domenica 14 dicembre 2014

VANESSA BEECROFT TORNA SUL LUOGO DOVE TUTTO INIZIO’: MILANO – “SONO MOLTO CONSERVATRICE E L’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA, SPECIALMENTE IN ITALIA, NON MI SEMBRA GRANCHÉ. HO INTRAVISTO LA ZONA INTORNO ALLA STAZIONE GARIBALDI E LA TROVO PIUTTOSTO DEPRIMENTE”

Il suo progetto per il Padiglione Italia a Expo 2015 “non sarà necessariamente legato al tema del cibo. L’evento dura sei mesi, dovrò pensare a qualcosa di meno effimero, ma con brani di performance. Esporre in un contesto diverso da musei o gallerie è challenging. Una sfida”…


Maria Egizia Fiaschetti per corriere.it

(foto Nicola Marfisi)
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Una silfide in camicia bianca e tailleur pantalone nero. Eleganza boysh, maschile, in stile Saint Laurent. Vanessa Beecroft - genovese, classe 1969 - artista italiana tra le più conosciute sulla scena internazionale, martedì era a Milano per il Premio Furla. Un ritorno da madrina, undici anni dopo la sua prima performance, VB1. 

Le mancava lo shopping milanese? 
«Mi hanno perso la valigia e sono dovuta correre a comprare qualcosa. Passeggiando nel Quadrilatero, ho notato che le scelte dell’abbigliamento sono eleganti, sofisticate, con un gusto intellettuale alla Belle de jour (dal film di Buñuel del ‘67, protagonista Catherine Deneuve, ndr): in confronto, Rodeo Drive a Los Angeles è tacky (volgare)». 
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Milano città della moda. L’estetica, il grande spettacolo urbano l’hanno influenzata? 
«Da ragazzina strappavo le pagine di “Vogue” con le foto di icone storiche come Twiggy, ma la moda non è mai stata in cima ai miei interessi. L’ho incontrata più tardi (un caso che a organizzare la sua cerimonia di nozze con il primo marito, Greg Durkin, a Portofino sia stata proprio Franca Sozzani, direttrice della rivista? )». 

Infanzia a Malcesine, un piccolo paese sul lago di Garda, e liceo artistico a Genova: come è stato l’impatto con Milano? 
«Avevo in testa la Milano di Antonioni, grigia, nebbiosa. Una città industriale, antimonumentale. Mi incuriosivano la società e la classe operaia, l’eco di Manzoni e Fontana. Quegli anni sono stati malinconici e deprimenti. La solitudine, in compenso, favoriva la concentrazione». 
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Dove abitava? 
«Dopo due mesi come ragazza alla pari, mi sono trasferita dai nipoti di Palmiro Togliatti in piazza Po, in una casa con giardino di inizio Novecento. All’epoca ero una fervente leninista e mi affascinavano l’atmosfera, i testi sugli scaffali della libreria. Sono rimasta poco, ho sempre avuto difficoltà a condividere gli spazi, così mio nonno comprò un bilocale in via Farini, appartenuto a Getulio Alviani. È ancora di mia proprietà, ma in stato di totale abbandono». 
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Che ricordi ha dell’Accademia di Brera?
«Sono stati anni molto formativi, frequentavo spesso il cinema in via De Amicis e la Statale. Seguivo le lezioni di personaggi storici come Francesco Leonetti, amico di Pasolini, Francesco Ballo, Mario Airò... Non c’erano studi, eravamo ammassati nei corridoi o nelle aule, tutto molto old style, all’antica». 

Un ambiente rarefatto, fuori dal tempo. 
«Il palazzo era splendido, con la statua di Napoleone nel cortile, ma le stanze erano buie e l’arte contemporanea praticamente assente». 

La prima performance? 
«Giacinto Di Pietrantonio, che teneva una corso di critica d’arte, e Laura Cherubini mi invitarono a esporre alla galleria di Luciano Inga Pin. Non avevo nessun lavoro, solo dei disegni, così decisi di raggruppare le ragazze dell’Accademia in quella che sarebbe stata VB1 (la numero 8, l’anno dopo, sarà al PS1 di New York, “In una reazione a catena fuori dal mio controllo”)». 
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Dagli anni di Brera, come ha visto cambiare Milano? 
«Passo ogni tanto, per occasioni di lavoro o quando sono in vacanza. L’ultima volta è stata nel 2011, per una mostra da Lia Rumma. So che Milano è molto rispettata dai giovani artisti, tra cui anche mio marito, Federico Spadoni. Mi dicono sia in continuo fermento: nuovi spazi espositivi, giovani galleristi, riviste come “Kaleisoscope” e “Mousse”». 

