venerdì 7 novembre 2014

Gli asini volano su borghetto San Carlo

Presidio al Borghetto san Carlo, 22 ettari abbandonati nel cuore di Roma!
Aree agricole e immobili rurali in disuso assegnati tramite gara pubblica a giovani contadini. Nei giorni scorsi sono stati resi noti i vincitori di un bando del Comune di Roma che affida tre lotti per quindici anni. Nei lotti sono previste diverse attività: vendita diretta di prodotti a chilometri zero, fattorie didattiche e centri estivi per ragazzi, orti sociali, reinserimento lavorativo di persone “svantaggiate”, agri-ristoro e parco avventura. Una bella soddisfazione per lacooperativa Agricola Coraggio che si è aggiudicata il lotto presso Borghetto San Carlo: dopo due anni di lotte collettive per il diritto alla terra, la giovane cooperativa – che insieme ad altri ha contributo a mettere al centro il tema dell’agricoltura urbana a Roma – racconta il suo punto di vista
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Tra mille appunti e ricordi, articoli e commenti, racconti, sguardi e volti, vecchi e nuovi manifesti, fotografie, intenti, promesse, impegni e responsabilità … oggi si fa un giretto nella stranezza del percorso fatto, veloce (‘solo’ tre anni), ma che si dilata per gli effetti visti e avuti su molto di quello che c’è stato intorno, persone, sensazioni e visioni della realtà.
“Se le terre pubbliche saranno assegnate ai giovani agricoltori … gli Asini voleranno!”, dicevamo sperando. E l’amministrazione comunale di Roma ha pubblicato in Primavera il primo bando per assegnare una parte delle terre pubbliche (per ora cento ettari suddivisi tra quattro aree), dando così una prima risposta concreta al diritto al lavoro e alla qualità della vita, all’esigenza di fruibilità degli spazi verdi, tutelando e valorizzando il paesaggio con l’agricoltura.
Una di queste aree è Borghetto San Carlo (ne parla qui Alessandro PortelliRivoltiamo la città, coltiviamo l’ortondr). Chi ricorda quei ventidue ettari sulla via Cassia abbandonati e sotto scacco del costruttore Mezzaroma(tuttora inadempiente degli accordi presi con i cittadini)? Sicuramente le 10.000 persone che sostennero la petizione #TerrePubbliche ai nuovi agricoltori. Sicuramente gli abitanti del quartiere, che sfilavano davanti a quell’asino di legno con le ali alto più di tre metri, issato dai ragazzi e dalle ragazze della Cooperativa romana Agricoltura Giovani durante il presidio dell’area effettuato nella Primavera del 2013. E oggi alla Co.r.ag.gio. viene data la responsabilità di coltivare quell’area, porta del parco di Veio, per creare reddito, costruire servizi, valorizzare con agricoltura e accessibilità un luogo che questo merita.
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Una bella storia, che sembra una favola e che invece è fatta di impegno e determinazione. Non un sogno, non un miracolo, ma lavoro, paziente e costante. Gli obbiettivi e i valori, chiari fin dall’inizio, hanno solo dovuto trovare consenso, condivisione. E sono diventati linguaggi di una città che si riscopre agricola, che non vuole più vedere casali abbandonati (leggi anche La Valle dei Casali è di chi la vive di Terra rivolta, ndr), campi non coltivati, giovani senza lavoro che smettono di credere nel futuro e nelle proprie competenze. E che magari vuole smettere di importare quei milioni di euro di derrate alimentari dall’esterno, o far arrivare sulle mense scolastiche per i propri bambini e bambine cibo di qualità, da agricoltura ecologica e di prossimità.
