lunedì 22 dicembre 2014

1. E LA GUERRA RAZZIALE ARRIVÒ DALLA PERIFERIA DI FERGUSON AL CUORE DI NEW YORK: POLIZIOTTI CONTRO IL SINDACO DE BLASIO, CHE HA “LE MANI SPORCHE DI SANGUE” - 2. GLI ADDEBITANO L’UCCISIONE DEI DUE AGENTI DA PARTE DI UN PAZZO CHE VOLEVA VENDICARE MICHAEL BROWN E GARNER. DE BLASIO HA RICHIAMATO IN SERVIZIO BRATTON, LO “SCERIFFO” DELL’ERA GIULIANI, MA HA ANCHE DETTO CHE SUO FIGLIO DI COLORE HA “PAURA” DEGLI AGENTI - 3. GIULIANI PUNTA IL DITO CONTRO OBAMA: “È RESPONSABILE DELLA PROPAGANDA CONTRO I POLIZIOTTI CHE VA AVANTI DA MESI. HA ALIMENTATO L’ODIO E PERMESSO GLI ATTENTATI” - 4. ANCHE L’EX GOVERNATORE PATAKI ACCUSA DE BLASIO DI AVERE DATO IN PASTO GLI AGENTI AI CRIMINALI, SCHIERANDOSI CON I DIMOSTRANTI DI NEW YORK CHE INVITAVANO A “NON SPARARE” - 5. AI FUNERALI DI IERI, GLI “SBIRRI” HANNO VOLTATO OSTENTATAMENTE LE SPALLE AL SINDACO -



RAFAEL RAMOS E WENJIAN LIU - I DUE POLIZIOTTI UCCISI A NEW YORK DA UN AFROAMERICANORAFAEL RAMOS E WENJIAN LIU - I DUE POLIZIOTTI UCCISI A NEW YORK DA UN AFROAMERICANO
1. UN ALTRO POLIZIOTTO È STATO AGGREDITO A NEW YORK
Ansa.it - Un altro poliziotto è stato aggredito a New York all'indomani dell'uccisione di due agenti a Brooklyn. E' successo nella stazione del 28esimo distretto: in base alle prime informazioni, un uomo e' entrato dentro l'edificio e lo ha aggredito, spezzandogli un braccio. Al momento non sono disponibili altre informazioni, né vi sono elementi che colleghino l'episodio con le tensioni razziali degli ultimi mesi negli Usa.

Candele e fiori. Sono centinaia i messaggi di cordoglio lasciati dai cittadini sul luogo della sparatoria, a Brooklyn, dove ieri due poliziotti sono stati assassinati a sangue freddo. La citta' di New York e' sotto shock e stasera e' prevista una veglia funebre in memoria di Wenjian Liu e Rafael Ramos. "Non riusciamo ancora a crederci", ha detto un passante. "I poliziotti dovrebbero essere considerati eroi, non bersagli da far fuori", ha detto un altro. In zona continuano ad affluire persone quasi senza sosta
ismaaiyl brinsleyISMAAIYL BRINSLEY

Il dipartimento della Polizia di New York ha rafforzato le misure di sicurezza per gli agentichiedendo loro di indossare sempre i giubbotti anti proiettili e di evitare, al momento, di pattugliare zone non assegnate. La misura avviene il giorno dopo l'uccisione a sangue freddo di due poliziotti a Brooklyn. Intanto, in una conferenza stampa, la famiglia di Rafael Ramos, uno dei due agenti uccisi, ha invitato la comunita' alla "coesistenza pacifica".

Il presidente Barack Obama ha avuto un colloquio telefonico con il capo della polizia di New York, William Bratton, nel corso del quale ha espresso cordoglio per l'uccisione ieri dei due agenti, esportando gli americani a respingere la violenza. Lo rende noto il portavoce della Casa Bianca, Eric Shultz. Obama ha detto a Bratton che la Casa Bianca continuerà a vigilare, offrendo aiuto e assistenza, e che l'amministrazione lavorerà con i leader nel Paese per diffondere lo stesso messaggio di non violenza.
fiori per i poliziotti uccisi a new yorkFIORI PER I POLIZIOTTI UCCISI A NEW YORK

Giuliani difende il primo cittadino della Grande Mela e punta il dito contro Obama. Accusare il sindaco De Blasio di avere le mani sporche di sangue "è una reazione eccessiva", ma lui "deve cambiare politica nei confronti dei poliziotti". Lo ha detto l'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani: "Non è giusto accusarlo", ha detto. "Molti sindaci hanno perso poliziotti durante il loro mandato. E dire una cosa del genere è pericoloso", ha proseguito Giuliani.

"E non credo nemmeno che i poliziotti avrebbero dovuto voltargli le spalle. I miei sentimenti vanno a De Blasio e al capo della Polizia di New York, Bratton. So che faranno cambiamenti". Giuliani però ha criticato il sindaco per il modo in cui ha gestito le manifestazioni di proteste delle ultime settimane contro la brutalità della polizia. "Ha lasciato che andassero fuori controllo. Avrebbe dovuto creare delle aree di protesta per i manifestanti", sostiene.

james o'neill, nypd commissioner bill bratton, new york city mayor bill de blasioJAMES O'NEILL, NYPD COMMISSIONER BILL BRATTON, NEW YORK CITY MAYOR BILL DE BLASIO
"Credo che De Blasio dovrebbe ammettere che alcune delle sue politiche sono sbagliate e parte del suo mancato appoggio alla polizia deriva dal fatto di non comprendere gli agenti". "Quello che è successo è una cosa orribile - ha aggiunto - non si può spiegare in nessun modo. Ma forse porterà ad un atteggiamento diverso verso la polizia", ha concluso.