Le piace il nuovo skyline? 
«Sono molto conservatrice e l’architettura contemporanea, specialmente in Italia, non mi sembra granché. Ho intravisto la zona intorno alla stazione Garibaldi e la trovo piuttosto deprimente». 
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I suoi luoghi del cuore? 
«Alloggio sempre alla locanda Solferino. Brera è ancora intima, ha mantenuto la sua autenticità. È la zona che ho frequentato di più e in cui mi sento meglio. Amo molto anche Villa Reale e i giardini di via Palestro». 

Il suo progetto per il Padiglione Italia a Expo 2015? 
«Non sarà necessariamente legato al tema del cibo». 

Una performance? 
«L’evento dura sei mesi, dovrò pensare a qualcosa di meno effimero, ma con brani di performance. Sono onorata dell’invito di Marco Balich, esporre in un contesto diverso da musei o gallerie è challenging. Una sfida».
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giovedì 11 dicembre 2014

CHI FA DAVVERO LE SCENE DI NUDO A HOLLYWOOD? DA “PRETTY WOMAN” A “FIGHT CLUB” TUTTI USANO LE CONTROFIGURE - LE PARTI INTIME SI NOLEGGIANO PRESSO LE AGENZIE: PUOI SCEGLIERE SCHIENE, MANI, TETTE E CULI - - - -

Quanto costa un professionista del culo? 500 dollari per otto ore di lavoro, con extra se le chiappe sono nude. Esiste un tariffario sulla “Actors Guild guidelines”: una controfigura totale prende 795 dollari a turno. Poi ci sono le eccezioni come Anita Hart, modella di lingerie che ha prestato il suo talento a Pamela Anderson e Brooke Shields... -




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Sono tante le star che vogliono il corpo di Laura Grady, modella, ballerina, attrice e controfigura, tra le altre, per Helena Bonham Carter, Robin Wright, Patricia Arquette, Marisa Tomei. In genere viene convocata per le scene di sesso o di nudo, sempre ingaggiata con l’approvazione dell’attrice principale. Facile quando si tratta solo di far cadere a terra un asciugamano in “L'altra faccia di Beverly Hills”, al posto della Tomei. Non sempre è così. La sua scena preferita, e anche la più intricata della sua carriera, è quella di “Fight Club”, due settimane sul set col regista David Fincher solo per quella: «Anche Brad Pitt purtroppo aveva la controfigura. Il vero Pitt e Helena Bonham giravano in altri momenti, e poi i corpi venivano scambiati. E’ stato parecchio hard-core. Fincher è un genio, voleva che coreografassimo il sesso, come fosse una danza. Ci mise uno sull’altro e ci disse: «Siete nella melassa, siete nell’acqua che scorre”. E nel film sembra proprio così». Per la scena tra Tyler e Marla è stata usata la tecnica ‘bullet-time’ di “Matrix”.
scena sesso fight clubSCENA SESSO FIGHT CLUB

Nel 2000 Laura Grady ha sostituito Piper Perabo in “Le ragazze del Coyote Ugly”, ma l’attore principale, Adam Garcia, non aveva controfigura e ha dovuto superare qualche timidezza. Spiega l’attrice: «E’ strano, quando lavoro con miei colleghi, nelle scene di sesso si ride e si scherza. Quando si tratta del vero attore, c’è sempre imbarazzo da parte sua». Ha girato di nuovo nuda in “Supernova”, al posto di Robin Tunney, in “Human Nature” di Michel Gondry al posto di Patricia Arquette. In “State of Play” ha doppiato le nudità di Robin Wright con Russell Crowe, ma poi l’attrice vera ha deciso di usare il proprio corpo: «Può succedere che d’improvviso la protagonista si senta a proprio agio nel denudarsi. Chi non lo farebbe se ha una scena con Russell Crowe?»
fight clubFIGHT CLUB

Le esperienze non sono tutte positive. In un film di cui non fa il nome si è ritrovata con una controfigura maschile che faceva sul serio: «Non recitava, esigeva sesso vero e mi fece male. Accade nei film a basso budget, in quelli ad alto budget invece ti trattano da regina».