Per arrivare ad oggi quello che ha premiato, sopra ogni altra cosa, è stato sicuramente il metodo. In quelle giornate di primavera del 2011 eravamo pochi, disorientati da forme di attivismo spesso sconfitte, con obbiettivi troppo ampi per essere raggiunti. Il lavoro una emergenza, ma non un lavoro qualsiasi, “un lavoro soddisfacente e realizzante, scelto e libero, che investa appieno l’esistenza degli individui”, come scrivevamo nel manifesto del dicembre di quell’anno, nel presentare la nascita della “Società agricola Co.r.ag.gio.”. Le riunioni con esperti, le nostre esperienze inizialmente solo agricole come braccianti, laureati e cuochi, si sono poi negli anni allargate con l’ampliamento del numero dei “coraggiosi”, con educatori, agronomi, architetti, operai specializzati. Il metodo è stato quello del dialogo, ricercato passo passo in primis con la cittadinanza, che imparava a conoscerci per la semplicità e l’originalità delle nostre proposte, sulle piazze, sulle aiuole e nelle tenute verdi abbandonate, nei dibattiti, nelle scuole e nelle feste. Abbiamo cercato di far capire come una esigenza personale, quella lavorativa, e una passione intima, quella dell’agricoltura, avrebbero potuto trasformarsi in beneficio per tutti i cittadini,superando l’idea del verde pubblico “da museo” e sposando l’idea di terra come bene di tutti.
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Reddito, ecologia, agricoltura, servizi, diritti, futuro: queste le parole chiave. E poi sicuramente “coraggio”, un valore necessario per difendere la bellezza di una idea e per farla diventare contagiosa, contro tutto quello e quelli che suggerivano di “non provarci neanche, che tanto non cambia niente …”.
Non ci credeva nessuno quando dicevamo che avremmo preteso l’accesso alle terre pubbliche, specie a Roma, stretta nelle sue relazioni di potere stratificate e apparentemente immutabili (e la battaglia con i costruttori ancora non è vinta). Ma un gruppo di senza terra e senza reddito, con una rete di sostegno coesa, sta dimostrando che la consapevolezza di un buon numero di persone può cambiare le cose. Vogliamo ancora ringraziare le oltre undicimila persone che hanno firmato la petizione lanciata su Change da Coraggio, Terra! Onlus e daSud e tutte le persone e associazioni che con sincerità e senza secondi fini hanno sostenuto la battaglia di un pugno di ragazzi e ragazze, sperando che con il loro traguardo si aprisse una speranza per tutti.
Ed ora viene il bello … cercare di farcela, di capire se si può davvero fare impresa in modo virtuoso e solidaleE ancora una battaglia da vincere: imporre al costruttore Mezzaroma di rispettare gli accordi di compensazione, per consegnare i casali ristrutturati entro (e non oltre) il 2016.Le Terre pubbliche in Italia sono molte, e ancora sotto proposta di essere vendute. Gli accordi internazionali, come il T-tip, minacciano la tenuta dell’agricoltura locale. L’agricoltura dei piccoli numeri aspetta di essere riconosciuta come vera identità del paese. Quello della cooperativa Co.r.ag.gio.,non deve e non può essere un caso isolato. Andiamo avanti con le rivendicazioni. Coraggio! Fuori dal seminato …