Giuliani dà la colpa dell'uccisione di due poliziotti alla "propaganda" contro la polizia di cui, sostiene, "il presidente Barack Obama ha una parte di responsabilità". "Abbiamo avuto mesi di propaganda, a partire dal presidente, che tutti dovrebbero odiare i poliziotti", ha detto Giuliani. L'ex sindaco si riferiva alle manifestazioni contro la brutalità della polizia nei casi di Ferguson e New York. Secondo Giuliani, quelle proteste, unite alle critiche delle tattiche della polizia e del sistema giudiziario, hanno contribuito a creare il clima che ha portato all'assassinio dei due poliziotti.

de blasio bill brattonDE BLASIO BILL BRATTON

2. “DE BLASIO CI HA TRADITO RIDATECI RUDY GIULIANI”
Maurizio Molinari per “la Stampa

Al 917 North Broadway di Massapequa, Long Island, c’è il «Cafè Gondola» di Joe Bonura dove la domenica mattina gran parte degli avventori sono agenti della polizia di New York, pensionati o in servizio, con famigliari al seguito.
Parlare con loro dell’omicidio di Wenjan Liu e Rafael Ramos, commesso da Ismaayil Brinsley, significa ripercorrere il rapporto fra la metropoli e il New York Police Department, dall’età d’oro di Rudy Giuliani alle tensioni con Bill De Blasio.
 
bratton i coniugi de blasio e il cardinale timothy dolanBRATTON I CONIUGI DE BLASIO E IL CARDINALE TIMOTHY DOLAN
LOTTA AL MICROCRIMINE
Andy, 60 anni, è un veterano con il figlio anch’esso in divisa, peraltro nello stesso Precinct 84 dove erano di base Liu e Ramos, e non ha esitazioni: «Sono due omicidi di cui porta la responsabilità il sindaco De Blasio perché ha voltato le spalle agli agenti, con Giuliani sarebbe stata tutt’altra storia». Il riferimento è all’ex sindaco repubblicano che «scelse di sporcarsi le mani e ci disse di togliere dalla circolazione chi lo meritava, proteggendoci» aggiunge Andy, ricordando la genesi della dottrina delle «Finestre rotte» che vide a metà degli Anni Novanta Giuliani applicare la teoria formulata nel 1982 da James Wilson e George Kelling in base alla quale arrestando chi commette microreati - dai graffiti sulla metro ai vetri rotti - si riesce ad abbassare nel medio periodo il tasso di crimini più gravi.
 
bratton e giulianiBRATTON E GIULIANI
CORPO ESTRANEO
Giuliani affidò nel 1994 al «commissioner» William Bratton la gestione della «tolleranza zero» che Howard Safir e Bernard Kerik continuarono, fino al 2001, con metodi tali da sollevare accuse di razzismo da parte delle comunità afroamericane e ispaniche. Il risultato fu il recupero di interi quartieri, a cominciare da Manhattan dove Lower East Side, Times Square e Upper West Side vennero «ripuliti da gang, prostitute e spacciatori» ricorda Andy, ponendo le basi per il boom immobiliare che continua da oltre venti anni.
 
bratton ai tempi di giulianiBRATTON AI TEMPI DI GIULIANI
De Blasio, sindaco da gennaio, ha richiamato in servizio proprio Bratton ma per Mike, agente in riposo domenicale, oramai è un «dead tree», un albero morto, incapace di innovare, agire con decisione e comprendere «la città disseminata di nuovi pericoli». Alfonso, da poco arruolato, con alle spalle una famiglia italoamericana disseminata di poliziotti e pompieri, aggiunge:

«La responsabilità non è solo di Bratton ma di De Blasio che sta chiuso in ufficio, non vuole grane, non si preoccupa della sicurezza dei cittadini e consiglia perfino al figlio di non fidarsi di noi». Senza contare che dopo l’episodio di Eric Garner - l’afroamericano strozzato da alcuni agenti - «non ha frenato chi ci ha linciato pubblicamente».
 
fiori e preghiere per i poliziotti uccisi a new yorkFIORI E PREGHIERE PER I POLIZIOTTI UCCISI A NEW YORK
«New York ha bisogno di un nuovo sindaco come all’America serve un nuovo presidente» commenta Andy, nel consenso corale dei colleghi seduti fra i tavoli del Gondola, spiegando che «ad accomunare Obama e De Blasio è il pregiudizio a favore dei neri, per loro ogni nero morto è un atto di razzismo mentre i bianchi morti sono solo delle vittime».
 