Già su “Slate” si era parlato di “noleggio parti” ad Hollywood. Ci sono agenzie che prestano schiene, mani, piedi, seni, e derrière. Quanto costa un professionista del culo? Circa 500 dollari per otto ore di lavoro, con extra se le chiappe sono nude. Esiste un tariffario sulla “Actors Guild guidelines”: una controfigura totale prende 795 dollari a turno. Poi ci sono le eccezioni come il culo di Anita Hart, modella di lingerie che ha prestato il suo talento ai deretani di Elizabeth Hurley, Pamela Anderson, Brooke Shields e Cindy Crawford. Lei si fa pagare di più.
fight club di david ficherFIGHT CLUB DI DAVID FICHER

Spesso sono i produttori a decidere. Noleggiano le controfigure per risparmiare i soldi dell’assicurazione sugli attori protagonisti. Agenzie come “bodypartsmodels.com” hanno a disposizione tutte le categorie, divise per età e misura, tipo e colore di pelle. Gli attori scelgono la controfigura attraverso le foto, tranne Keira Knightley, che per la sua scena di lap dance in “Domino”, ha voluto toccare di persona una serie di culi, per poi scegliere il migliore che la rappresentasse.

Come la Grady, ce ne sono moltissime. Shelley Michelle ha doppiato Madonna, Kim Basinger, Sandra Bullock e Julia Roberts in “Pretty Woman”. Julie Strain ha doppiato Geena Davis a letto con Pitt in “Thema & Louise”.
controfigura cameron diazCONTROFIGURA CAMERON DIAZ
LE PIU\' HOT DELL\'INGHILTERRA- KEIRA KNIGHTLEYLE PIU\' HOT DELL\'INGHILTERRA- KEIRA KNIGHTLEY
elvira friis fa charlotte gainsbourg in nymphomaniacELVIRA FRIIS FA CHARLOTTE GAINSBOURG IN NYMPHOMANIAC


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mercoledì 10 dicembre 2014

DOMANDE ABUSIVE – PAOLA PEREGO, ELEONORA DANIELE, ILARIA CUCCHI, FABIO VOLO E BARBARA DE ROSSI – NON C’È SOLO BARBARA D’URSO A FARE INTERVISTE IN TV SENZA IL TESSERINO DA GIORNALISTA – E ORA L’ORDINE CHE FARÀ? LI INQUISIRÀ TUTTI QUANTI?

Quante Barbare D'Urso ci sono in giro? Quante o quanti protagonisti di «giornalismo abusivo» popolano i palinsesti televisivi? Quante autrici e quanti autori di interviste, pongono liberamente domande nelle trasmissioni del mattino, del pomeriggio e della notte delle italiche televisioni?....

Maurizio Caverzan per "il Giornale"
PAOLA PEREGO SCIPPA LOSPITA IN DIRETTA A BARBARA DURSOPAOLA PEREGO SCIPPA LOSPITA IN DIRETTA A BARBARA DURSO

Quante Barbare D'Urso ci sono in giro? Quante o quanti protagonisti di «giornalismo abusivo» popolano i palinsesti televisivi? Quante autrici e quanti autori di interviste, «un'attività individuata come specifica della professione giornalistica» (parola di Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine dei giornalisti), pongono liberamente domande nelle trasmissioni del mattino, del pomeriggio e della notte delle italiche televisioni? Mai più. Questa libertà inaudita deve cessare, ha intimato il primo rappresentante dei giornalisti.
paola perego con l herpesPAOLA PEREGO CON L HERPES

«Basta soubrette, ora le denunciamo», ha postato su Facebook in tono vagamente spregiativo. Secondo il vocabolario Treccani, soubrette è termine francese che indica la «servetta brillante in commedia» e, nel linguaggio televisivo, la «prima attrice, ballerina e cantante di uno spettacolo di varietà». Tutte professioni nelle quali la signora D'Urso non risulta essersi cimentata. Ma tant'è, la caccia è iniziata e il già citato autore dell'esposto a carico della conduttrice di Domenica Live presso le procure di Roma e Milano, nonché l'Agcom, il Garante per la protezione dei dati personali e il Comitato media e minori, avrà il suo bel da fare per non agire, come assicura, solo nei suoi confronti.
eleonora danieleELEONORA DANIELE

«Barbara D'Urso la capisco benissimo, anch'io in passato sono stata crocifissa dai giornalisti», ha detto ieri Mara Venier, già titolare di Domenica In e bersaglio dell'inquisizione dell'Ordine quando intervistava i politici. Nel caso della D'Urso, invece, il bersaglio è la tv del dolore e la sua intervista a un amico di Elena Ceste.

