo, non mancherà di certo”.

Dal Brasile sono arrivati diversi giocatori: Danilo, Pereyra, Neuton. Li conosceva?

“Ad essere sincero solo Danilo. Non seguo molto bene il calcio brasiliano in questo momento”

L'Italia vista dai giornali tedeschi (Die Zeit), Amburgo

Gli italiani hanno sempre preso in giro il rigore dei tedeschi, ma anche rispettato la loro serietà. Con l'arrivo del serissimo Mario Monti, questo rapporto potrebbe cambiare. Estratti.

È un lunedì pomeriggio all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Alle partenze, la fila per passare il controllo di sicurezza si allunga sempre di più. Due tedeschi perdono la pazienza e cominciano a inveire ad alta voce. Uno di loro grida nel suo italiano stentato: “Un caos come questo si trova solo in Italia”. A questo punto un italiano si gira verso uno dei due tedeschi e dice, con espressione irritata: “Germans never change”, i tedeschi non cambiano mai. “Sapete sempre tutto, ci guardate dall’alto in basso”. I tedeschi ammutoliscono imbarazzati, l’italiano li ignora. Poco dopo, sul volo Lufthansa diretto a Düsseldorf, si sente il capitano dire: “Dovremmo decollare tra mezz’ora. Ma con gli italiani non si sa mai”.

Tutto questo succedeva mentre il governo Berlusconi esalava gli ultimi respiri. In quel momento l’Italia era derisa da mezza Europa, e la Germania forse rideva un po’ più forte degli altri. La terza economia del continente veniva vista soprattutto come il paese del bunga bunga. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è persino fatta beffe pubblicamente dell’Italia. È successo alla fine di ottobre 2011, in una conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy a margine di un vertice europeo. Un giornalista ha chiesto se si fidassero delle promesse di riforma di Berlusconi.

Il francese e la tedesca si sono esibiti in una pantomima sarcastica di fronte ai giornalisti. Dopo essersi scambiati un’occhiata eloquente, i due hanno storto la bocca e hanno sorriso ironicamente.

Quello che a Bruxelles è stato percepito come un simpatico siparietto, in Italia è stato interpretato come un’offesa a tutta la nazione, come un’“ingiusta umiliazione”, per citare le parole dell’ex premier Romano Prodi. La cancelliera tedesca non aveva mai criticato Berlusconi apertamente, ma aveva ignorato quasi completamente sia lui che l’Italia. I rapporti istituzionali tra i due paese erano freddi tanto quanto quelli personali tra la figlia di un pastore luterano della Germania est e uno sboccato imprenditore lombardo. Eppure in Italia Angela Merkel godeva di grande popolarità. Per molti italiani stanchi di Berlusconi la cancelliera incarnava le virtù che mancavano ai politici italiani: il senso del bene comune, la moderazione e l’integrità.

Ma oggi l’Italia è governata da un uomo che oltre ad avere queste qualità ne può vantare anche alcune che Merkel non possiede, come un certo cosmopolitismo e la conoscenza approfondita dei temi economici. Gli italiani si sono divertiti a scoprire che la stampa tedesca descrive Mario Monti e Mario Draghi, il nuovo presidente della Banca centrale europea, come “italiani prussiani”: in fondo le cosiddette virtù prussiane venivano celebrate già 1.700 anni fa nell’esercito romano. Monti non era neanche entrato a palazzo Chigi che già l’immagine d’integrità di Angela Merkel cominciava a sfumare. Da figura di riferimento, la donna si è trasformata in una maestrina che bacchetta gli alunni più disubbidienti della classe senza accorgersi che a volte sono proprio loro ad avere le idee migliori.

Quando Berlusconi, nel sollievo generale, ha dato le dimissioni, in Italia i tedeschi sono diventati all’improvviso il vero problema dell’Europa. “Con il suo rigido dogmatismo, Angela Merkel sta mettendo a rischio non solo l’euro ma anche l’idea di Europa nata nel dopoguerra”, mi ha detto un’opinionista vicina al governo. “L’immagine della Germania come motore dell’Europa è inappropriata: Berlino comanda, ma non è una guida”. A Roma questa sensazione è sempre più diffusa. In occasione della sua prima conferenza stampa internazionale, Mario Monti ha parlato a lungo e con entusiasmo della Scandinavia. Il contributo dei paesi nordeuropei all’Europa, ha detto, ha ricevuto troppa poca attenzione. “Eppure hanno un sistema sociale funzionante e mercati più competitivi di quelli dell’area euro”. Un modo per dire che il sistema tedesco non servirà necessariamente a risanare l’Europa: esistono anche altri modelli.

Con Monti l’Italia ha riconquistato il suo orgoglio. In poche settimane sono stati messi in atto programmi di riduzione del deficit e riforme radicali, nel tentativo di abolire i privilegi e incastrare gli evasori fiscali. Si direbbe che il berlusconismo sia finito da anni. Ai protestanti del nord, che si portano dietro i loro peccati fino al giorno del giudizio, il processo di redenzione sarà sembrato troppo rapido. Ma l’Italia è già passata oltre. E mentre Berlusconi si poteva liquidare facilmente come pagliaccio della politica, Mario Monti è un leader serio da ascoltare con attenzione. A metà gennaio, prima di recarsi in visita a Berlino, Monti ha fatto qualcosa che Berlusconi non avrebbe mai osato fare: ha presentato delle richieste alla sua collega tedesca. Ha preteso che la Germania e la Francia smettano di comportarsi con “eccessivo autoritarismo” e ha ricordato ai due stati membri dell’Ue gli errori che hanno commesso nella politica comunitaria. Inoltre ha messo in guardia Merkel dalle proteste che scoppierebbero in Italia contro i tedeschi se Berlino non dovesse riconoscere gli sforzi del paese.

