mercoledì 31 dicembre 2014

Ai confini della realtà - Il dono.

https://www.youtube.com/watch?v=gXnFu0rcXow

Pubblicato il 26 ago 2014
Malero, Messico, ai giorni nostri.
Il soggetto: la paura.
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Ai confini della realtà.
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Christine Cavanaugh, Voice Actress for 'Dexter's Laboratory' and 'Rugrats,' Dies at 51

 AP Photo/Mark J. Terrill

by Diana Swartz

Voiceover actress Christine Cavanaugh, who played the pig in Babe, Dexter in Cartoon Network’s Dexter’s Laboratory and Chuckie Finster in Nickelodeon’s Rugrats, has died at the age of 51.
Cavanaugh died on Dec. 22, her family announced. Details surrounding her death were not immediately available.
She grew up in Utah and attended Utah State University and the University of Hawaii before moving to California to pursue her acting career, according to her obituary.
During her career, Cavanaugh voiced characters in dozens of television shows and films, including Disney’s Darkwing Duck and Aladdin, Nickelodeon’s Aaahh!!! Real MonstersThe Wild Thornberrys and The Rugrats Movie, Universal’s Balto and Cartoon Network’s The Powerpuff Girls.
Cavanaugh retired from voiceover acting in 2001. Nancy Cartwright took over as the voice of Chuckie in Rugrats.

http://www.hollywoodreporter.com/news/voice-actress-christine-cavanaugh-dies-760720

Addio a Edward Herrmann, star di Ragazzi perduti e Una mamma per amica


di Lorenzo Pedrazzi
Si è spento l’attore americano Edward Herrmann, noto soprattutto per il ruolo di Max in Ragazzi perduti e per quello di Richard Gilmore nella serie Una mamma per amica.

edwardherrmann-copertina
Proprio sul finire dell’anno, ci troviamo costretti ad aggiornare l’elenco dei personaggi cinetelevisivi che ci hanno lasciato nel 2014: Edward Herrmann è infatti deceduto all’età di 71 anni, dopo aver lottato contro un tumore.
Nato a Washington nel 1943, Edward Kirk Herrmann cominciò la sua carriera in teatro, attività che gli valse un Tony Award nel 1977 per La professione della signora Warren. Gli anni Settanta segnarono anche il suo esordio nel cinema, con ruoli ne Il temerario, Il grande Gatsby eBetsy, mentre negli anni Ottanta si ricordano soprattutto le sue partecipazioni a Reds, La rosa purpurea del Cairo e Ragazzi perduti, il cult di Joel Schumacher in cui Herrmann interpretò il personaggio di Max, leader segreto di un branco di vampiri adolescenti. Sono numerosi anche i suoi ruoli televisivi, ma il pubblico è particolarmente affezionato a quello diRichard Gilmore, il nonno di Rory in Una mamma per amica; da segnalare, inoltre, le sue apparizioni in The Practice, Oz, Grey’s AnatomyThe Good Wife.

FonteCollider

http://blog.screenweek.it/2014/12/addio-a-edward-herrmann-star-di-ragazzi-perduti-e-una-mamma-per-amica-405161.php

Edward Herrmann è morto, addio al nonno di Una Mamma per Amica

Scritto da: 

Amatissimo per il ruolo di Richard Gilmore in Una Mamma per Amica, l'attore era affetto da un tumore al cervello.

Lutto nel mondo della serialità USA: Edward Herrmann è morto oggi, mercoledì 31 dicembre 2014, a 71 anni. Da qualche tempo gli era stato diagiosticato un tumore al cervello. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dal suo manager e rende molto più triste questo ultimo giorno del 2014.
L'attore, nato a Washington nel luglio del 1943, aveva studiato recitazione e musica a Londra e la sua carriera è iniziata proprio a teatro. Nel suo palmarès figura anche un prestigioso Tony Award, vinto nel 1976 come miglior attore non protagonista nella pièce Mrs. Warren's Profession di George Bernard Shaw.
La grande popolarità la si deve senza dubbio alla tv. Tra i ruoli di maggior successo negli USA quello di protagonista delle miniserie Eleanor and Franklin (1976) ed Eleanor and Franklin: The White House Years (1977) nei panni del Presidente americano Franklin Delano Roosevelt.
Quindi ha partecipato a diverse serie di successo: The Practice, Oz, Grey's Anatomy, nella quale ha interpretato un'attempata matricola, The Good Wife e ha partecipato alla prima, e unica, stagione di Black Box, in onda su ABC nella primavera 2014.