La rabbia contro il sindaco si è espressa sabato con il gesto di protesta nei corridoi del Woodhull Hospital, quando dozzine di agenti si sono girati verso il muro, dandogli le spalle mentre passava, al fine di rendere evidente il disappunto per «aver scelto di non sostenerci come tutti i predecessori hanno fatto» concordano Mike e Andy.
Il titolo di copertina del tabloid «Daily News» - il quotidiano più vicino alla polizia - sul «Sindaco colpevole» riflette l’umore collettivo.

il passaggio delle bare dei due agenti uccisi a new yorkIL PASSAGGIO DELLE BARE DEI DUE AGENTI UCCISI A NEW YORK
Mike tiene in particolare a ricordare Michael Bloomberg, alla guida della città dal 2002 al 2013, perché la scelta di applicare la legge «Stop and Frisk» - fermare e perquisire - nei confronti di ogni sospetto viene considerata dagli agenti uno dei rimedi più efficaci, riusciti a garantire la sicurezza dall’indomani dell’11 settembre nonché nuovi recuperi urbani, a cominciare da Harlem.
 
FERMA E PERQUISISCI
Contestata dai democratici perché consente di fermare un individuo solo sulla base di sospetti, accusata dall’Unione delle libertà civili di «violare la Costituzione» e portata in tribunale dalle comunità afroamericane, «Stop and Frisk» è stata difesa a spada tratta da Bloomberg, estendendo la «tolleranza zero» alla prevenzione dei reati. Fu proprio questo uno dei terreni su cui De Blasio, in campagna elettorale, criticò aspramente Bloomberg, affrettandosi a voltare pagine una volta eletto.
NYPD POLIZIA NEW YORKNYPD POLIZIA NEW YORK

«La differenza fra i due sindaci è che Bloomberg, pur essendo molto ricco, considerava ogni agente come un famigliare, aiutandolo a lavorare per i cittadini - conclude Andy, che ha servito sotto di lui - mentre De Blasio ci tratta come degli estranei, dei violenti». Da qui l’interrogativo su come De Blasio riuscirà a tenere in pugno la città, in presenza di uno scontento senza precedenti fra le 34.450 divise blu.


3. COSÌ L’AMERICA ANTIRAZZISTA SCONTERÀ L’ODIO DEI NERI SUI SOCIAL
Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

Il sangue chiama sangue e «oggi molte mani grondano sangue » grida il leader del sindacato di polizia di New York, Pat Lynch, davanti alle bare dei due agenti ammazzati a Brooklyn per vendicare i «fratelli» neri. E le mani alle quali pensa sono quelle del sindaco de Blasio, colui che ha tradito e abbandonato, «gli uomini in blu», dicono loro, alla frontiera della guerra urbana i bianco e nero.
lutto al dipartimento di polizia di new yorkLUTTO AL DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI NEW YORK

C’è un evidente tracciato di follia che lega le morti di americani afro per mano di poliziotti impuniti a Ferguson, a Cleveland, a Staten Island ai colpi esplosi a freddo, attraverso i vetri dell’autopattuglia, da Ismaaiyl Abdullah Brinsley, un ragazzo con un lunga fedina penale, due condanne per assalti a mano armata e un colpo di pistola tirato al ventre della sua ragazza poche ore prima di uccidere gli agenti Wenjian Liu e Rafal Ramos.

Brinsley, che si è poi ucciso con la stessa pistola Taurus calibro 9 usata per colpire gli agenti, non era un militante, non era un attivista, non era altro che un giovanotto squinternato che si era autoproclamato il vendicatore delle ingiustizie.

michael brown 2MICHAEL BROWN 2
E aveva preannunciato, nella propria pagina di Instagram con selfie della propria uniforme mimetica, delle scarpe da basket argentee e della pistola automatica, di voler «mettere le ali ai porci». Di ucciderli.

Soltanto il destino, la sfortuna dei due poveri «porci», ha voluto che Brinsley s’imbattesse nell’autopattuglia del Nypd, della polizia di New York, ferma davanti a un “project”, uno di quei casermoni popolari che concentrano nello squallore di sé le vite, i rischi, i crimini, la fatica di essere ghetto.
missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 33MISSOURI PROTESTE DOPO LA MORTE DI MICHAEL BROWN UCCISO DALLA POLIZIA 33

Liu e Ramos non facevano nulla, erano soltanto presenza di polizia a Bedford Stuyvesant, il quartiere di Brooklyn dove sta il casermone. Non hanno neppure reagito quando lui li ha fatti secchi, nello stile delle esecuzioni mafiose e di gang, attraverso i vetri dei finestrini con la pistola fabbricata in Brasile, la Taurus cal.9, che in strada si compera usata per meno di 100 dollari. Un triangolo di sangue così feroce e insieme così newyorkese, fra un cinese, un latino e un afroamericano.

Nulla ha senso, nell’esecuzione dei due “cop”, dei due poliziotti annoiati che piantonavano un palazzo e nel suicidio del loro assassino, in una stazione del metro G eppure tutto si tiene in una concatenazione tanto tragica quanto prevedibile.
kyrie irving con la maglietta che protesta la morte di eric garnerKYRIE IRVING CON LA MAGLIETTA CHE PROTESTA LA MORTE DI ERIC GARNER

Le polizie, che siano nei sobborghi di St. Louis, nel ghetto di Cleveland, nelle strade di Staten Island, nei corridoi bui di un altro falansterio di Queens dove un agente uccise un innocente giovanotto afro che era appena uscito dall’appartamento della moglie e del figlio bambino, si sentono abbandonate dai «politici » al fronte di una guerra nella quale a loro è chiesto di combattere e sparare, senza avere le spalle coperte.