http://comune-info.net/2014/11/gli-asini-volano-borghetto-san-carlo/

Scuola a luci rosse ad Arezzo, insegnanti organizzavano gite di sesso con gli studenti


Scuola superiore a luci rosse ad Arezzo: due professoresse beccate a fare sesso con gli studenti. Lo scandalo è stato scoperto dagli investigatori privati assoldati dal marito di una delle insegnanti. 
La notizia è riportata dalla cronaca locale della «Nazione». Sembra di stare dentro una sexy-commedia di genere di quelle che andavano di moda fra gli anni settanta e ottanta, con le attrice bellone, come Edwige Fenech e Gloria Guida, e l'immancabile Pierino di Alvaro Vitali. Ma è tutto vero.

La vicenda è stata scoperta da un'agenzia investigativa privata, messa in moto dal marito di una delle prof. «Mia moglie è diventata assente, non so cosa le stia succedendo», aveva confessato l'uomo. Lo hanno capito gli investigatori privati dopo qualche appostamento. Due insegnanti dell'ultimo anno avevano allestito una tresca in grande stile con gli studenti. Avevano persino affittato un casale in aperta campagna che era il teatro degli incontri proibiti. Quando la giornata era quella buona, bastava un sms in codice: «Oggi gita in campagna». Chi doveva capire capiva e il pomeriggio veniva dedicato al ripasso delle lezioni. Solo che non erano lezioni di latino ma un pochino più spinte. Scoperto il tutto, agli investigatori dell'agenzia si è posto il problema di come informare il marito dello strano vizietto della sua signora. Si è optato per la consulenza di uno psicologo che ha assistito gli 007 al momento di spiegare tutto a chi lo aveva ingaggiato.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/arezzo_insegnanti_sesso_studenti_investigatori/notizie/998802.shtml

giovedì 6 novembre 2014

VIALE MAZZINI SPENNATA DA BENIGNI! IL COMICO INCASSA DAALLA RAI 2,4 MILIONI PER “I DIECI COMANDAMENTI” E POI CHIEDE UN ALTRO MILIONE E 600 MILA PER UN PACCHETTO DI SECONDE SERATE (MA LE VUOLE SENZA SPOT)

E Gubitosi sta trattando anche con Andrea Bocelli per il concerto evento per l’inaugurazione dell’Expo: il concerto oscillerebbe tra i 3 e i 3,5 milioni - Nella squadra degli operatori che è riuscita nell’impresa di mandare in onda Ballarò, nonostante lo sciopero dei cameramen del sindacato Snater, c’erano ben due vicedirettori di rete…

Marco Castoro per la Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

rai logoRAI LOGO
Roberto Benigni costerà 4 milioni alla Rai. Oltre alle due puntate dei Dieci Comandamenti, il comico toscano e il suo agente Lucio Presta stanno trattando con i vertici di Viale Mazzini per realizzare alcune seconde serate. Tra le richieste dello staff del comico toscano ci sarebbe anche il periodo della messa in onda (non compreso in quello di garanzia) e l’assenza di break pubblicitari all’interno dello show. Il secondo pacchetto costerebbe un milione e 600 mila euro che sommati ai 2 milioni e 400 mila per i Dieci comandamenti fanno 4 milioni tondi tondi.

BOCELLI PER L’EXPO
Il dg Gubitosi e la struttura Rai Expo stanno trattando anche con Andrea Bocelli per il concerto evento da realizzare per l’inaugurazione della Fiera internazionale in programma dal primo maggio al 30 ottobre del 2015. Il costo del concerto oscillerebbe tra i 3 e i 3,5 milioni. Ma in questa occasione i soldi non li metterà la Rai, bensì gli organizzatori della kermesse. Qualche problema, tuttavia, è sorto perché Bocelli sembra intenzionato a chiedere che la produzione venga affidata a Presta. Ovviamente l’agente sarebbe ben felice di prendersi anche questo evento.
  
Luigi GubitosiLUIGI GUBITOSI
VICEDIRETTORI OPERATORI
Altro che crumiri! Nella squadra degli operatori che è riuscita nell’impresa di mandare in onda Ballarò, nonostante lo sciopero dei cameramen del sindacato Snater, c’erano ben due vicedirettori di rete, uno di Raidue (Massimo Lavatore secondo Tv Zoom) e l’altro di Raitre più un operatore iscritto a un altro sindacato. In Rai ormai bisogna essere pronti a tutto. Anche alle prove di forza aziendali.