Tuttavia, un qualche sentore di essersi infilato in un tortuoso labirinto, forse Iacopino comincia ad averlo. «Arrivano già le prime segnalazioni e ci vuole il tempo per verificarle», reclama pazienza. Ma, siate fiduciosi, presto la scure del Gran Custode del Giornalismo si abbatterà su mezza tivù italiana facendo piazza pulita di tutti gli intervistatori abusivi. Che, stando al suo inflessibile metro, non dovrebbero mancare.
barbara dursoBARBARA DURSO

Che dire, per esempio, di Paola Perego, concorrente proprio della D'Urso sul primo canale Rai con Domenica In? O di Eleonora Daniele, conduttrice sempre sull'ammiraglia pubblica di Storie vere che tutte le mattine indaga tra cronaca nera e delitti di famiglia? E ancora, restando alle Questioni di famiglia, programma appena partito su Raitre, Iacopino riterrà abusiva o no la qualifica di «inviata» attribuita a Ilaria Cucchi (che ha tutta la nostra solidarietà) dagli autori?
mara venierMARA VENIER

E a proposito di inviati, è tutto in regola con Fabio Volo che firma reportage dall'Italia e dall'Europa per conto del pubblicista Fabio Fazio? Infine: il tribunale di Iacopino come considererà le interviste privatissime di Barbara De Rossi in Amore criminale, tutti i lunedì su Raitre? Dite che si salvano perché vogliono denunciare il femminicidio? Obiettivo nobilissimo. Tuttavia, se dobbiamo stare ai titoli professionali, sembra di capire che anche da quelle parti non ci siano iscrizioni all'Albo o patentini di garanzia. Insomma, la lista dei non giornalisti che fanno interviste è lunga e potrebbe continuare con altre «soubrette», presentarici, comici vari. Lungi da noi volerli sanzionare, tutt'altro.
BARBARA DE ROSSIBARBARA DE ROSSI

Chiunque ha diritto alla curiosità e a far domande. Anzi, a volte, l'intermediazione, come si dice con termine di moda, è più efficace quando chi interroga lo fa senza troppe sovrastrutture, come fosse l'uomo della strada. «Tra Barbara D'Urso e l'Ordine dei giornalisti di conio fascistico, mille volte Barbara D'Urso», ha sintetizzato con un tweet la questione Pierluigi Battista. Cioè, mille volte la veracità e il dilettantismo naif della conduttrice rispetto al puntiglio occhiuto e inquisitorio del glorioso OdG.
enzo IACOPINOENZO IACOPINO

giovedì 4 dicembre 2014

CHI FA COPPIA CON IL CALCIATORE DELL’ARSENAL OLIVIER GIROUD? - IN USCITA IL CALENDARIO HOT DI DAYANE MELLO - IL LIBRO DI PLATINETTE - BRITNEY SPEARS IN ARRIVO A MILANO – “MAZZARRA DEL FALLO”

Chi è la signora dei salotti milanesi che “tira pacchi” a più non posso? - La cena di Natale più pazza del mondo: trecento invitati, all'Hotel Principe di Savoia, per Alberto, Paola, Marianna e Federica Neri - Lapsus freudiano di Cristiano Malgioglio al ristorante: "Ma i vostri scampi sono di Mazzara del Fallo?"…


Alberto Dandolo e Ivan Rota  per Dagospia

stefano sala 2STEFANO SALA 2
1) Folla delle grandi occasioni lo scorso fine settimana per la presentazione del nuovo  libro di Platinette “Sei donna?”(EdizioniAnordest). Presentatrice d’eccezione Selvaggia Lucarelli. Il «tomo» è’ un vero e proprio dialogo tra Simone Gerace e Mauro Coruzzi, in arte Platinette, in cui si parla di televisione, di conduttrici televisive e, in generale, del ruolo della donna in tv.