Ma il suo ruolo più amato e di maggior successo resta quello di Richard Gilmore, il nonno diUna Mamma per Amica. Il personaggio del padre di Lorelai e di nonno di Rory, patriarca di una ricca famiglia dell'Est, di professione assicuratore e con la sfegatata passione per la sua Yale, è rimasto nel cuore di chi ha amato quella serie, in onda per sette stagioni, dal 2000 al 2007.
Ci piace ricordarlo così, con un sigaro in bocca, uno scotch sul tavolino, immerso nella lettura del Wall Street Journal.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati
http://www.tvblog.it/post/711882/edward-herrmann-e-morto-addio-al-nonno-di-una-mamma-per-amica

MARCIO SU ROMA – “STO BENE, GRAZIE. NON MI SERVE NIENTE. LA RINGRAZIO PER LA VISITA, ARRIVEDERCI” – UN VERO CAPO COME CARMINATI SI RICONOSCE ANCHE DA COME ACCOGLIE IL DEPUTATO PD CHE LO VA A TROVARE IN CARCERE

A fare visita, a Parma, al presunto capo di “Mafia Capitale” è stato il piddino Davide Mattiello, storico dirigente di Libera e componente delle commissioni Giustizia e Antimafia. Alla fine della rapida incursione carceraria dice che ha trovato Carminati “sobrio e freddo”…

Federica Angeli per "La Repubblica"

MASSIMO CARMINATIMASSIMO CARMINATI
«Sto bene, grazie. Non mi serve niente. La ringrazio per la visita, arrivederci». Quindi è uscito e se ne è andato. Così il boss della cupola di Mafia Capitale ha accolto, dopo una stretta di mano, Davide Mattiello, storico dirigente di Libera ora deputato Pd e componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, l’unico politico andato a trovarlo nel penitenziario di Parma, dove Massimo Carminati è detenuto in regime di 41 bis. «È uscito dalla cella ed è stato portato in una stanza. C’eravamo io, il personale del Gom, la polizia penitenziaria e la direttrice del carcere », ha raccontato Mattiello.

DAVIDE MATTIELLODAVIDE MATTIELLO
L’ex Nar, vestito con un maglione e pantaloni di colore scuro, è apparso di poche parole e in buone condizioni. Del resto i parlamentari possono incontrare i detenuti solo per accertarsi delle loro condizioni psicologiche e fisiche, «non possiamo parlare d’altro, commetteremmo un reato».

toto riinaTOTO RIINA
Nessun atteggiamento spavaldo del “Cecato”. «L’ho trovato sobrio, freddo», dice il deputato Pd. Gli hanno aperto la porta del carcere, lo hanno portato in una sala in cui a ventaglio erano seduti un parlamentare che non aveva mai incontrato prima, la direttrice del carcere e una serie di funzionari. «Mi ha guardato in faccia, ma non ho ravvisato un’aria di sfida. Ha controllato la situazione, si è limitato a una serie di scarne frasi di cortesia».

MARCELLO DELL'UTRIMARCELLO DELL'UTRI
Il 13 dicembre scorso Carminati fu spostato dal carcere romano di Rebibbia a quello di Tolmezzo (Udine) per «incompatibilità ambientale». Il 23 dicembre il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha disposto per lui, su richiesta della Procura di Roma, il 41 bis. E proprio per il tipo di detenzione richiesta il giorno di Natale Carminati è stato trasferito a Par- dove si trovano anche Totò Riina e Marcello Dell’Utri.

Una volta accertate le condizioni dell’ex Nar, Davide Mattiello ha parlato con la direzione carceraria per conoscere la struttura. Scoprendo che il sistema di video sorveglianza è a rischio continuo di collasso perché l’impianto elettrico non è adeguato e servono e almeno 8 gruppi di continuità. «Noi dobbiamo preoccuparci tanto che il 41 bis funzioni verso l’esterno, impedendo le comunicazioni dei boss con le organizzazioni criminali, quanto che funzioni all’interno, garantendo il massimo della sicurezza ai detenuti stessi. Questo anche per creare le condizioni che possono far maturare nei boss detenuti la decisione di collaborare con la giustizia».
provenzano nel carcere di parmaPROVENZANO NEL CARCERE DI PARMA

Roma, intanto, ha assistito ieri sera a un altro agguato violento, quasi una esecuzione in strada nella borgata Ottavia: un uomo di 53 anni, noto alle forze dell’ordine, é stato ucciso a colpi di pistola mentre stava parcheggiando la macchina vicino a casa.