BALLARÒ NON DECOLLA
roberto benigniROBERTO BENIGNI
Renzi o non Renzi il pubblico che segue i talk del martedì sera è sempre il 10% di share, all’incirca due milioni e mezzo di telespettatori (meno della metà di coloro che hanno visto la fiction Questo nostro Amore 70 con Anna Valle e Neri Marcorè su Raiuno). Ballarò di Massimo Giannini, nonostante lo scalpitante Renato Brunetta tra gli ospiti e l’intervista seduta al premier Renzi, non ha fatto registrare nessun picco particolare di ascolti: un milione 557 mila spettatori con il 6,76% di share, mentre su La7 DiMartedì con Giovanni Floris è stato visto da 910 mila spettatori (3,84%).
ANDREA BOCELLIANDREA BOCELLI

SENZA FEDE
Si è definitivamente chiuso il rapporto di collaborazione tra Emilio Fede e Mediaset. Il contratto di consulenza che scadeva a giugno 2015 è stato rescisso in data 31 ottobre 2014, in seguito a una delibera del cda di Rti.

ISOLA DI SFIGATI
Continuano a rimbalzare i nomi contattati dagli organizzatori di Magnolia e Mediaset per partecipare all’Isola dei Famosi, in programma a gennaio su Canale 5. Ogni nome di vip che spunta dura solo poche ore. Poi arriva la smentita del diretto interessato o di chi per lui. L’ultimo è stato Alì Agca. Ma tutto serve per fare brodo e tenere in caldo l’appuntamento. Poche le certezze finora. Alessia Marcuzzi conduttrice è la prima. La seconda riguarda Alfonso Signorini come opinionista principe. La terza riguarda il “no grazie” di Irene Pivetti. Per tutti gli altri, a cominciare da Tomba, siamo fermi alle voci.
massimo giannini -ballaroMASSIMO GIANNINI -BALLARO

mercoledì 5 novembre 2014

SCUOLA MONDOLANDIA, QUEI CONTATORI VANNO COPERTI

Il muro esterno della scuola comunale è in pessime condizioni. Avvertito l’Assessore Mastrangeli.
Ancora degrado in quel di via della Tenuta, zona Torrenova. Il muro esterno della Mondolandia, scuola comunale dell’infanzia al civico 134, versa in stato di fatiscenza. La prima a segnalare il fatto è stata Luana Di Benedetto – Presidente Inquilini Case ISVEUR Tor Vergata – tramite un video pubblicato su Facebook. Dichiara: “Passo spesso davanti a questa materna, non ho potuto fare altro che notare tutti i contatori rimasti scoperti. Qui ci vanno bambini piccolissimi, cosa accadrebbe se uno di essi ci mettesse dentro la testa o la mano? È una situazione pericolosa, e per il Municipio è tutto ok”.
Tralasciando per una volta le scritte sui muri e l’immondizia abbandonata sul marciapiede (triste routine della nostra periferia), non possiamo non sottolineare le nicchie dei contatori completamente scoperchiate, situate ad un’altezza facilmente raggiungibile dai bambini. Abbiamo contattato funzionari e collaboratori della scuola, i quali hanno commentato: “Questa è una scuola comunale, dunque possiamo segnalare il disagio al Municipio. E lo faremo”. Raggiunto telefonicamente, l’Assessore ai Lavori Pubblici del VI Mastrangeli ha dichiarato di non essere a conoscenza delle suddette criticità. La Fiera ha segnalato il pericolo mostrando all’Assessore le foto del degrado. Vedremo quanto occorrerà per la messa in sicurezza.


Alessandro in Lotta

Alessandro Verga

https://www.facebook.com/pages/Alessandro-in-Lotta/259125420891283?fref=ts

Coca Cola Life? Una trovata commerciale

È davvero sano come sembra il nuovo prodotto di Coca Cola


Coca Cola Life? ‘Una trovata commerciale’

La nuova Coca Cola Life è dolcificata con un misto di zucchero ed estratto di foglie di stevia, un dolcificante naturale che è 200-300 volte più dolce dello zucchero da tavola. La stevia è stata utilizzata per secoli tra gli indiani Guarani in Paraguay e ora viene sempre più utilizzata anche da grandi aziende alimentari come Coca-Cola e Danone. Quello che tutti non sanno è che una lattina di Coca Cola life contiene 89 calorie, mentre una lattina di Coca Cola classica 139. In un primo momento Coca Cola aveva risolto il problema delle calorie dolcificando la Coca Cola Zero e la Coca Cola Light, che hanno entrambe una caloria, con l’aspartame, ma ora sta crescendo la domanda per prodotti naturali e l’azienda si è dovuta inventare un nuovo prodotto.