A Roma il consenso di Angela Merkel alle riforme di Monti è stato accolto con sollievo. Ma non è mancato un certo fastidio per la sufficienza con cui la cancelliera loda i provvedimenti del governo italiano. Così negli ultimi giorni Monti è stato ancora più chiaro: “La cultura della stabilità imposta dalla Germania è un prodotto prezioso”, ha detto il primo ministro al Financial Times. “Ma mentre i paesi più indebitati mostrano di aver capito l’importanza della disciplina, i tedeschi dovrebbero rilassarsi”.
I tedeschi dovranno abituarsi a essere rimproverati amichevolmente dagli italiani. Per troppo tempo è successo il contrario. In Germania il nazionalismo si è sempre definito in rapporto all’Italia. La vittoria di un’armata germanica sulle legioni romane nella foresta di Teutoburgo, nel 9 dC, è stato un momento importante per la costruzione del patriottismo tedesco. Per molto tempo essere tedeschi ha significato soprattutto non essere italiani. Martin Lutero denunciò inorridito i peccati di Roma, proprio come avrebbero fatto secoli dopo alcuni giornalisti televisivi parlando dell’Italia di Berlusconi. D’altra parte, i tedeschi hanno spesso imitato lo stile di vita italiano. A nord delle Alpi la pasta, l’aceto balsamico e l’olio d’oliva sono diffusi quanto a sud, e ormai in Germania si comprano più macchine per il caffè espresso che in Italia. A volte si direbbe che i tedeschi siano italiani migliori. Ma che cosa succederà se per una volta gli italiani vorranno essere tedeschi migliori? Sia l’una che l’altra cosa non potranno che far bene all’Europ

L'agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka




Ecco come migliorare il pianeta, l'agricoltura ed il mondo. I consigli di Fukuoka
Nessuna lavorazione...Nessun concime chimico o compost, nessun impiego di prodotti chimici.
Le tecniche agricole moderne sembrano necessarie perchè l'equilibrio naturale dell'ecosistema è stato così profondamente alterato che la terra oggi non può più farne a meno.
Questa logica non vale solo per l'agricoltura ma anche per altri aspetti della società. Allo stesso modo, i medici e la medicina diventano necessari quando la gente si costruisce un ambiente malato.
Prima della fine della guerra, quando andai su all’agrumeto a mettere in pratica quella che allora credevo fosse agricoltura naturale, non feci alcuna potatura e lasciai il frutteto a sé stesso. I rami si aggrovigliarono fra loro, le piante furono attaccate dai parassiti e quasi un ettaro di mandarineto seccò e morì.
Da allora ebbi sempre in mente un interrogativo?: “Qual è la forma naturale?”. Per arrivare alla risposta fui costretto a sacrificare altre 400 piante e finalmente oggi posso dire: “Il metodo naturale è questo”. Devo ammettere di aver avuto la mia parte di insuccessi durante i quarant’anni che ho dedicato alla ricerca, ma adesso riesco a ottenere raccolti uguali o anche migliori, sotto ogni aspetto, rispetto a quelli coltivati in maniera convenzionale.

E cosa più importante: il mio metodo ha successo con una minimo apporto di lavoro e con costi decisamente ridotti, inoltre in nessun momento del processo di coltivazione c’è il più piccolo impiego di prodotti inquinanti, il tutto senza depauperare la fertilità del terreno.

Il metodo della “non-azione” è basato su quattro principi fondamentali:

1. Nessuna lavorazione, cioè niente aratura, né capovolgimento del terreno. Per secoli, i contadini hanno creduto che l’aratro fosse indispensabile per incrementare i raccolti. Eppure non lavorare la terra è di fondamentale importanza per l’agricoltura naturale. La terra si lavora da sé grazie all’azione di penetrazione delle radici e all’attività dei microrganismi e della microfauna del suolo.

2. Nessun concime chimico o compost. Ottuse pratiche agricole impoveriscono il suolo delle sue sostanze nutritive essenziali causando un progressivo esaurimento della fertilità naturale. Lasciato a se stesso, il suolo conserva naturalmente la propria fertilità, in accordo con il ciclo naturale della vita vegetale e animale.

3. Né diserbanti, né erpici. Le piante spontanee hanno un ruolo specifico nella fertilità del suolo e nell’equilibrio dell’ecosistema. Come norma fondamentale dovrebbero essere controllate (per esempio con una pacciamatura di paglia o la copertura con trifoglio bianco), non eliminate del tutto.
4. Nessun impiego di prodotti chimici. Dall’epoca in cui si svilupparono piante deboli per effetto di pratiche innaturali come l’aratura e la concimazione, le malattie e gli squilibri fra insetti divennero un grande problema in agricoltura. La natura, lascia fare, è in equilibrio perfetto. Insetti nocivi e agenti patogeni sono sempre presenti, ma non prendono mai il sopravvento fino al punto da rendere necessario l’uso di prodotti chimici. L’atteggiamento più sensato per il controllo delle malattie e degli insetti è avere delle colture vigorose in un ambiente sano.

 Masanobu Fukuoka è un microbiologo giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni '40, un metodo definito "agricoltura naturale" o anche "agricoltura del non fare".
Istruitosi come microbiologo in Giappone, ha iniziato la sua carriera come scienziato del suolo, specializzandosi nelle patologie delle piante.
A 25 anni cominciò a mettere in dubbio i preconcetti della scienza dell'agricoltura. Quindi, lasciò il suo posto come ricercatore scientifico, tornò nella fattoria della sua famiglia nella isola di Shikoku nel Giappone del sud per coltivare mandarini, iniziando a dedicarsi allo sviluppo di un sistema di agricoltura biologica ed ecocompatibile. L'obiettivo della sua ricerca è stato minimizzare il più possibile gli interventi dell'uomo, che si limita ad accompagnare un processo largamente gestito dalla natura, entrando in competizione con le tecniche agricole tradizionali e moderne.
Da un punto di vista filosofico, il metodo di Fukuoka si ispira al principio della non azione, alla filosofia del "non fare", nel senso indicato in particolare dalla filosofia taoista. Il Taoismo infatti esalta la spontaneità fino a farne un ideale, e sostiene che tutto avviene spontaneamente senza un perché. Per questo, ritiene che il miglior modo di agire sia la "non azione, ovvero il lasciare libero il campo a quel "meccanismo di autoregolazione che può manifestarsi soltanto se non gli si fa violenza", come si può ben notare in particolare nell'agricoltura, la quale obbedisce a orologi interni ed esterni, atmosferici, e il cui vero motore è la natura.
Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell'agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento degli esseri umani: una via di ricerca interiore.
Per Fukuoka bastano 1000mq a persona per arrivare all'autosufficienza alimentare, ma la cosa più importante è che la cura del proprio campo, armonizzandosi con i cicli della natura, nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.
Fukuoka stava dicendo a quei contadini che, col suo metodo, potevano smettere di "faticare" e trovare il tempo per fare anche arte, poesia, crescere spiritualmente. Questa era per lui la cosa più importante da comunicare.
I principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono:  non arare,  non diserbare,  non concimare e  non potare.
In tal modo egli riesce a coltivare sullo stesso appezzamento una grande varietà di piante e la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione, ottenendo anche due raccolti nello stesso anno.
Con questo approccio, in 50 anni di effettivi e straordinari risultati, ha messo in serio dubbio tutte le certezze sia dell'agricoltura tradizionale che di quella scientifica.
Ad esempio egli ha dimostrato che l'effetto provocato dall'aratura è controproducente perché compatta il terreno e ne diminuisce la porosità rendendolo progressivamente sempre più duro.