La gente di colore, che sente nella propria carne e soprattutto in quella dei suoi giovani, gli effetti delle pallottole, tenta di ripetere che semmai quelle spalle sono fin troppo coperte, da procuratori della repubblica, giudici, magistrati e boss sindacali come “The Blue Bulldog”, il capo dei sindacati in blu di New York, Pat Lynch, che puntualmente salvano, o puniscono con bacchettate sulle dita, coloro che uccidono i neri, dalla Los Angeles di Rodney King allo strangolatore innocente di Garner, il contrabbandiere di sigarette.
l'agente daniel pantaleo e la morte di eric garner 4L'AGENTE DANIEL PANTALEO E LA MORTE DI ERIC GARNER 4

E in mezzo, “loro”, i politici, i sindaci, i governatori, i capi delle polizie che qui sono scelti dai sindaci, e che, come Bill de Blasio, marito di una signora afroamericana e padre di figli naturalmente di sangue misto, assorbono la rabbia degli uni e degli altri, vaganti nella terra di nessuno fra le trincee.

Obama, che nel proprio Dna misto bianco e nero, sarebbe dovuto essere lo strumento vivente per l’armistizio, se non per la pace razziale, era alle Hawaii, per le vacanze natalizie con Michelle e le ragazze mentre Brinsley «giustiziava » i due poliziotti. E se non ci può essere nulla di riprovevole in un riposo festivo per un presidente, tanto più in uno Stato dell’Unione come la Hawaii, questa sua innocente lontananza fisica crea un sentimento di distacco dalla brutale, cruente realtà delle “Mean Street”, delle strade cattive, dove si combatte e si muore.
foto time 09 dicembre 2014protesta a new york per eric garnerFOTO TIME 09 DICEMBRE 2014PROTESTA A NEW YORK PER ERIC GARNER

Naturalmente sangue, mani sporche, proiettili, code di paglia, paure, tutto si coagula e si riversa nella lotta politica. L’ex governatore repubblicano di New Yorl, Pataki, accusa de Blasio di avere dato in pasto ai criminali i suoi uomini e le sue donne in uniforme, schierandosi con i dimostranti che due domeniche or sono sciamavano per le strade di New York con le mani alzate e l’invito sarcastico a «non sparare». Gli agenti, che formano muri umani e sconvolti al passaggio della bare di Liu e Ramos, voltano ostentatamente le spalle al sindaco, quando vuole essere presente all’addio.

ismaaiyl brinsleyISMAAIYL BRINSLEY
Un calderone infernale di paure vere, di intenzioni opportunistiche, di demagoghi e di dolenti sinceri, di iniquità storiche e irrisolte si riversa come carburante sulla mente infuocata di uno sciagurato ragazzo georgiano, con pesanti precedenti penali, ed esplode nell’autoreferenzialità di un social network.

Nel palazzo degli specchi di Instagram, si sente un angelo vendicatore, ottiene, come illustrano i commenti nella sua pagina ora chiusa ma già archiviata, l’approvazione e il sostegno di “amici virtuali” e anonimi che lo incitano, lo fanno sentire importante, lui che non è mai stato nulla. «Go dawg», vai, cane, lo incitano dove cane è un termine di fraternizzazione e di riconoscimento.
il post di brinsley prima di uccidere i due agenti a new yorkIL POST DI BRINSLEY PRIMA DI UCCIDERE I DUE AGENTI A NEW YORK

Non sa, perché non può saperlo, che proprio azioni come queste possono segnare la morte di quella spinta legittima, pacifica, tranquilla che si era risvegliata e scossa senza violenza dopo i proscioglimenti degli agenti sospettati di omicidio. Che la maniera più diretta e certa per rassicurare il razzismo dei bianchi è confermare il pregiudizio e lo stereotipo del «giovanotto negro armato» e omicida.

Illudendosi di fare giustizia, Ismaaiyl Abdullah Brinsley ha contribuito a perpetuare l’ingiustizia, che ora tornerà dove sempre scorre, fiume carsico sotto la crosta americana. Almeno la ragazza alla quale ha sparato al ventre a Baltimora, prima di partire per Brooklyn e mettere ali ai «porci», si salverà.
il post di brinsley prima di uccidere i due agenti a new yorkIL POST DI BRINSLEY PRIMA DI UCCIDERE I DUE AGENTI A NEW YORKismaaiyl brinsley si sparaISMAAIYL BRINSLEY SI SPARA
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/guerra-razziale-arriv-periferia-ferguson-cuore-new-91199.htm

1. CHE LEGNATE! NANI CAZZUTI, ORCHI ED ELFI MASSACRANO I CINEPANETTONI DE’ NOANTRI - 2. “LO HOBBIT: LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE”, ANCHE SE NON SI CAPISCE GRANCHÉ DELLA STORIA, SOLO BOTTE IN TESTA FRA TUTTI, IL POVERO SMAUG RIDICOLIZZATO, È IN TESTA ALLA CLASSIFICA DELLA BATTAGLIA NATALIZIA CON 3 MILIONI E MEZZO GUADAGNATI NEL WEEK END - 3. LO INSEGUONO ALDO, GIOVANNI E GIACOMO CON UN DIGNITOSO, MA MODESTISSIMO INCASSO DI 1 MILIONE E 450 NEL WEEK END OTTENUTO CON IL LORO ‘’IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO’’. RICORDIAMO CHE QUATTRO ANNI FA IL LORO ‘’LA BANDA DEI BABBI NATALE ‘’FECE BEN 22 MILIONI. DIFFICILE CHE IN QUESTO MODO RAGGIUNGANO I 10 - 4. PERFINO ‘’L’AMORE BUGIARDO - GONE GIRL’’, IL GRANDIOSO NOIR DI DAVID FINCHER SUPERA L’ARMATA DEI CINEPANETTONI NOSTRANI CON 872 MILA EURO. ‘’UN NATALE STUPEFACENTE’’ CON GREG E LILLO È QUINTO CON 790 MILA EURO. PER DE LAURENTIIS, ANCHE SE HA SPESO METÀ DEL BUDGET DELL’ANNO PASSATO, UN CINEPANETTONE AVVELENATO -