Ai confini della realtà - Il dono.


Pubblicato il 26 ago 2014
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Pubblicato il 20 lug 2014
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BOTTO DI CAPODANNO: UN ERRORE ORTOGRAFICO DEL PROFESSOR ARCANGELI

Che Italia potrebbe mai essere questa, se riuscisse a raddrizzare la schiena, se ridesse speranza ai nostri giovani, se tornasse a far nascere la fiducia nei suoi cittadini, se rispolverasse almeno un centesimo delle glorie passate?
Un'altra Italia.
Buon 2005, perché ci venga restituita almeno la dignità.
Massimo Arcangeli

Ai confini della realtà - Testa o croce.


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SEMPRE FORZA ROMA



www.emule.it

1. “NON FACCIO I MIEI FILM PER I CRITICI”. E L’ANTEPRIMA DEL NUOVO FILM DI SIANI NON È A ROMA O MILANO, MA AD AFRAGOLA PER UN PUBBLICO “NORMALE” NELLE SALE DEL CINEMA HAPPY - 2. IN “SI ACCETTANO MIRACOLI” NON TUTTO FUNZIONA, OVVIO, MA IL SUO PUBBLICO LO ADORERÀ LO STESSO, I CRITICI NON LO AMERANNO. MA NON BISOGNA SOTTOVALUTARE SIANI - 3. E’ UN ABILISSIMO UOMO DI SPETTACOLO MOLTO PIÙ ATTENTO E RISPETTOSO DEL SUO LAVORO DI QUANTO SI CREDA. POTRÀ NON PIACERE A TUTTI IL SUO ULTIMO FILM, CHE SOFFRE DI UN PO’ DI SFILACCIAMENTO DI SCENEGGIATURA E DI GROSSI TAGLI NARRATIVI (DICE CHE HA TAGLIATO UN’ORA…), MA L’IDEA DI RIPORTARE I MIRACOLI IN UN’ITALIA CHE DA MONDO DISUMANO DIVENTA UN PAESE DA FAVOLA ANNI ’50, MISTO DI ROSSELLINI E DE SICA, È PIUTTOSTO ORIGINALE -


Marco Giusti per Dagospia

siani ad afragola 103431644 127267a3 0df1 461d b582 6b498494cf9eSIANI AD AFRAGOLA 103431644 127267A3 0DF1 461D B582 6B498494CF9E
“Ma Siani ha già parlato?”. “Sì, signora, lo trova in sala 6 o 7”. Per capire la Sianimania siamo andati fino al cinema Happy di Afragola, in un centro commerciale a pochi chilometri da Napoli, dove è stato presentato a critici e pubblico, sparso su ben dieci sale, il suo ultimo film,Si accettano miracoli, che vede protagonisti, assieme a lui, Fabio De Luigi, Serena Autieri e Ana Caterina Morariu. Il vero miracolo che il cinema italiano, e la Cattleya che produce, si aspettano da Alessandro Siani, è che almeno ripeta gli incassi del suo ultmo film, Il principe abusivo, 15 milioni, uscito a inizio gennaio del 2013, per non parlare dei due esplosiviBenvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, e rilanci un cinema, e una commedia, un po’ in crisi di idee e di incassi che sente il fiato sul collo della nuova generazione cresciuta sul web.
siani accettano miracoli (2)SIANI ACCETTANO MIRACOLI (2)

“Non faccio i miei film per i critici”, ci dice subito Siani, ben saldo nella sua idea di cinema popolare. Questo lo sapevamo, e l’anteprima a Afragola, coi critici divisi casualmente nelle dieci sale del cinema Happy accanto al suo pubblico, dovrebbe appunto dimostrare la forte matrice popolare del progetto. Del resto non solo non è stata fatta nessun’altra proiezione a Roma o a Milano per i critici, ma ne sono state fatte ben cinque per un pubblico “normale” in modo che il regista capisse cosa funzionasse di più e cosa di meno.