I suoni misteriosi.




In questi giorni nella rete Internet sta destando molta attenzione un misterioso fenomeno che ha cominciato a verificarsi in maniera consistente nella seconda metà del 2011 in varie località del pianeta, sino a dilagare letteralmente in queste ultime settimane. Malgrado stiano circolando testimonianze e registrazioni palesemente false, detto fenomeno è assolutamente reale. Due le possibili opzioni da valutare: un’intensa e anomala attività solare, che interagisce con la cosiddetta “Cavità di Schumann” innescando delle risonanze che si manifestano sotto forma di rombi, colpi e suoni, spesso simili a quelli di corni o strumenti a fiato (non a caso qualcuno ha evocato le “trombe dell’apocalisse”).








Uno spregiudicato utilizzo di tecnologie elettromagnetiche, in primis HAARP, per scopi di natura psicologica in operazioni volte a instaurare una volta per tutte un Nuovo Ordine Mondiale (in altre parole, si tratta delle fasi preparatorie del tanto vociferato Progetto Blue Beam).
 L'ultimo caso arriva dalla Costa Rica dove sono stati ascoltati dei misteriosi suoni in tutta la regione. Molti credono che queste insolite manifestazioni siano dei suoni dell'Apocalisse... L'ultima volta e' avvenuto dopo la mezzanotte e, i sismologi, hanno riferito di non aver registrato alcuna anomala attivita' sismica nella zona, testimoni riferiscono invece di aver ascoltato come un rombo che riverberava sulla citta'.



I giorni della Merla: i più freddi dell'anno




Tradizione vuole che le ultime tre giornate del mese di gennaio (29, 30 e 31) vengano riconosciute come "Giorni della Merla", ossia il periodo più freddo dell'inverno.
Secondo la leggenda una merla e i suoi piccoli (originariamente di colore bianco), per ripararsi dal freddo, trovarono dimora in un comignolo. Quando arrivò febbraio, uscirono fuori, tutti colorati di nero per la fuliggine. E' per questo che ora i merli sono neri.
 
 
Altri invece raccontano di una merla perseguitata dal mese di gennaio, che allora aveva 28 giorni. 
Gennaio trovava divertente aspettare che la merla uscisse dal nido per cercare cibo, e ricoprire la terra di freddo e gelo. La merla, stanca di questo vile comportamento, decise di fare provviste per tutto il mese, ritirandosi poi nel suo nido. Il 28 la merla, credendo di aver ingannato Gennaio, uscì e iniziò a cinguettare per prenderlo in giro. L'offesa arrecata fu tale che il primo mese dell'anno chiese tre giorni in prestito a Febbraio e li utilizzò per scatenare bufere di neve, vento gelido e pioggia. 
 
 
La povera merla dovette trovare riparo in un camino, dove rimase fino a febbraio. Quando uscì dal suo nascondiglio si ritrovò con le piume tutte rovinate e annerite dal fumo e da allora tutti i merli nascono neri.
Storie e leggende certo ma anche "fredda" realtà. In questi tre giorni le temperature scendono di molti gradi e la neve scende copiosa sui monti e su molte città. 
 
 

domenica 29 gennaio 2012

Cacciabombardieri F35: Il governo pronto ad acquistarli

 
Quello delle spese militari continua ad essere un tasto dolente, soprattutto in questo periodo di crisi, nel pieno di una manovra lacrime e sangue dall'ammontare complessivo di 24 miliardi. Stavolta a guadagnarsi la ribalta è un acquisto che lo Stato ha pianificato da tempo e che ai contribuenti costerà una cifra compresa tra i 15 e i 20 miliardi di euro. 


Si tratta di 131 caccia bombardieri  F35 Lockheed che entreranno in produzione alla fine del 2012 e che verranno consegnati a metà del 2013. A sfornare i costosissimi esemplari, ciascuno dei quali ha un costo superiore ai 130 milioni di dollari, sarà il cantiere di Cameri, in provincia di Novara. La storia dei 131 caccia comincia quando il Ministro dell’Interno La Russa depositò in Parlamento un “Atto di Governo” con il quale chiedeva il parere per comprare dalla Lockheed Martin Aeronautics 131  cacciabombardieri  F-35 . Gli F-35 sono aerei progettati  per colpire “fulmineamente” gli obbiettivi avversari sfuggendo alle intercettazioni dei radar nemici. E possono essere impiegati “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri  altamente sensibili come quelli urbani”.
 
Gli F 35 sono apparecchi realizzati su progetti e ricerche – esclusivamente – angloamericane.  L’Italia, pertanto, con questa operazione non entra affatto nel ristretto club delle superpotenze che dispongono delle più moderne tecnologie e dei più avanzati livelli di ricerca. Gli F-35 vengono costruiti -  unicamente – negli Stati Uniti. In Italia, a  Cameri, non verrebbe costruito neppure un cacciabombardiere F 35: ma verrebbero “assemblati” – solamente  -  quelli acquistati da Italia ed Olanda.  Cameri, l’Ovest Ticino, la provincia di Novara, quindi,  non ne trarrebbero particolari vantaggi occupazionali: poche, infatti, le persone necessarie per gli assemblaggi.  Tanto meno ne recherebbe all’Italia la cosiddetta “spinta occupazionale” che dovrebbe  derivarne. Il documento, infatti, non dice in quali Comuni creerebbe nuovi posti di lavoro, nè quali sarebbero le produzioni e  quale la loro relazione con gli assemblaggi di Cameri.