Coca Cola Life? ‘Una trovata commerciale’

La lattina di Coca Cola Life è verde, come se fosse un prodotto sano, che porta benefici al nostro organismo, ma alcuni esperti hanno fatto notare come questa sia più che altro una ‘trovata commerciale’. Sandra Jones, professoressa dell’Australian Catholic University, ha spiegato che “mentre la stevia è non causa danni, i nutrizionisti hanno notato che semplicemente rimuovendo lo zucchero è rimpiazzandolo con la stevia non rende sana una bevanda o un alimento“. Infatti, ha continuato Jones, “Coca Cola Life contiene sempre coloranti, caffeina, acido fosforico e il 19% della quantità di zucchero giornaliera raccomandata. Infatti una Coca Cola con poche calorie in meno può essere parte del problema piuttosto che la risposta a come ridurre il girovita. La gente tende a consumare maggiori quantità di cibi che credono siano sani, e vedendo i cibi pubblicizzati come sani porta le persone ad assumere più calorie“. Il colore verde e la parola “Life” sono associati al benessere e sarebbe questo il motivo per cui l’azienda ha deciso di allontanarsi dall’iconico colore rosso per la nuova lattina: “Uno studio europeo ha rilevato che la gente beve meno bibite se sono contenute in una tazza rossa e di più se contenute in una tazza blu. A livello del subconscio il colore rosso opera come un segnale di stop”.
Coca Cola ha sottoscritto negli Stati Uniti il Government’s Responsibility Deal, con cui le industrie alimentari firmatarie si sono impegnate a promuovere una dieta più sana e attuare dei cambiamenti ai propri prodotti. Perciò l’azienda produttrice della bibita più famosa al mondo ridurrà del 5% la media delle calorie per litro entro la fine del 2014. Ma la professoressa Jones è scettica sul fatto che il lancio di Coca Cola Life sia coerente con la promessa di promuovere stili di vita più sani: “Alla fine la maggior parte di queste decisioni sono prese per aumentare il benessere dei profitti delle aziende piuttosto che il benessere dei loro consumatori. Uno sguardo ai risultati finanziari di Coca Cola mostra che i profitti derivanti dalle bibite gassate sta calando e le vendite di bibite più ‘sane’ stanno aumentando“, ha detto la ricercatrice.
lafucina.it
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http://www.lafucina.it/2014/11/05/coca-cola-life-trovata-commerciale/

1. L’AMORE DEI RUSSI PER PUTIN ORMAI VA OLTRE LA PROPAGANDA: A MOSCA UNA MOSTRA DI VIGNETTE SATIRICHE DOVE IL POTERE NON VIENE SBEFFEGGIATO, MA CELEBRATO! - 2. CENTO OPERE RACCOLTE DALLA “GIOVANE GUARDIA”, L’ALA GIOVANILE DEL PARTITO DI GOVERNO, TUTTE IN GLORIA DELLO ZAR E IN ONTA DI OBAMA E DELL’INFIDO OCCIDENTE - 3. SI VEDE PUTIN IN VERSIONE “MASTRO LINDO” CHE “RIPULISCE IL MONDO”, E SU UN CARRARMATO CHE TRAVOLGE OBAMA E POROSHENKO VESTITI COME POVERELLE UCRAINE - 4. BARACK VIENE SCULACCIATO, DORME MENTRE VLADIMIR SI FA UN SELFIE ALLA CASA BIANCA, È A CAVALLO DI UN ASINO, HA LA SPADA LASER AMMOSCIATA, È IL BURATTINAIO DELLA MERKEL - 5. GIURANO GLI ILLUSTRATORI: “NESSUNO CI COMMISSIONA QUESTI LAVORI. È QUELLO CHE PENSANO I RUSSI. GLI EVENTI IN UCRAINA E CRIMEA, E LE SANZIONI HANNO UNITO IL POPOLO” -



super vladimirSUPER VLADIMIR

putin selfie obamaPUTIN SELFIE OBAMA

Le vignette di satira politica sono in genere caricature spesso grottesche di chi è al potere, ma questo non rientrava nei piani della Giovane Guardia, l'ala giovanile del partito al governo (Russia Unita). La mostra "Nessun filtro", una mostra-flash durata solo un giorno a Mosca, era tappezzata di immagini patriottiche dedicate al presidente Vladimir Putin.