Marco Giusti per Dagospia

LO HOBBIT 3LO HOBBIT 3
Che legnate! Nani cazzuti, orchi e elfi massacrano i cinepanettoni in versione classic, post, neo, meta. Non ce n’è per nessuno. Dimostrando che, forse, disperdere le forze in tante commedie sotto le feste non è stata una grandissima idea. E dimostrando anche che il nostro cinema, crisi a parte, che per gli altri paesi però non esiste, non sta facendo una grande strategia e non possiede una grande forza di comunicazione.

Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate, così, anche se non si capisce granché della storia, solo botte in testa fra tutti, qualche nano che ci lascia la pelle, il povero Smaug ridicolizzato, le star della serie costretti a apparire come se fosse la partita delle vecchie glorie calcistiche, è in testa alla classifica della battaglia natalizia con 3 milioni e mezzo guadagnati nel week end che diventano 4 e mezzo se si considera la partenza anticipata di mercoledì.

LO HOBBIT 3LO HOBBIT 3
Cambia poco, visto il distacco che ha dato al gruppazzo dei nostri comici. Lo inseguono Aldo, Giovanni e Giacomo con un dignitoso, ma modestissimo incasso di 1 milione e 450 nel week end ottenuto con il loro Il ricco, il povero e il maggiordomo. Ricordiamo che quattro anni fa il loro La banda dei Babbi Natale fece ben 22 milioni. Difficile che in questo modo raggiungano i 10. Terzo è il cartoon Marvel-Disney Big Hero 6 con il pupazzone gonfiabile Baymax con1 milione e 100. Ovvio che migliorerà nei giorno natalizi, ma non dimostra un grande richiamo. Perfino L’amore bugiardo – Gone Girl, il grandioso noir di David Fincher supera l’armata dei cinepanettoni nostrani con 872 mila euro. Un Natale stupefacenteè quinto con 790 mila euro. Per De Laurentiis, anche se ha speso metà del budget dell’anno passato, non credo sia un successo. Almeno finora.
lo hobbit 3 la battaglia delle cinque armateLO HOBBIT 3 LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

Il ragazzo invisibile, il film di supereroi di Gabriele Salvatores è sesto con 660 mila euro. Non so quanto si pensasse di sfondare con un film coraggioso ma certo non paragonabile a quelli della Marvel, ma anche qui i conto andranno fatti il 6 gennaio. Distanziato il cinepanettone classico di Parenti-Vanzina-Boldi, Ma tu di che segno 6? con 465 mila euro. Ahi! CheLo Hobbit bruciasse tutto il pubblico nei primi giorni era ovvio, magari ci si aspettava una risposta un po’ più ricca da parte della compagine italiana. E l’unico film che ha delle reali potenzialità di incasso, quello d Alessandro Siani, è stato piazzato strategicamente l’1 gennaio, in modo da non competere direttamente coi nani e gli elfi in 3D.
lo hobbit 3 la battaglia delle cinque armateLO HOBBIT 3 LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

Rimane il fatto che stiamo andando verso una disfatta abbastanza clamorosa per il nostro cinema che dovrebbe aprire un po’ gli occhi a produttori e distributori. Qua non si parla di ripetere i 50 milioni di Checco Zalone dell’anno scorso, ma è evidente che c’è grande difficoltà a arrivare a 5 milioni, mentre gli unici film che sono andati bene sono Andiamo a quel paese di Ficarra e Picone, commedia intelligente sulla linea di Zalone, che ha incassato quasi 8 milioni e le tre ore di Leopardi-Martone.
“il ricco, il povero e il maggiordomo” di aldo giovanni e giacomo 6“IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO” DI ALDO GIOVANNI E GIACOMO 6

La grande fuga dalla commedia, insomma, dimostra una disaffezione totale rispetto al genere. Non a caso le indicazione della riuscita di piccole opere prime intelligenti come Smetto quando voglio di Sydney Sibilia e La mafia uccide solo l’estate di Pif indicavano bene da quale strada si poteva ricostruire e che un rinnovamente nel gusto il cinema italiano lo stava davvero cercando. Che fosse più o meno commedia.

“il ricco, il povero e il maggiordomo” di aldo giovanni e giacomo“IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO” DI ALDO GIOVANNI E GIACOMO
A naso, non credo che avremo grosse sorprese dei giorni di Natale, visto anche che in questi quattro giorni non ci sono stati grandi sbalzi di classifica e gli incassi italiani sono molto ravvicinati. Spesso capitava che un film, partito bene, ma considerato mollo, col passa parola venisse scalzato da un outsider. In questo Natale, purtroppo, non vediamo outsider reali e la mollezza ci sembra dilagante. Inoltre l’arrivo diPaddington il 25, ottimo film per bambini, potrebbe anche aggravare la crisi delle commedie italiane, che offrono un prodotto, alla fine, molto simile fra di loro.