L’acquisto di 131 F-35 costerebbe allo Stato italiano (va ribadito), dai venticinquemila ai trentamila miliardi delle vecchie lire. Molte le petizioni su internet per fermare tale spesa.
Una questione sgorga spontanea: perchè il governo dovrebbe reputare utile questa spesa ed inutile e superflua quella concernente la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (vicenda della quale via abbiamo narrato in un nostro precedente articolo). Trattasi di incongruenze e misteri tutti italiani. (R.D.) 


Cern: quando visitarlo e come sapere tutto sul centro





Molte persone sono a conoscenza del fatto che il laboratorio del CERN (Consiglio europeo per la ricerca nucleare) situato al confine tra Svizzera e Francia è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle e vi lavorano moltissimi scienziati -tra i migliori al mondo- provenienti da ogni dove. Non tutti però sanno che è anche possibile visitarlo.  Il CERN organizza delle visite guidate che è possibile effettuare nei suoi laboratori, offrendo così la possibilità alla gente di poter vedere dal vivo il luogo dove si svolgono i più importanti esperimenti della fisica moderna. Le visite sono organizzate in quattro lingue (Inglese, Italiano, Francese e Tedesco) ma a causa dell'alto numero di richieste e delle molte precauzioni che occorre prendere per poter visitare i laboratori, è necessario prenotarle con un anticipo di almeno 2-3 mesi. E' possibile effettuare una visita singolarmente, ma è preferibile essere in comitiva.   Le visite guidate si svolgono dal lunedì al sabato e durano all'incirca una mezza giornata, con la possibilità di scegliere tra due sessioni al giorno: una alle 9,00 di mattina e una alle 14,00. L'esperienza consiste in una iniziale presentazione da parte della guida con l'ausilio di fonti multimediali, e successivamente sarete impegnati in un itinerario tra i meandri del laboratorio.  La prenotazione della visita avviene online: è sufficente collefarvi al sito del CERN. Vi verranno richiesti oltre ai vostri dati anagrafici anche l'età e il numero dei partecipanti, la lingua in cui preferite effettuare la visita e la data in cui vi piacerebbe visitare il complesso. Ricevete una risposta scritta con la conferma da parte del CERN. Ovviamente il raggiungimento del luogo sarà a carico vostro, mentre la visita è gratuita, ma è presente un sistema di navette che vi potrà portare da Ginevra. 


Alla scoperta del CERN.
L'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (in inglese European Organization for Nuclear Research, in francese Organisation Européenne pour la Recherche Nucléaire), comunemente conosciuta con l'acronimo CERN, è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Si trova al confine tra Svizzera e Francia alla periferia ovest della città di Ginevra. La convenzione che istituiva il CERN fu firmata il 29 settembre 1954 da 12 stati membri. Oggi ne fanno parte 20 stati membri più alcuni osservatori, compresi stati extraeuropei. Lo scopo principale del CERN è quello di fornire ai ricercatori gli strumenti necessari per la ricerca in fisica delle alte energie. Questi sono principalmente gli acceleratori di particelle, che portano nuclei atomici e particelle subnucleari ad energie molto elevate, e i rivelatori che permettono di osservare i prodotti delle collisioni tra fasci di queste particelle. Ad energie sufficientemente elevate, i prodotti di queste reazioni possono essere radicalmente differenti dai costituenti originali dei fasci, e a più riprese sono state prodotte e scoperte in questa maniera particelle fino a quel momento ignote. L'acronimo CERN ha un'origine storica. Dopo la seconda guerra mondiale si sentì il bisogno di fondare un centro europeo all'avanguardia per la ricerca al fine di ridare all'Europa il primato nella fisica dato che in quegli anni i principali centri di ricerca si trovavano tutti negli Stati Uniti. A tale scopo nel 1952 undici Paesi europei riuniscono un consiglio di scienziati con il compito di tradurre in realtà il desiderio dei loro Paesi. Il consiglio viene denominato Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare (in francese Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) da cui l'acronimo CERN. Quando nel 1954 prende vita il progetto del centro di ricerca europeo vagliato dal Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare e nasce l'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, essa ne eredita l'acronimo. Il fatto che l'acronimo CERN non derivi dal nome del centro di ricerca crea a volte confusione, tanto che tale nome viene informalmente modificato in Centro Europeo per la Ricerca Nucleare (in francese Centre Européen pour la Recherche Nucléaire) in modo da ristabilire corrispondenza tra l'acronimo e il nome del centro di ricerca.  



Gran parte del lavoro che viene svolto attualmente al CERN è incentrato sul Large Hadron Collider (LHC) (grande collisore di adroni) e agli esperimenti collegati. L'LHC è stato messo in funzione il 10 settembre 2008,[1] ma la parte sperimentale è stata interrotta pochi giorni dopo a causa di un guasto tecnico. L'acceleratore è situato all'interno dello stesso tunnel circolare di 27 km di lunghezza in precedenza utilizzato dal LEP (Large Electron Positron collider), che non è più operativo dal novembre 2000. Il complesso di acceleratori PS/SPS viene utilizzato per pre-accelerare i protoni che in seguito vengono immessi nell'LHC. Il tunnel si trova a 100 m di profondità in media, in una regione compresa tra l'aeroporto di Ginevra e i monti del Giura. Cinque diversi esperimenti (CMS, ATLAS, ALICE, LHCb e TOTEM) sono in fase di costruzione, ognuno di essi studierà le collisioni tra particelle con metodi diversi e facendo uso di tecnologie differenti. Al momento della collisione, l'energia all'interno dell'LHC potrà raggiungere valori che saranno gradualmente innalzati fino a 14 TeV. L'acceleratore necessita di un fortissimo campo magnetico per mantenere il fascio nella traiettoria dei 27 km e a tal fine viene utilizzata la tecnologia dei superconduttori. La progettazione dell'LHC ha richiesto una precisione straordinaria, basti pensare ad esempio che è necessario tenere conto dell'influenza della forza di attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna sulla crosta terrestre e dei disturbi elettrici provocati dal passaggio dei treni in superficie ad un chilometro di distanza. (R.D.)