Le vignette non lesinano né in amore per Putin o in antagonismo verso gli Stati Uniti.
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Un enorme dipinto dello studio Attack è la prima opera che si vede quando si entra, ed è la raffigurazione di Putin con occhiali da sole scuri, un’immagine più da eroe d'azione o rock star che da presidente.

"[Questa mostra] dimostra che siamo orgogliosi del nostro presidente, fieri del nostro paese", ha detto Oksana Tkachyova, capo dell’ufficio stampa della Giovane Guardia, al “Moscow Times”.

putin getta una ciambella a poroshenko obama un mattonePUTIN GETTA UNA CIAMBELLA A POROSHENKO OBAMA UN MATTONE
L’esposizione gratuita, presso il centro di arte e design Flacon, comprendeva più di 100 illustrazioni e dipinti di artisti, alcuni dei quali avevano già guadagnato grande popolarità dopo essere diventati virali su Internet.

Uno degli artisti in mostra era l’illustratore Vitaly Podvitsky, che lavora anche per l’agenzia di stampa statale Rossiya Segodnya. "Prima, [il presidente] non mi interessava. Anche ora non sono veramente interessato alla politica, ma questi eventi [in Ucraina e Crimea] erano così importanti che mi hanno suscitato una reazione, un'emozione".

putin con negli occhi la bandiera americana che bruciaPUTIN CON NEGLI OCCHI LA BANDIERA AMERICANA CHE BRUCIA
Una delle caricature di Podvitsky mostra una mappa di Nord Africa, Medio Oriente ed Europa. In Europa occidentale c’è caos, l’Africa è dilaniata dall’Ebola, e l'estremismo islamico dilaga in Medio Oriente. In Russia, un gatto si siede calmo, contento e sicuro di sé, mentre tutto intorno c’è il delirio.

Podvitsky vuole rispondere a chi pensa che la vita in Russia sia difficile e che le persone siano infelici. I Russi stanno abbastanza bene, ha detto. "Ma voleva essere uno scherzo", ha aggiunto in fretta. "Quella è la più grottesca."

In effetti, le sue altre illustrazioni sono meno conflittuali. Una mostra un paio di mani in possesso di un piccolo fiore dipinto con i colori della bandiera russa con la didascalia, "Ama la tua bandiera."
putin come un jedi contro obama darth vader con la spada laser ammosciataPUTIN COME UN JEDI CONTRO OBAMA DARTH VADER CON LA SPADA LASER AMMOSCIATA

La mostra sin inserisce perfettamente nell’ondata di fervore patriottico che ha colpito il paese da quando la Russia ha annesso la Crimea, e l'Occidente ha imposto sanzioni per il ruolo della Russia nel conflitto Ucraina.

Una pubblicità-parodia vede Putin in stile “Mastro Lindo”, in grado di ripulire il mondo "due volte più velocemente."

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La popolarità del presidente è ormai alle stelle, e sono nate una serie di iniziative per mostrare il sostegno per lui e le politiche della Russia, come il negozio che ha aperto nel centro di Mosca che vende T-shirt con immagini di Putin.

La mostra è il primo passo per decidere a chi andrà il “premio speciale della Giovane Guardia” per i migliori artisti e caricaturisti online, dicono gli organizzatori.