siani accettano miracoli (1)SIANI ACCETTANO MIRACOLI (1)
Con questo film, che uscirà il 1° gennaio in 600 e più copie, una vera invasione, più che puntare alla comicità pura, sostiene Siani, ha puntato alla costruzione di una favola. Colori, atmosfere, personaggi, battute e nessuna volgarità. E ha tolto anche qualche risate, giura, per sviluppare appunto il tono favolistico della storia, che ha i toni acquarellati della fotografia di Paolo Carnera, il grande direttore della fotografia di Gomorra-La serie.

siani 419262052SIANI 419262052
Malgrado la stravaganza di spingersi fino a Afragola per vedere un film in anteprima in mezzo a critici infreddoliti e a fan a caccia di selfie, non bisogna certo sottovalutare Siani. E’ un abilissimo uomo di spettacolo molto più attento e rispettoso del suo lavoro di quanto si creda. Potrà non piacere a tutti il suo ultimo film, che soffre di un po’ di sfilacciamento di sceneggiatura e di grossi tagli narrativi (dice che ha tagliato un’ora…), ma l’idea di riportare i miracoli in un’Italia che da mondo disumano diventa un paese da favola anni ’50, diciamo in un misto di Rossellini e De Sica, è piuttosto originale.

siani 1975128 si accettano miracoli al cinema il nuovo film di alessandro siani 15SIANI 1975128 SI ACCETTANO MIRACOLI AL CINEMA IL NUOVO FILM DI ALESSANDRO SIANI 15
Inoltre l’azione si svolge proprio nelle vicinanze di Amalfi e di Ravello, dove Rossellini ha girato i suoi film “miracolosi”, come La macchina ammazzacattivi e parte di Viaggio in Italia, che sono forse gli unici posti, cinematograficamente parlando, dove si possano ancora accettare davvero i miracoli. Inoltre l’aver messo in scena una storia corale recuperando un numero impressionante di vecchi attori napoletani e non della nostra commedia è un atto d’amore per un cinema che ci piace parecchio.

si accettano miracoli serena autieriSI ACCETTANO MIRACOLI SERENA AUTIERI
Così ci sono il mitico Camillo Milli, più che ottantenne, che torna a fare il cardinale dopo le esperienze con Magni e Moretti, Paolo Trestini di verdoniana memoria col ghigno serioso, Paolo Paoloni, mitico megadirettore fantozziano, nel ruolo di un vecchio frate sordo che finirà in una botola, Benedetto Casillo, caratterista nei film di Luciano De Crescenzo e già San Gennaro inMiracoloni che non poteva mancare in una storia simile, Tommaso Bianco che non vedevamo dai tempi delle sceneggiate di Merola, Giacomo Rizzo e Francesco Procopio che fanno due cattivi da cartoon disneyano, Salvatore Misticone alias Scapece in un cammeo geniale, Tonino Taiuti, stella del teatro napoletano degli anni ’80 e lo stesso Giovanni Esposito, qui marito sfigato di Serena Autieri, sempre perfetto e pronto anche a prendersi palate in testa.
serena autieriSERENA AUTIERI

La storia, ideata da Gianluca Ansanelli e Tito Bufalino e sviluppata poi assieme a Siani, ci porta nel ridente paesino di Rocca di Sotto, che sta bislaccamente sopra a quello di Rocca di Sopra. E’ lì che finirà Fulvio, giovane manager tagliatore di teste che se ne esce con una “capata” da galera quando capirà che nella sua azienda la prossima testa a essere tagliata sarà quella sua.

Fulvio, nel paesino di Rocca di Sotto, ritroverà il fratello prete, Fabio De Luigi, che cerca di mandare avanti una casa famiglia per piccoli orfanelli coi pochi soldi delle offerte a San Tommaso, e la sorella, Serena Autieri, sposata con lo sfigatissimo Giovanni Esposito, ma innamorata da sempre di un buffo neomelodico, il grandioso Massimiliano Gallo.

ana caterina morariu, giovanni esposito, serena autieriANA CATERINA MORARIU, GIOVANNI ESPOSITO, SERENA AUTIERI
Ma tutto il paesino è pieno di stralunate presenze amiche, il vigile, il barbiere, il barista, di vecchie signore e illuminato da ragazze da fiaba, come Ana Caterina Morariu, che si prende cura degli orfanelli e delle piante del posto. Fulvio, cercando di aiutare il fratello in crisi, fa piangere lacrime dalla statua di San Tommaso e grazie al finto miracolo il paese ritrovata ricchezza e felicità. Solo che la Chiesa vuole vederci chiaro nel miracolo e manderà un gruppo di prelati esperti della cosa.