Cern: scienza e fede

 
 
Scienza e  fede si "sfidano a pochi chilometri da Ginevra nel Centro Europeo Ricerca Nucleare. 
Peter Higgs, che ha "scoperto" l’inafferrabile bosone, non sopporta che lo chiamino "la particella di Dio", eppure all’interno del Lhc, il grande acceleratore del Cern che sta dando la caccia alla particella più sfuggente dell’universo, molto parla del Creatore. A maggior ragione da quando il centro europeo di ricerca nucleare è diventato la méta di uomini di chiesa. Una visita privata, quella organizzata ieri dal fisico italiano Ugo Amaldi, destinata ad aprire un dialogo tra due mondi che, a centinaia di anni dal processo a Galileo e malgrado gli sforzi di revisione storica, ancora si guardano con scetticismo e sospetto.
«Per lunghi anni, la Chiesa è stata alma mater della scienza – ha raccontato il cardinale Camillo Ruini uscendo dal tunnel sotterraneo del Large Hadron Collider –; da Galileo in poi si è registrato un grave ritardo, ma nel contrapporre scienza e fede c’è stata una forzatura, sottolineando le distanze e non le sinergie». Se si considera che il sincrotrone di 27 chilometri realizzato da venti Paesi per scoprire l’origine della materia e confermare o smentire il Modello Standard su cui si regge la fisica delle particelle, costituisce l’opera scientifica più grande del mondo, la visita del Comitato per il progetto culturale della Cei, accompagnato dal rappresentante della Santa Sede presso l’Onu, monsignor Silvano Tomasi, rappresenta un passo "esplorativo" di estrema rilevanza. 
 
 

E suggestivo: «In questi grandi laboratori – ha commentato monsignor Ignazio Sanna, teologo e arcivescovo di Oristano – si sente la ricerca di un contatto primordiale con il Creatore che portò alla costruzione delle grandi cattedrali cattoliche. L’esperienza di tanti giovani di tante nazionalità che lavorano insieme è un grande esempio di pace». E commovente: «Vedere di cosa sia capace l’uomo – ha ammesso il cardinale Angelo Scola – è un clamoroso segno di speranza».
 Una giornata a cento metri di profondità, tra macchine costruite per riprodurre il vuoto lunare e il freddo cosmico, apparecchi che creano il "fluido perfetto" e rilevatori in grado di scattare ad ogni secondo milioni di fotografie alle particelle elementari per personaggi con visioni diverse ma pronti a confrontarsi con la culla del naturalismo, interrogandone la struttura ancipite.
«Uno scienziato – ha spiegato – il noto fisico italiano Amaldi può interpretare la realtà esclusivamente attraverso il dato naturale, relegando l’uomo in un ruolo marginale, oppure può credere che esista un Creatore che mantiene nell’essere la natura com’è, creata e libera di evolversi, affinché vi si sviluppino forme di intelligenza sempre più complesse, fino alla condizione umana che è abitata dal libero arbitrio e dall’anima.
Questa visione non è in contrasto con il metodo scientifico: purtroppo la nostra società è imbevuta di questo naturalismo che afferma che tutto è solo natura, mentre il naturalismo aperto al trascendente ha un minore appeal». «Noi cristiani abbiamo sempre parlato di liber naturae e di liber scripturae – ha replicato Scola – e San Paolo sosteneva che i Romani non potessero essere giustificati perché avrebbero dovuto riconoscere la presenza di Dio dal creato». Il porporato ha parlato anche di un "ripensamento" teologico sulla base della «trama meravigliosa dei risultati che queste scienze ci danno; diversamente, il tentativo di relegare Cristo al di fuori del creato risulta facile», giungendo ad auspicare «una teologia meno separata». Per Ruini «nulla implica che lo studio della natura precluda una dimensione diversa. Tommaso d’Aquino introdusse il concetto di media via per risolvere la grande questione del rapporto tra il cristianesimo e il pensiero aristotelico. Tommaso è ancora attuale. Aggiungo che le scienze aiutano gli epistemologi e i filosofi a studiare il funzionamento dell’intelligenza umana, come mi insegnava Bernard Lonergan».
Dulcis in f undo  il direttore della ricerca del Cern Sergio Bertolucci: «Scienza e fede sono mosse dallo stesso desiderio di ricerca e poi al Cern non produciamo atei». Anche perchè, aggiungiamo noi, per essere atei deve esserci "Qualcuno in cui non credere"! (R. D.)

 
 