Un excursus da Enza Sampò, la prima donna della tv italiana a non essere identificata come annunciatrice o come valletta, a Silvia Toffanin, regina del sabato pomeriggio in tv. Attraverso le tante figure femminili che hanno occupato i palinsesti televisivi dagli anni ‘50 ad oggi, vengono svelati anche aneddoti e curiosità legati al piccolo schermo.
platinettePLATINETTE

2) Lo stilista Luca Roda neanche lo sapeva: Mick Jagger, durante il tour dei Rolling Stones, ha indossato molti dei suoi abiti. Un vero successo per la sua linea "dandy-chic" amata dalle celebrities. E' per questo che nella sua boutique-ristorante a Londra ora si addensano molti vip, come Kate Moss e Hugh Grant?

3) Il casting per “l'Isola dei Famosi” continua a tutto spiano. Una (quasi) nuova certezza: il modello e imprenditore Davide Farina: quando entra in un locale gli ormoni (di donne e uomini) "svalvolano" per la carica erotica che trasmette. Infiammerà anche l'isola?
olivier giroud nakedOLIVIER GIROUD NAKED

4) Chi fa coppia con il calciatore dell’Arsenal Olivier "dieu du stade" Giroud?

5) Lapsus freudiano di Cristiano Malgioglio al ristorante: "Ma i vostri scampi sono di Mazzara del Fallo?"

6) La coppia più bella di Milano? Quella formata dall'attore Michel Altieri e Pucci.

federica neri e un'amicaFEDERICA NERI E UN'AMICA
7) Britney Spears in arrivo a Milano! Oltre alla svolta fetish, la cantante pop sembra un'altra: il naso è più stretto e il viso è trasformato! Appare dolce come una bambina e allo stesso cazzuta come una diva. Dov'è finita quella bella "patatona" che tanto ci deliziava con i suoi colpi di testa? C' è di mezzo il bisturi?

federica neri e due amiciFEDERICA NERI E DUE AMICI
8) In una sua foto su Twitter sembra abbia un sedere gonfiabile come Kim Kardashian: gli amici dicono sia l'effetto di una nuova linea di pantaloni effetto "push up" che fanno alzare il sedere. Risulta incredibile l'antipatia che suscita su Twitter la giovane cantante. Se poi provate a nominare Gigi D'Alessio, si scatena una valanga di tweet irriferibili.

9) Chi è la signora dei salotti milanesi che “tira pacchi” a più non posso?

enza sampo'2ENZA SAMPO'2
10) "Ballando con le Stelle" le ha portato parecchia fortuna. Ora Dayane Mello diventa regina dei calendari: sono in uscita le sue foto "hot". Sola, senza il compagno comasco, di stanza a Milano, Stefano Sala, con il quale in passato ha posato in molte foto "calde".

dayane melloDAYANE MELLO
11) La cena di Natale più pazza del mondo: quasi trecento invitati, all'Hotel Principe di Savoia, per Alberto, Paola, Marianna e Federica Neri. Luculliani tavoli cosparsi di sushi, cena placée e poi tutto cambia: arrivano animatori di discoteca vestiti da cyborg provenienti da Miami e fantasisti dal Lio di Ibiza. In mezzo a una selva di raggi laser da far impallidire il Pacha, la solitamente silente sala degli specchi è stata trasformata nella sede di un rave...
britney spears 2BRITNEY SPEARS 2

mercoledì 3 dicembre 2014

TINTO MAI STINTO - IL “CINE-COLOGO” TINTO BRASS PUBBLICA UN ROMANZO, “MADAME PIPÌ”, TRATTO DALLE SUE MEMORIE: "MIO PADRE MI MISE IN MANICOMIO PER ABITUARMI ALLA VITA. NON SOPPORTO IL MIX DI EROTISMO E RIFLESSIONE: IL CAZZO NON VUOLE PENSIERI”

“Nei centinaia di tradimenti sono rimasto fedele a mia moglie. Una volta, ebbi un'avventura con un'attrice. La andai a trovare a Torino. Tinta, sapendolo, reagì con un:“io vado a Parigi’’. Dopo tre giorni la raggiunsi a Parigi. Lei quando mi vide telefonò a questa attrice:“Prima ti sei divertita tu, adesso mi diverto io”…


Bruno Giurato per “il Giornale

Tinto BrassTINTO BRASS
Il sigaro, il cappello, gli occhietti. Davanti a tante manifestazioni dell'immaginario pop, che radunano i desideri, i pourparler, fino alle polemiche politiche di tono serio(so), è facile immaginare una figura ispiratrice.