BEN AFFLECK IN GONE GIRL CON RAGAZZA MORTABEN AFFLECK IN GONE GIRL CON RAGAZZA MORTA
Anche in America trionfa ovviamente Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armatecon 56, 2 milioni di dollari che, calcolando che il film è partito mercoledì 17, diventano 90 milioni. Buono come incasso, ma non come gli 84, 6 milioni del primo episodio e i 73, 6 del secondo. L’incasso globale da 59 mercati è però già un potente 350 milioni di dollari, anche se il film in molti paesi è partito prima del 17 dicembre.

big hero 6 5BIG HERO 6 5
In testa ci sono i 10 milioni della Sud Corea, diventato un mercato fortissimo, i 6,3 della Spagna, i 31 della Gran Bretagna, i 21,5 della Russia, i 13, 1 del Brasile, i 12, 4 della Germania, i 7, 5 della Francia. Mezzo disastro invece per Night at the Museum: Secret of the Tomb di Shawn Levy, terzo film della saga.

ma tu di che segno sei 7MA TU DI CHE SEGNO SEI 7
E’ secondo, ma con soli 17, 3 milioni di dollari, quando i primi due episodi fecero rispettivamente 30 milioni e 54, 2. Malgrado la presenza di Robin Williams al suo ultimo film, siamo sul flop pesantissimo. Non va molto meglio per il remake di Annie, già massacrato dalla critica, che incassa solo 16, 3 milioni. Exodus: Kings and Gods è quarto con 8, 1, mentre Hunger Games riesce a portare a casa altri 7, 8 milioni di dollari.
il cast di smetto quando voglioIL CAST DI SMETTO QUANDO VOGLIO

Fra le uscite intelligenti Mr Turner di Mike Leigh trionfa con 108 mila dollari spalmati in cinque sale, quindi con una media di 21 mila dollari a sala. Inherent Vice di Paul Thomas Anderson incassa invece 147 mila dollari sempre su cinque sale. 

1. BERLUSCONI È PRONTO A VOTARE ANCHE UN PERSONAGGIO DEL PD, PURCHÉ SIA “UN GARANTE PER TUTTI QUANTI”. QUASI UNA PORTA SPALANCATA PER LA BIPARTISAN ANNA FINOCCHIARO CHE HA SEMPRE PIÙ CHANCE DI ESSERE LA PRIMA DONNA ELETTA AL QUIRINALE - 2. UNA CRONISTA DIMOSTRA SUL CAMPO CHE IL PD ROMANO È ANCORA UN DISCRETO BORDELLO. VA A FARE LA TESSERA IN UN CIRCOLO CON 20 EURO, DÀ GENERALITÀ FALSE, NESSUNO LE CHIEDE UN DOCUMENTO E SE NE TORNA A CASA REGOLARMENTE ISCRITTA. COMPOLIMENTI! - 3. COLPO DI GENIO A BOLOGNA: “LE LUMINARIE DI BOLOGNA COL SIMBOLO DELLA P2, DIFFICILE SPIEGARE CHE COSA C’ENTRANO IL TRIANGOLO E IL GRANDE OCCHIO CON IL NATALE -


Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

1.AVVISI AI NAVIGATI
Per Silvio Berlusconi l’elezione del prossimo presidente della Repubblica è un salvagente al quale restare attaccato per non scivolare nell’irrilevanza. E oggi l’ex Cavaliere approfitta di una chiacchierata con “Repubblica” per lanciare messaggi a Renzie e a tutto il Pd.

silvio berlusconi (7)SILVIO BERLUSCONI (7)
Dopo aver detto fino a pochi giorni fa che l’elezione del capo dello Stato faceva parte del patto del Nazareno, Berlusconi si rende conto che è meglio smentire la faccenda per non gettare un’ombra impegnativa sui candidati comuni. Così, oggi si limita a dire che un’elezione condivisa è una “logica conseguenza” della collaborazione sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale. Dopo di che, ecco il messaggio chiave: Forza Italia è pronta a votare anche un personaggio del Pd, purché sia “un garante per tutti quanti”.

Si tratta di un’apertura importante, quasi una porta spalancata per Renzie, che a questo punto deve “solo” individuare la persona giusta nel suo partito e sottoporla al vaglio del capo di Forza Italia e dei suoi 150 voti (che se anche fossero solo 90, bastano lo stesso). Vietato fare nomi prima del tempo, in casa piddina, ma adesso è chiaro che un personaggio come Anna Finocchiaro ha sempre più chance di essere la prima donna eletta al Quirinale.


2. IL COLLE E IL METODO RENZIE
MATTEO RENZI A BERSAGLIO MOBILEMATTEO RENZI A BERSAGLIO MOBILE
Pittibimbo sta bene attento a non fare nomi per il Quirinale, ma continua nelle aperture “programmatiche”. Corriere: “Renzi, ‘Maggioranza ampia per il Quirinale. Neanche il Pd ha il diritto di veto’. Un asse trasversale degli avversari del premier lavora per lanciare Prodi ai primi scrutini” (p. 9). “Bersani e il Colle: serve una figura autonoma. ‘Deve saper tenere il volante, no a soluzioni stravaganti. Il Pd sia il pivot, poi si confronti con tutti’. Ncd: si tratti con noi. La Lega cita Caprotti e Feltri, ma il segretario: fa tutto Renzi, non si elegga nessuno” (p. 10).