Il mestiere del giornalista e la "pravda"-verità






Essere giornalista non è un mestiere semplice, essere un buon giornalista non è possibile a tutti, essere un giornalista “libero”  è una fortuna per pochi. Il nostro è un mestiere entusiasmante ma anche difficile ed impegnativo. Bisogna offrire ai lettori la notizia  la cui base si fondi sulla “pravda” la verità.  Questo è quello che desideriamo fare nel nostro impegno quotidiano su “Grognards”  Noi ci crediamo ed a voi il compito di seguirci.
Proprio sull’argomento informazione è intervenuto  il  Papa Benedetto con il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà il prossimo 20 maggio. Il tema scelto quest’anno dal pontefice è “Silenzio e parola: cammino di evangelizzazione”. Silenzio e parola, ha scritto il papa, sono due aspetti essenziali di ogni comunicazione – senza l’uno, l’altro viene privato di senso: “Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto”.
 Per papa Benedetto XVI, il silenzio “apre… uno spazio di ascolto reciproco” che rende “possibile una relazione umana più piena”. È nel silenzio, infatti, che “ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi”, che il pensiero si “approfondisce” e che “comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro”.
 Allo stesso modo, “tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee”.
 Non a caso, ha proseguito il pontefice, “nelle diverse tradizioni religiose”, la solitudine e il silenzio sono “spazi privilegiati per aiutare le persone a ritrovare se stesse e quella Verità che dà senso a tutte le cose”.  Anche nel mondo contemporaneo, in cui l’uomo “è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte”, il silenzio “è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti”. “Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – aggiunge papa Ratzinger -, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio”
Fare informazione senza nascondere nulla, raccontando i fatti nella loro semplicità è anche il proclama lanciato dall’ l'Unione cattolica della stampa italiana.
Il messaggio è stato lanciato  nella Cappella palatina della Reggia di Caserta, durante il confronto pubblico promosso all'interno del 18esimo congresso nazionale dell'Ucsi. Il confronto è stato aperto  dal vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, che ha evidenziato come la “credibilità del’informazione” passi attraverso “la credibilità del giornalista”, chiamato ad aver sempre presente “la vita delle persone cui si riferisce”.
E alla credibilità si è rifatto anche monsignor
Mariano Crociata, segretario generale della Cei. “L'autorevolezza del giornalista è una dimensione essenziale della professione giornalistica - ha rimarcato il segretario generale della Cei - necessaria per essere un servizio pubblico, orientato al bene comune dell’intero nostro Paese”.
Dal direttore di “Avvenire”,
Marco Tarquinio, è arrivata la richiesta del rispetto di un’etica poiché “impastiamo i nostri racconti con la vita della gente”. “L’informazione che noi facciamo – si è chiesto – è un servizio pubblico o privato? Questo è il grande quesito”.
Il dir
ettore del Giornale radio Rai, Antonio Preziosi è intervenuto specificando che , “bisogna capire, nel bombardamento informativo cui siamo sottoposti, quale sia l’informazione buona”. Sulle esigenze di riforma dell’ordinamento professionale è intervenuto Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, chiedendo “un organismo in grado di agire con efficacia immediata rispetto ai colleghi che sbagliano”.  Il presidente della Federazione dei settimanali cattolici, Francesco Zanotti, ha evidenziato che “per recuperare autorevolezza bisogna fare leva sulla credibilità e sulla competenza”, ricordando che si è “giornalisti per i lettori, e non per servire qualcuno o qualcosa. (R.D.)


Tennis: ecco la nuova numero 1



Cambio della guardia in testa alla classifica mondiale del tennis femminile. Primo titolo in uno Slam e primo posto nel ranking Wta. Victoria Azarenka esplode nella finale dell’Australian Open e fa il pieno. La 22enne bielorussa trionfa a Melbourne Park demolendo la russa Maria Sharapova per 6-3, 6-0 in 82’ di lezione. «Un sogno che diventa realtà», dice la ragazza di Minsk, nuova regina del circuito rosa. Al primo appuntamento nell’atto decisivo di un major, non ha tremato: ha avuto bisogno di un paio di game di rodaggio, poi si è messa in moto e ha asfaltato la rivale.
Dallo 0-2, 0-30 è cominciata un’altra partita: 12 game a 1, un monologo che la Sharapova avrebbe potuto interrompere trasformando una delle due palle break a disposizione sul 3-4. La siberiana, alla sesta finale in uno Slam, ha fallito la chance e si è sbriciolata. «Non mi preoccupavo di dover giocare un match perfetto - dice la Azarenka -. Volevo solo giocare meglio della mia avversaria. I primi due game sono stati un mezzo disastro, ma poi ho trovato il ritmo giusto. Mi sono rilassata, mi sono concentrata su ogni songolo punto». In campo, non è apparsa nervosa. «Non ero tesa? Ero super-nervosa!», dice.
«L’attesa in particolare è stata lunghissima. Continuavo a controllare l’orario, mi chiedevo quanto mancasse all’inizio. Alla fine, a parte i problemi in avvio, penso di aver gestito bene la situazione». Ora è al top: «Ma è solo l’inizio di una stagione lunghissima. L’approccio non deve cambiare, bisogna andare avanti con la solita mentalità: una cosa alla volta. Ci sono tantissime partite davanti, voglio continuare a crescere. Sento che non ci sono limiti, si può migliorare ogni giorno». In classifica, però, non si può ottenere di più: «Ho sognato di vivere questo momento e ho lavorato sodo per arrivare sin qui. Il numero 1 nel ranking è una ricompensa per tutto questo».

sabato 28 gennaio 2012

Calcio: Totti attaccato da Diamanti

Polemiche roventi a poche ore dall'incontro di calcio tra Roma e Bologna. "Con uno stipendio così, è facile diventare una bandiera di una squadra". Alla vigilia di Roma-Bologna, il fantasista felsineo Alessandro Diamanti attacca il capitano della Roma Francesco Totti. Chissà, forse è una tattica per innervosirlo.
"Totti è un grande campione, non una bandiera perché per me le bandiere non esistono. Lui ha fatto una grande carriera, ma se gli chiedessero di giocare gratis allora sarebbe una bandiera; con dieci milioni di stipendio è facile. Quando ci sono di mezzo i soldi, non si può parlare di bandiere. Le bandiere esistono nel volontariato". Non resta che attendere la reazione del capitano giallorosso. Sicuramente il meglio deve ancora arrivare!

Meteo: settimana di gelo

Meteo: Gelo e neve saranno protagonisti.  È un weekend di stampo invernale, preludio di una settimana che gli esperti prevedono all'insegna del Grande freddo. La colpa della brusca variazione di scenario va ascritta a un nucleo di aria fredda proveniente dalla Francia che, secondo l'allerta meteo emesso dal dipartimento della Protezione civile, porterà "nevicate diffuse, anche a quote di pianura, su Valle D'Aosta e Piemonte, in estensione a gran parte della Lombardia, ai settori più occidentali dell'Emilia e, a quote superiori ai 100-300 metri, alla Liguria, con locali sconfinamenti al livello del mare sul settore centro-occidentale".  
Non solo: aria fredda è attesa anche dai Balcani e la situazione dovrebbe ulteriormente peggiorare da martedì con una nuova perturbazione da ovest e altra aria gelida da est. La colonnina di mercurio scenderà rapidamente un po' in tutte le regioni e fioccherà ancora, su Piemonte, bassa Lombardia, Emilia Romagna e regioni medio adriatiche fino alle coste.