Il totemico sedere di Kim Kardashian sulla copertina di Paper; il twerking di Miley Cyrus sui palchi di mezzo mondo; perfino le gesta di Paola Bacchiddu che mesi or sono espose il lato b per la lista Tsipras, sotto sotto fanno sempre pensare a lui. Il sigaro, il cappello, gli occhietti. Tinto Brass. Lui che aveva previsto-prefigurato-prefilmato tutto. Il lato b. il Sedere. La nuova origine del mondo, slegata dalla naturalità di quella di Courbet. «Anche il seno» racconta Brass «al di là del possibile paragone con Fellini, è collegato con la maternità, ha legami con Freud, eccetera. Il culo, invece, è assolutamente libero, il culo è olio essenziale di erotismo».
corto circuiti erotici tinto brass coverCORTO CIRCUITI EROTICI TINTO BRASS COVER

Ottantuno anni, cinquanta di film. Una prima parte della carriera dedicata al cinema impegnato e una seconda a quello erotico. Tinto Brass torna, ma questa volta con un libro. Madame Pipì (Bompiani, pagg. 140, euro 13) scritto in collaborazione con la sua musa e consigliera, la psicanalista Caterina Varzi. «La storia è diversa dai suoi tipici soggetti erotici» spiega la Varzi. «È più ruvida, più inquietante.

Deriva da un caso di cronaca parigina degli anni 60, che poi è stato ampliato e ripreso. Nel '72 se ne doveva fare anche un film con Macha Méril, ma i produttori non gradivano una vicenda così forte. Mi è capitata sottomano quando, dopo l'emorragia cerebrale del 2010, ho aiutato Tinto a recuperare la memoria. Leggendogli brani del suo archivio». Una madre, custode in una toilette parigina, un figlio con problemi psichiatrici. E uno psichiatra che con la donna intesse una relazione tutta sopraffazione.
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Brass, il tema della follia fa pensare a un legame almeno con altri due suoi film, Dropout (1970) e La Vacanza (1971)...
«Sono sempre rimasto legato a questo tipo di temi. In particolare il bambino con problemi, che cercava una liberazione delle sue condizioni di vita. Solo che in questo caso ho cercato di portare questa storia alle estreme conseguenze».

Ma è un discorso che deriva anche da una sua esperienza personale.
«Da ragazzino sono andato al manicomio a San Clemente, a Venezia. Solo per due o tre giorni. Mio padre mi ci fece chiudere dentro per “abituarmi alla vita”, diciamo così. Era una punizione amichevole, e capisco perché l'ha fatto...

Ha detto «mio padre era un fascista, ma la nostra era una famiglia libertaria». Cosa vuol dire?
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«Era un uomo molto libero dai pregiudizi, molto onesto. Il nostro è stato un conflitto leale. Di reciproco rispetto. Non ho avuto il tempo di spiegargli la mia storia, con tutti i particolari, è morto prima, purtroppo».

Lei è sempre stato uno a cui non piaceva adattarsi. Quando ha fatto In capo al mondo nel '63, dopo i problemi con la censura, ha cambiato il titolo al film in uno ancora più aggressivo: Chi lavora è perduto.
«Sono stato sempre un po' così. E con il tempo ho cercato di trasformare questo mio atteggiamento personale in una posizione politica, di critica alla società. Prima attraverso film politici, poi attraverso l'erotismo»

Però, dopo tanti film che hanno innescato scandalo, ha detto che la vera trasgressione oggi è l'amore...
«Anche la vicenda di Madame Pipì in fondo è una storia d'amore, amore di una madre per un figlio. Ma le dirò, in fondo sono stato un tipo fedele».

ULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO MARIA SCHNEIDERULTIMO TANGO A PARIGI MARLON BRANDO MARIA SCHNEIDER
Fedele?
«Innanzitutto agli amici. I ragazzi veneziani con cui mi sono trovato per tutta la vita. E poi a tanti altri amici di sempre: Michelangelo Antonioni, per esempio, con cui si passavano tutte le domeniche a parlare, a mangiare, a giocare a ping pong».