Podvitsky sostiene che il suo obiettivo era quello di produrre illustrazioni utili alla "gente comune", che cercano immagini che rispecchiano la loro percezione della Russia. Sulla base delle reazioni positive che ha ricevuto, alla gente sembra piacere. "Vedono [le mie illurstrazioni] e dicono 'Sì, è quello che penso anche io.'"

"Tutto ciò che vedi, tutto quello che disegno, rappresenta quello che penso davvero. Nessuno ha commissionato questo lavoro", ha detto. "[Nei miei fumetti] c'è il grottesco, l'ironia, l'umorismo, ma nessuna menzogna. E’ quello che pensa e disegnerebbe qualunque russo”
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Molti altri si concentrano sulla denigrazione degli Stati Uniti e del suo presidente, Barack Obama, alla mostra.

In una vignetta c’e Putin che estrae una spada dietro Obama mentre sta facendo un discorso. Il naso di Obama è lungo e di legno, con una foglia che ci cresce sopra, come Pinocchio.

Poi si passa a Putin che lotta con uno scheletro che indossa la bandiera degli Stati Uniti.
mister putin puo pulire il mondo due volte piu velocementeMISTER PUTIN PUO PULIRE IL MONDO DUE VOLTE PIU VELOCEMENTE
Un po' meno aggressiva è l’immagine di Putin che si scatta un selfie nello Studio Ovale della Casa Bianca mentre Obama fa un pisolino alla sua scrivania.

Non molti sapevano della mostra, ed essendo durata un giorno solo, non ha visto una grande affluenza. Ma ai pochi che sono andati, è piaciuta molto. "E tutto molto creativo," ha detto Alexander Musheron, uno studente di ingegneria. "Tutti [le opere] sono così diverse tra loro."
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La Giovane Guardia ha fatto sapere di essere stati invitati a portare la mostra in tutta la Russia, da Khabarovsk nell’estremo oriente sovietico, fino alla Crimea.
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Beverly Blossom, Solo Dancer With a ‘Voice,’ Dies at 88


Beverly Blossom in 2005.CreditMiichael Lopez for The New York Times

Beverly Blossom, a modern-dance choreographer and teacher and a daring, vividly imaginative solo performer, died on Saturday in Chicago. She was 88.
Her son and only immediate survivor, Michael Blossom, said the cause was cancer. Ms. Blossom, who lived in Chicago, died at Northwestern Memorial Hospital, he said.
Ms. Blossom was best known later in her career, from the 1980s on, as one of the most distinguished — and zaniest — solo performers in modern dance. She had only to walk quietly onto a stage, statuesque and slightly quizzical, and disparate worlds would be evoked, bursting into the light.
Her dances were set to a broad variety of scores, from Bach to 1930s cartoon music to familiar popular songs of the time, including “The Way We Were.” Simple props figured in her dances, most memorably a battered black top hat. In a signature solo piece,“Dad’s Ties” (1983), she mourned her father’s death, with neckties swinging madly under her voluminous black skirt. She was vivid onstage: bright red dyed hair set off by the “shabby black” she favored, a coinage that became the title of one of her dance programs. In her later years, the magnificent ruin of her face mirrored the tragicomic quality of many of her dances, which seemed to ravel and unravel simultaneously.
“I always have to tell the hairdresser that I want to look like Bozo the Clown,” Ms. Blossom said of her hair in a 1999 interview with The New York Times. She aimed at a “wrecked look,” she said, in off-the-rack costumes that were peculiar but somehow stylish.
“I just bought something the other day that looks like a catastrophe,” she continued. “A green shawl, like moss. I don’t like ‘pretty’ very much.”
In her “Besame Mucho” (1987), another signature piece, inspired costuming by Richard Hornung helped her become, interchangeably, an uncertain old gigolo and his aging, slightly dopey female partner as they danced a fervent tango.
Ms. Blossom also created works for other dancers, among them a young company that included her students at the University of Illinois at Champaign-Urbana, where she taught from 1966 to 1990 and returned late in life to become professor emeritus of dance. Her students included Meredith Monk and the New York choreographer Henning Rübsam.
Ms. Blossom’s haunting “Poem for the Theater No. 6,” a solo she performed live with a subtle integration of her filmed image, came out of the innovative multimedia explorations that thrived in the East Village in the 1960s. She created the piece as a participant in the Filmstage theater, founded by the actor and poet Roberts Blossom, to whom she was married from 1967 to 1970. She was born Beverly Schmidt in Chicago on Aug. 28, 1926, to Theodore and Florence Schmidt. Her father was a dentist, her mother a homemaker. She received a bachelor’s degree in liberal arts from Roosevelt University in Chicago in 1950 and a master’s in dance from Sarah Lawrence College in 1953. Her teachers included Mary Wigman, the German expressionist modern-dance choreographer and performer.
She settled in New York City, where from 1953 to 1963 she was a principal dancer with the Nikolais Dance Theater, becoming one of several intensely individual dancer-choreographers in the lineage of the dancer and choreographer Alwin Nikolais and his longtime creative partner, Murray Louis. (“Shards,” a 1993 tribute to Nikolais, who died that year, was a solo of dark pathos that ended with Ms. Blossom hailing a cab: Life moves on.) In 1957, as a Fulbright scholar, she studied with Wigman in Germany and was strongly influenced by the work of Bertolt Brecht. She began to choreograph in the 1960s and in 1990 came back to New York, where she became an underground favorite. She received a Bessie Award for sustained achievement in 1993.
Ms. Blossom returned to Chicago in 2001 and continued to teach and choreograph. Her last performance, in 2010, was part of a Nikolais tribute at Hunter College in Manhattan.
In her 1999 Times interview, Ms. Blossom was asked what made a good solo performer. “You can’t be a blank-minded ingénue,” she replied. “There must be a dance persona that is rich, that has layers of interest. A soloist has to have a ‘voice,’ the way a singer does. And it has to do with — not exactly beauty, but something that consumes the whole space. A good soloist has to know the tricks of the trade too. How loud to sing.”