Setterosa: magico trionfo

Risultato entusiasmante per la pallanuoto azzurra. ​Il Setterosa batte la Grecia e si laurea campione d'Europa. L'Italia della pallanuoto femminile, guidata dal ct Fabio Conti, ha sconfitto le campionesse del mondo nella finale della rassegna continentale di Eindhoven per 13-10,  con i seguenti parziali: 4-1, 2-1, 4-3, 3-5  Per le azzurre è il quinto titolo continentale dopo quelli vinti nel 1995, 1997, 1999 e 2003. Grazie ragazze per il trionfo in uno sport con poco clamore ma bisognoso di tanto impegno ed allenamento.

venerdì 27 gennaio 2012

Compagnie di volo. Spanair vicina al fallimento.

La crisi economica mondiale non risparmia niente e' nessuno. E' di questi minuti la notizia che la compagnia di volo iberica Spanair si appresta a chiudere i battenti (o meglio le rotte). Se il proposito verra' confermato si trattera' dell'ennesimo brutto colpo alle compagnie aeree da tempo costrette a vender cara la pelle per cercare di sopravvivere. Ecco alcuni dati su Spanair:
Nazione  Spagna
Fondazione 1986
Sede principale Barcellona, Spagna
Persone chiave
Lars Lindgren, Presidente esecutivo
Marcus Hedblom, Direttore generale CEO
Settoretrasporti
Prodotti trasporti aerei
Slogan La de Todos
Sito web www.spanair.com
Indicativo di chiamata SPANAIR
Hub Barcellona-El Prat
Hub secondari Madrid-Barajas
Flotta 35
Destinazioni 40
Spanair è una compagnia aerea catalana, con base a Barcellona, in Catalogna.
Spanair serve attualmente ventisei destinazioni in Africa Occidentale e in Europa, con collegamenti regolari nel continente europeo. Dal 2003 è membro della Star Alliance insieme ad altre numerose compagnie internazionali.

La flotta della Spanair è composta da 58 aerei:

7 McDonnell Douglas MD-80 (nelle varianti MD82/MD83/MD87)
19 Airbus A320-200 (da 156 o 180 posti passeggeri)
5 Airbus 321-200 (da 212 posti passeggeri)
4 Boeing 717 (da 109 o 115 posti passeggeri).

Politica:il decreto semplifica Italia

"Abbiamo adottato un decreto legge sulla semplificazione orientata ai cittadini. Un decreto legge perchè il provvedimento presenta caratteri di necessità e urgenza". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto "semplifica-Italia".

Il premier ha spiegato che il decreto "è da vedere come parte dell'insieme di politica economica assunto per la crescita e che si è concretizzato in un decreto deliberato venerdì scorso su concorrenza, liberalizzazioni e
infrastrutture".

LE MISURE IN SINTESI
Taglio a 330 leggi inutili, risparmi di 1,3 miliardi per le imprese sugli appalti, rinnovi più facili per il permesso di soggiorno, scadenza dei documenti il giorno del compleanno, viaggi low cost per giovani e anziani, i beni sequestrati alla mafia affidati a giovani per scopi turistici, un piano di edilizia scolastica per gli interventi
più urgenti. Il Consiglio dei ministri vara il decreto Semplificazioni con qualche novità rispetto alle bozze
circolate ed escludendo la contestata norma sul valore della laurea nei concorsi pubblici. Ecco in sintesi alcune misure contenute nelle bozze circolate e nel comunicato del Consiglio dei ministri:

- VIA 330 LEGGI: Si cancellano altre 330 leggi inutili.
- TORNA SOCIAL CARD, DOTE 50 MLN: Torna la social card. Avrà
una dotazione di 50 milioni.
- BONUS ASSUNZIONI SUD, PROROGA 1 ANNO: La misura viene
prorogata al 2013.
- APPALTI, RISPARMI 1,3 MLD: Le amministrazioni avranno la
possibilitÀ di consultare rapidamente il fascicolo elettronico
di ciascuna impresa ed effettuare i controlli necessari, con un
risparmio stimato di circa 1,3 miliardi l'anno.
- FARO INPS SU SPESA SOCIALE: La spesa per l'assistenza
sociale verrà monitorata dall'Inps che invierà segnalazioni in
caso di discordanza dei dati tra le prestazioni e l'Insee.
Sempre per quanto riguarda l'Inps, da maggio tutti i versamenti
all'ente di previdenza dovranno essere fatti con strumento di
pagamento elettronici.
- GRAVIDANZA ANTICIPATA: Si semplifica la procedura per
l'astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze più
complesse.
- RINNOVO PERMESSI SOGGIORNO: L'autorizzazione al lavoro
stagionale si intende prorogato e il permesso di soggiorno può
essere rinnovato in caso di nuova opportunità di lavoro
stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro.
- PANE NO-STOP: Salta l'obbligo di chiusura domenicale per i
panificatori.
- CARTA IDENTITÀ: La scadenza, per le nuove, è fissata al
giorno del compleanno.
- BOLLINO BLU: Il controllo sui gas di scarico dell'auto si
farà solo con la revisione, non ogni anno. Più facile
rinnovare la patente per gli ultraottantenni.
- SPORTELLO TURISTA E VIAGGI LOW COST: Si promuove
l'istituzione, con le locali camere di commercio di sportelli
del turista. Arrivano, inoltre, i viaggi low-cost per giovani,
anziani e disabili, mediante accordi con i principali vettori.
Ancora in tema di turismo, i beni immobili sequestrati e
confiscati alla criminalità organizzata possono essere dati in
concessione a cooperative di giovani.
- CABINA DI REGIA PER L'AGENDA DIGITALE: Avrà il compito di
coordinare gli interventi pubblici volti alla medesime finalità
da parte di regioni, province autonome ed enti locali.
- RETI TERRITORIALI SCUOLE ED EDILIZIA SCOLASTICA: Arrivano
per le scuole le 'retì territoriali. E l'iscrizione
all'Università si farà solo via web così come le valutazioni
per gli studenti. Il Cipe metterà a punto un Piano di messa in
sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di
nuovi edifici "al fine di assicurare il tempestivo avvio di
interventi prioritari e immediatamente realizzabili".
- PAREGGIO PER ONERI AMMINISTRATIVI: La pubblica
amministrazione dovrà 'pareggiarè gli oneri amministrativi:
cioè il saldo tra oneri aggiunti e oneri eliminati dovrà
essere pari a zero  a fine anno.
- CONTRO LUNGAGGINI COMMISSARIO: Arriva un commissario ad hoc
al quale il privato potrà rivolgersi in caso di lungaggini
dell'amministrazione.
- CERTIFICATO UNICO PER DIVERSAMENTE ABILI: Un'unica
certificazione per attestare lo status di diversamente abile ed
aver diritto a tutte le agevolazioni.
- CAMBIO DI RESIDENZA E MATRIMONIO: Avverrà in tempo reale.
- SOLO WEB PER COMUNICAZIONI: Le comunicazioni e le
trasmissioni tra comuni di atti e di documenti saranno
effettuate 'esclusivamente in modalità telematicà.
- IMPRESE, PARTE SPERIMENTAZIONE: Si prevede un periodo di un
anno per attivare percorsi sperimentali di semplificazione
amministrativa per gli impianti produttivi e le iniziative ed
attività delle imprese sul territorio, in ambiti delimitati e a
partecipazione volontaria.
- CONTROLLI A IMPRESE SU WEB: Le amministrazioni dovranno
pubblicare sul proprio sito e su www.impresainungiorno.gov.it la
lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese.
- BANCA DATI CONTRATTI PUBBLICI: È istituita, presso
l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici la 'Banca dati
nazionale dei contratti pubblicì.
- APPALTI SOLIDALI: Arriva la responsabilità solidale
negli appalti tra datore di lavoro, appaltatore ed eventuali
subappaltatori.
- DICHIARAZIONI PMI: Arriva la dichiarazione unica ambientale
per le piccole e medie imprese.
- PER RICERCA CAPOFILA: Le aziende coinvolte in un progetto
di ricerca potranno individuare un 'capofilà, una sorta di
regista che rappresenta le imprese nei rapporti con la p.a.
- CESSIONE TERRENI SARÀ ANNUALE: La vendita dei terreni
agricoli pubblici non sarà 'una tantum', ma annuale.