E poi?
«A mia moglie Carla, detta “Tinta”. Nei centinaia di tradimenti sono rimasto fedele. Mi sono sempre rimesso alle circostanze. Una volta, ebbi un'avventura con un'attrice. La andai a trovare a Torino. Tinta, sapendolo, reagì con un: “io vado a Parigi”. Dopo tre giorni la raggiunsi a Parigi. Lei quando mi vide telefonò a questa attrice: “Prima ti sei divertita tu, adesso mi diverto io”».

Ha sempre detto di non sopportare il mix di erotismo e riflessione.
Claudia Koll infermiera sexyCLAUDIA KOLL INFERMIERA SEXY
«Come diceva Giacomo Casanova: “il cazzo non vuole pensieri”, ed è anche la mia definizione di rapporto erotico, un rapporto felice».

Attrici più difficili da dirigere nelle scene più «scoperte»?
inna shevchenko Femen CONTRO erdoganINNA SHEVCHENKO FEMEN CONTRO ERDOGAN
«Maria Schneider. In Caligola non si voleva spogliare, non voleva restare nuda sotto alle due stole. Una fatica, una sofferenza. Le dissi: quella è la porta, puoi andartene. Alla fine ho preso Teresa Ann Savoy».

Invece Claudia Koll era naturalissima senza vestiti addosso. Poteva immaginare la sua conversione?
«No assolutamente. So che una volta le telefonai e lei disse che stava facendo un film con Almodóvar. Poi più niente. Prese le distanze da me, e si dedicò a cose diverse».

Il suo film migliore a suo giudizio?
«L'urlo».

Cosa ne pensa delle Femen?
«Mi lasciano indifferente. Non c'è gioia, non c'è commedia nel loro agire. Non hanno potenziale di rottura».
femen san pietroFEMEN SAN PIETRO

lunedì 1 dicembre 2014

SARA TOMMASI, UN NUOVO CALENDARIO E UNA NUOVA IMMAGINE, SEXY MA NON VOLGARE

La showgirl posa per Francesco Baronio per 12 scatti ad alto tasso di eros... senza esagerare


Sensuale e seducente, in lingerie intrigante, in topless, coperto però dalle mani, in body trasparente... Sexy, ma non più volgare ed eccessiva, Sara Tommasi torna in grande stile con un calendario per il 2015 e una nuova immagine "ripulita" dalle esagerazioni del passato. Dietro l'obiettivo un noto fotografo Francesco Baronio. Ecco alcuni scatti e il backstage.

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FONTI: Foto Facebook & Twitter

Dopo la "pesante" esperienza nel mondo del porno e i vari pellegrinaggi a Medjugorje, l'ex bocconiana punta quindi tutto su una nuova immagine di sé... Si dà al calcio, agli immobili e alle foto d'autore, affidandosi alle "cure" di un noto fotografo emergente, che firma i 12 scatti del calendario, già noto per aver rinnovato l’immagine di diverse starlette italiane. “Ho accettato volentieri di collaborare con Sara”, dice Baronio, “perché ho apprezzato da subito questa sua versione ‘inedita’: abbiamo condiviso la necessità di dare di lei un’immagine diversa da quella degli ultimi anni: sensuale ma non scottante, bella ma mai volgare”.
E allora eccola in questa versione inedita, provocante sì e irresistibilmente sexy, ma senza mai mostrare un lembo di carne di troppo. 
In lingerie, babydoll, sottoveste, in topless coperto o solo in reggiseno, Sara ammicca nelle immagini del backstage e del calendario, senza mai "esagerare" mostrando la sua nuova "verginità". 

Il passato sembra davvero ormai solo un brutto ricordo. La Tommasi se l'è lasciato alle spalle e pensa a un rilancio mediatico in tutto stile... uno stile nuovo. Anche sui social. In versione bionda la showgirl posta alcuni selfie allo specchio e cinguetta:"Un regalino ai tanti fans che mi seguono con affetto!!".


http://www.tgcom24.mediaset.it/people/sara-tommasi-un-nuovo-calendario-e-una-nuova-immagine-sexy-ma-non-volgare_2081785201402a.shtml