sabato 30 novembre 2013

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La Procura di Palermo archiviò l’indagine sugli appalti in Sicilia tre giorni dopo la morte di Borsellino

La Procura di Palermo archiviò l’indagine sugli appalti in Sicilia tre giorni dopo la morte di Borsellino

Appena tre giorni dopo l’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta, la Procura di Palermo archiviò l’indagine dei Ros sugli appalti pubblici e le connivenze tra mafia ed esponenti politici locali e nazionali. Sì, il Ros, proprio quel reparto dei Carabinieri comandato da Mario Mori, il generale che ora sta subendo una vera e propria persecuzione giudiziaria: accusato di favoreggiamento a Cosa Nostra per la mancata perquisizione dell’abitazione di Totò Riina dopo l’arresto (assolto) ed ora pure per il mancato arresto del boss Bernardo Provenzano nel 1995.
Che i rapporti tra Ros e Procura di Palermo non fossero idilliaci, nonostante i successi ottenuti dal Ros tra cui l’arresto di Totò Riina, è sempre stato evidente. Altrettanto si può dire per Falcone e Borsellino, apertamente osteggiati dalla Procura di Palermo e buona parte dei colleghi, in primis quelli appartenenti alla corrente di sinistra di Magistratura Democratica.
Falcone fu costretto a trasferirsi a Roma, alla sezione Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia il cui titolare era allora il socialista Claudio Martelli. Una collaborazione proficua, che attirò però l’invidia e i sospetti di esponenti politici, colleghi o intellettuali schierati a sinistra come Leoluca Orlando, Alfredo Galasso, Nando Dalla Chiesa, Carmine Mancuso, Gherardo Colombo e tanti altri, i quali non trovarono di meglio che accusarlo di essersi venduto al potere politico.
Anche i rapporti con il procuratore capo di Palermo, Pietro Giammanco, peggiorarono sensibilmente.
Niente di nuovo, al di là di un epilogo che amareggia e lascia interdetti: la Procura di Palermo, con tanto di timbro e firma di Pietro Giammanco in persona, archiviò le indagini sugli appalti in Sicilia volute da Falcone e Borsellino e condotte dal Ros dei Carabinieri appena tre giorni dopo l’uccisione di Paolo Borsellino, a sua volta avvenuta 58 giorni dopo quella di Falcone, moglie e tre uomini della scorta.
Peggio ancora: la richiesta di archiviazione fu presentata appena due giorni prima dell’omicidio di Borsellino.
Fonte: Qelsi

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