http://www.nytimes.com/2014/11/04/arts/dance/beverly-blossom-solo-dancer-with-a-voice-dies-at-88.html?_r=0

Pino Palmieri, sindaco di Roscigno: “Non celebrerò mai unioni civili contro natura”

"Voglio difendere i principi della famiglia tradizionale come istituzione".
Pino Plamieri, sindaco di Roscigno: "Non celebrerò mai unioni civili contro natura"-Redazione- "Sono a disposizione per matrimoni civili tradizionali e non contro natura".
Questa la frase postata su Facebook da Pino Palmieri, primo cittadino di Roscigno, provincia di Salerno, ex consigliere regionale del Lazio, che si schiera a favore della famiglia tradizionale, annunciando di non essere disposto a celebrare unioni omosessuali nel proprio comune.
Una frase che non ha tardato a fare il giro del web con commenti fortemente sdegnati, come ad esempio: "Contro natura?!? Ecco perché il SUD Italia rimarrà SEMPRE chiuso di mente ed indietro! Il rispetto e la tolleranza non costano NIENTE!!! Che vergogna!!!"
Ma c'è anche qualche utente d'accordo con le parole scritte dal sindaco: "Bravo Pino. Il matrimonio è da che l’uomo esiste unione di uomo e donna. E così deve rimanere. Andare contro natura per stupidità e falso buonismo distrugge le fondamenta della società".
Il sindaco ha poi dichiarato a Il Mattino: "Non mi sento di aver mancato di rispetto a nessuno, ma non possiamo far venire meno i valori della famiglia tradizionale. Io difendo questi principi come primo cittadino. Il fine del matrimonio è la procreazione, avere figli, creare la famiglia. Per me la famiglia è uomo, donna, figli. Non condanno o giudico i costumi degli altri, se persone dello stesso sesso vogliono unirsi sono liberi di farlo, ma per me la loro unione non è la famiglia".

http://www.articolotre.com/2014/11/pino-palmieri-sindaco-di-roscigno-non-celebrero-mai-unioni-civili-contro-natura/