Repubblica intervista anche il desaparecido Alfano che reclama spazio per il suo micro-partito: “Il capo dello Stato non può essere eletto dal congresso del Pd, serve un patto a tre. Al Quirinale manca un cattolico” (p. 4). Sulla Stampa un Matteo Salvini in versione nichilista dice no all’ipotesi Romano Prodi: “Sicuramente meglio Franco Baresi. Al Quirinale farei un museo. Non c’è un bisogno di un presidente, tanto più che ormai fa tutto Renzi” (p. 5). Il Messaggero riporta i timori del premier: “L’incubo di una Santa alleanza contro il patto del Nazareno. Il premier insegue l’unità del Pd ma teme l’asse tra i dissidenti e la fronda Fi. Sul nome di Prodi insistono da sinistra i nemici dell’intesa siglata con Berlusconi” (p. 7).


3. L’OFFERTA DEL CAINANO
Giorgio Napolitano Gianni LettaGIORGIO NAPOLITANO GIANNI LETTA
Come detto, Berlusconi con “Repubblica” offre i propri voti anche a un piddino che sappia garantire tutti (p. 2). Il Corriere gli fa i conti in tasca: “Berlusconi mette sul piatto 90 voti. Ma aspetta le mosse del premier. Il Cavaliere e l’incognita Fitto sulla scelta per il Quirinale: a rischio al massimo 40 dei miei” (p. 11). Sicuri che Fitto abbia la forza di giocare in proprio la partita del Colle? E per fare asse con chi? Con quel resta di D’Alema?


4. MA FACCE RIDE!
Il Messaggero intervista la Badante Maria Rosaria Rossi e le domanda: “Lei è stata spesso oggetto di critiche, dai suoi stessi colleghi. Soprattutto da quelli esclusi dal cosiddetto ‘cerchio magico’ dei consiglieri di Silvio Berlusconi”. Risposta da manuale: “Sono soltanto una persona di buona volontà che ricopre un ruolo certamente fiduciario” (p. 4).


5. PD, PASTICCIO DEMOCRATICO
Anna FinocchiaroANNA FINOCCHIARO
Flavia Amabile, della Stampa, dimostra sul campo che il Pd romano è ancora un discreto bordello. La giornalista va a fare la tessera in un circolo con 20 euro, dà generalità rigorosamente false, nessuno le chiede un documento e se ne torna a casa regolarmente iscritta. Complimenti a tutti. Il buon Orfini, commissario del partito, avrà da lavorare (p. 7).


6. MARCIO SU ROMA
Bella figuretta per il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, troppo frettoloso nel prendere le distanze dalle coop di Buzzi nell’ansia di commissariare Marino. Il Corriere oggi lo sbugiarda così: “Anche la prefettura diede il via libera alle cooperative guidate da Buzzi. In gioco il servizio di accoglienza immigrati. La circostanza negata davanti all’Antimafia”. Ma risulta da una lettera del prefetto che il giornale oggi riproduce. Poco prima che partisse la lettera, Salvatore Buzzi si era incontrato con Gianni Letta (p. 5).


7. BASTA CON IL VANILOQUIO DELL’ANTICORRUZIONE
matteo orfiniMATTEO ORFINI
Giulianone Ferrara si sfoga contro l’insopportabile melassa delle dichiarazioni anti-corruzione. “L’anticorruzione ha un suo marketing, una sua necessità commerciale e civile che tutto travolge, è una guerra di parole e di formule che penetra in Parlamento, crea partiti fasulli e li porta al 25%, alimenta lotte interne e dossieraggi, falsa lo stato di diritto e compromette l’habeas corpus (…), deturpa il volto di vera responsabilità  e di controllo dei giornali e delle tv e della rete, che dovrebbero cercare induttivamente la verità empirica e invece parlano a nome di una verità dedotta dagli idoli demagogici” (Foglio, p. 1).  


8. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
La manovra va in terza lettura alla Camera e nuove sorprese sono in agguato. Per il Corriere, “Aumento della benzina e più tasse. Ecco i rischi della manovra ‘in prova’. Verifica Ue su evasione, spesa e Lotto. Alla Camera rilievi su autonomi e sconto Irap. La legge è in terza lettura a Montecitorio per il sì definitivo, atteso oggi o domani” (p. 12). Il quotidiano diretto da don Flebuccio de Bortoli accende un faro sugli autonomi: “Il premier e le partite Iva sedotte ma deluse. Così monta la protesta per le stangate sui contributi Inps e sui minimi. Le soluzioni allo studio” (p. 13). La Stampa batte sul medesimo tasto: “I professionisti nuovi poveri. Redditi sotto i 30mila euro. Le giovani leve al palo, sotto i 40 anni guadagnano la metà dei colleghi anziani. E con la legge di stabilità arriva la stangata sui contributi Inps: salgono al 30%” (p. 2).
angelino alfanoANGELINO ALFANO

Repubblica esorcizza i rischi di variazioni per la legge di Stabilità: “Manovra ormai blindata, critici i tecnici della Camera. Padoan: ‘Ridotte le tasse’. Tra oggi e domani il via libera definitivo di Montecitorio. Il servizio bilancio: sconti Irap agli autonomi a rischio infrazione Ue. Il governo non accetta nuove modifiche ma cercherà di evitare di mettere la fiducia” (p. 6). Il Giornale punta il dito sulle tasse: “Altro che tagli, tasse per 50 miliardi. L’esecutivo abbassa la pressione fiscale solo a parole. Fino al 2017 la stangata è nei numeri ufficiali della manovra” (p. 3).