Gran Bretagna: disonestà in crescita.



Il popolo britannico sta diventando meno onesto e la  fiducia nel governo e le imprese leader è sceso a un nuovo minimo espresso il timore che la nazione è in direzione di una "crisi di integrità".
Il ritratto di una nazione sempre più rilassata su "basso livello disonestà" emerge in un importante studio effettuato da The Independent. La stessa Università di Essex, che oggi lanciare il primo centro della Gran Bretagna per studio di integrità, suggerisce che il "problema di integrità" rischia di peggiorare perché i giovani tollerano maggiormente i comportamenti disonesti rispetto alle vecchie generazioni.
Un separato "barometro di fiducia", pubblicato dalla società di PR Edelman, mostra che due persone su tre non si fidano dei politici e li definiscono bugiardi. Persa la fiducia anche nei giovani e nella polizia..
Solo il 29 per cento delle persone crede che il governo stia facendo la cosa giusta
Lo studio di Essex University ha rilevato che nel 2000, il 70 per cento della gente ritiene che una relazione extraconiugale non potrebbe mai essere giustificata; oggi, la proporzione è di circa il 50 per cento.
Secondo lo studio di Essex, le donne hanno maggiore senso dell'onestà rispetto agli uomini, mentre minori appaiono le differenze a seconda ella classe sociale l' istruzione o reddito. Ma c'è un fattore significativo quello dell'età: i giovani sono molto più propensi a tollerare la disonestà. 
A tal proposito curiosa l'iniziativa della banca inglese HSBC uscita con due spot video che puntano su valori come onestà ed integrità morale, molto ben realizzati come concept e tecnicamente. Putroppo, per loro, c’è chi non pensa che questo corrisponda a verità: la banca infatti ha rifiutato gli aiuti governativi e ha dovuto tagliare 6.100 posti di lavoro, ma nel contempo ha investito 1,67 miliardi di dollari per l’asta sulla privatizzazione del gruppo ING private banking.
La notizia sta girando blog e network online di mezzo mondo, con commenti da parte di persone inglesi non troppo contente di essere prese in giro con spot moralisti di questo tipo.





Caso Italia: stampa tedesca "sbeffeggia" il popolo italiano

Autogol: con questo termine perentorio possiamo classificare l'articolo di uno dei quotidiani più importanti di Germania   (Der Spiegel) sul caso della nave Concordia. Ad essere sinceri non possiamo ritenerci fieri di quanto avvenuto ma certamente non meritiamo di essere maltrattati da la stampa di un paese che ha molti scheletri nei suoi armadi. E' sufficiente una frase evangelica per rispondre ai colleghi giornalisti tedeschi" Guardate la trave che esiste in voi e non la pagliuzza dell'altro""A buon intenditor poche parole.



A noi Schettino, a voi Auschwitz": e' il titolo forte di prima pagina con il quale 'Il Giornale' replica a 'Der Spiegel' che, a proposito del naufragio della nave da crociera Costa 'Concordia' davanti all'isola del Giglio e al comportamento seguito dal suo comandante, a sua volta ha titolato "Italiani mordi e fuggi", nel senso di "codardi", come spiega il direttore del 'Giornale', Alessandro Sallusti in prima pagina per quella che definisce come 'lettera ai tedeschi'. Scrive Sallusti, replicando al settimanale tedesco per il quale "con noi certe cose non accadono, perche' a differenza degli italiani siamo una razza": "Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo gia' letto nei discorsi di Hitler, ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell'Olocausto, quantomeno e' di cattivo gusto. Noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave; quelli della razza dell'autore tedesco dell'articolo di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni: erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio e nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno". Conclude il direttore del 'Giornale': "Per la loro bravura e superiorita', i tedeschi hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l'Europa. Questi tedeschi sono ancora oggi arroganti e pericolosi per l'Europa; non tuonano piu' i cannoni ma l'arma della moneta non e' meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci: noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela togliera' mai nessuno". (Il Giornale)