9. PRIVATIZZAZIONI AL PALO
Il CorrierEconomia fa il punto sulle privatizzazioni e si chiede: “Cessioni, quanti ritardi, sarà l’anno buono? Gli slittamenti hanno già fatto perdere un miliardo. Svolta sulle Ferrovie: trasferire la proprietà dei binari al Tesoro. Stm verso la vendita al Fondo Strategico. Pagani (ministero dell’Economia): ‘Vogliamo che Fs e Poste diventino i colossi della Borsa’. Nell’anno che si conclude lo Stato ha incassato un terzo del previsto dalle imprese cedute o quotate” (p. 8).  
silvio berlusconi e maria rosaria rossiSILVIO BERLUSCONI E MARIA ROSARIA ROSSI


10. TOGHE IN BELLA MOSTRA
Hanno in effetti bisogno di una nuova immagine, i componenti del sinedrio delle toghe. E allora vai con una bella ripittata, come racconta il Giornale: “La consulenza facile che imbarazza il Csm. Il restyling del sito web affidato per 20mila euro a un esperto di comunicazione. Ma è un amico del vicepresidente Legnini” (p. 4).

11. L’OMBRA DEL TERRORISIMO
Brutto episodio, ieri, alle porte di Firenze: “Attentato sulla Firenze-Roma, due molotov contro la Tav. ‘Volevano paralizzare i treni’. Bruciata una centralina, la seconda bottiglia incendiaria non è esplosa. Ritardi e disagi per tutta la giornata. Nell’ultimo mese due casi simili”. “L’ombra della Valsusa sui nuovi sabotaggi.’Sanno di non rischiare l’accusa di terrorismo’. Gli inquirenti che seguono la galassia No-Tav: “Dopo la sentenza di Torino è scattato il liberi tutti” (Repubblica, p. 10). Raramente, almeno su Repubblica, una sentenza della magistratura è stata contestata così duramente a colpi di veline della polizia.
matteo salviniMATTEO SALVINI


12. ULTIME DA UN POST-PAESE
Colpo di genio a Bologna: “Le luminarie di Bologna col simbolo della P2, protesta anche la Curia. Lite sull’installazione di un artista vicino alla stazione della strage. L’assessore alla cultura: niente censure. La diocesi: inquietante” (Repubblica, p.20). Difficile spiegare che cosa c’entrano il triangolo e il grande occhio con il Natale.

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/berlusconi-pronto-votare-anche-personaggio-pd-purch-sia-91178.htm

CHE GRANCHIO! LA TV DI STATO RUSSA MANDA IN ONDA UN FILMATO PER MOSTRARE COME L’OCCIDENTE DEVII ALL’OMOSESSUALITA’ LE MENTI DEI BAMBINI, MA E’ UN FALSO PESCATO DA “YOUTUBE” 

Secondo “Channel One” la prova della depravazione occidentale è il filmato in cui un americano di 11 anni di nome Drake reagisce alla vista di un poster, attaccato dai genitori nella sua stanza, che ritrae uomini nudi con genitali scoperti. Nel video originale il bambino reagiva alla vista di un enorme tir disegnato sulle pareti della sua stanza...




VIDEO “FAKE SULLA TV RUSSA”

IL FALSO VIDEO DELLA TV RUSSAIL FALSO VIDEO DELLA TV RUSSA

Qualche giorno fa la tv di stato russa ha parlato della minaccia omosessuale che devia le menti dei bambini occidentali. Il programma “Special Correspondent” ha lanciato un documentario che spiegava come il sistema di educazione sessuale in Norvegia minasse l’orientamento di bambini, che rischiano di abbandonare l’eterosessualità.

Drake’s 11th Birthday fathead-drakes-surprise-large-4DRAKE’S 11TH BIRTHDAY FATHEAD-DRAKES-SURPRISE-LARGE-4
Secondo “Channel One” la prova della depravazione occidentale sarebbe il filmato in cui un bambino americano di 11 anni di nome Drake reagisce alla vista di un poster, attaccato dai genitori nella sua stanza, che ritrae uomini nudi con genitali scoperti.

In realtà, nel video originale, postato nel 2012 e intitolato “Drake’s 11th Birthday,” il bambino reagisce alla vista di un gigantesco tir disegnato a sorpresa sulle pareti della sua stanza. Un mese dopo un anonimo utente di “You Tube” sostituì l’innocuo murale con nudità maschili. E la tv russa lo ha scambiato per il filmato originale, lo ha trasmesso commentando: «Ecco l’erosione della morale, la dissoluzione dell’Europa che segue le orme dell’America. E’ così che dovrebbe essere l’infanzia?».
Drake’s 11th Birthday fatheadDRAKE’S 11TH BIRTHDAY FATHEAD


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