alessandro siani ad afragola foto repubblica 8ALESSANDRO SIANI AD AFRAGOLA FOTO REPUBBLICA 8
Siani ha condensato nel suo film un po’ di tutto, l’ambientazione di Benvenuti al Sud, l’idea del ritorno al paese, come hanno fatto anche Ficarra e Picone, qualcosa dell’antagonismo nord-sud con De Luigi, i bambini di Zalone moltiplicati per sei (se non sbaglio), l’handicap, il raccontino morale, le canzoni di Sal Da Vinci (il nuovo spettacolo è scritto e prodotto dallo stesso Siani) e perfino il santo che finisce in mare come il cristo di Corpo Celeste di Alice Rohrwacher.

alessandro siani ad afragola foto repubblica 7ALESSANDRO SIANI AD AFRAGOLA FOTO REPUBBLICA 7
Non tutto funziona, ovvio, ma il suo pubblico lo adorerà lo stesso, i critici puntualmente non lo ameranno, anche se la presenza di un cast così allargato e pieno di glorie del nostro cinema e teatro, per non parlare dell’ombra rosselliniana dei miracoli della Costiera Amalfitana, pone il film sotto una luce diversa e molto più interessante del previsto. Chi ci parla di miracoli e di Rossellini e De Sica, chi ci riporta ai tempi di Pane, amore e fantasia ci interessa sempre.

E, comunque si ride, i bambini sono tutti bravissimi e ben diretti, gli attori, minori e maggiori pure, Misticone c’è poco ma ce ne faremo una ragione. E poi al cinema Happy di Afragola per vedere un film, io non c’ero mai stato.

1. TITANIC NELL’ADRIATICO. 11 MORTI E 179 PERSONE DI CUI NON SI HANNO NOTIZIA. E LA PROCURA DI BARI METTE IL DITO NELLA PIAGA: ‘TROPPI PASSEGGERI E CLANDESTINI, QUELLA NAVE NON DOVEVA NEMMENO PARTIRE. LE OPERAZIONI DI EVACUAZIONE NON SONO AVVENUTE NEL RISPETTO DEI PROTOCOLLI PREVISTI. LE SCIALUPPE ERANO LASSÙ APPESE, NON SCENDEVANO. PER RIUSCIRE A SALIRE SI DOVEVA SALTARE NEL VUOTO” - 2. IL PREMIER ALBANESE EDI RAMA, ACCANTO AL NOSTRO RENZI, HA INVITATO LE IMPRESE ITALIANE A INVESTIRE IN ALBANIA “PERCHÉ DA NOI NON CI SONO I SINDACATI E PERCHÉ LE TASSE SONO AL 15%”. RENZAPOPPIN' HA PROVATO A PARARE IL COLPO DICENDO: “SCHERZA” - 3. IL FATTO È CHE ORMAI SE RENZI POTESSE ANDARE IN GERMANIA A DIRE “VENITE IN ITALIA CHE LE TASSE SONO PIÙ BASSE E NON CI SONO I SINDACATI” LO FAREBBE VOLENTIERI


Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

1. CONCORRENZA AL RIBASSO
matteo renzi ed il premier albanese edi rama 4MATTEO RENZI ED IL PREMIER ALBANESE EDI RAMA 4
Ogni tanto capita che anche ai leader politici scappi la verità. Ieri è successo a Edi Rama, accanto al nostro Renzie. Il premier albanese ha invitato le imprese italiane a investire in Albania “perché da noi non ci sono i sindacati e perché le tasse sono al 15%”. Renzie ha provato a parare il colpo dicendo: “Scherza”. Ma Rama non scherzava e ha mandato esattamente il messaggio che voleva mandare. Sa che molti imprenditori italiani sono sensibili a questi argomenti. La Serbia e la Romania insegnano.

matteo renzi ed il premier albanese edi rama 1MATTEO RENZI ED IL PREMIER ALBANESE EDI RAMA 1
L’Italia è il principale sponsor dell’ingresso dell’Albania in Europa, come ha ripetuto ieri a Tirana il nostro premier. Sarà un capolavoro. Avremo un altro paese nell’Unione che fa dumping fiscale e sociale a spese di un paese come il nostro, che si sforza di mantenere un buon sistema di welfare e relazioni industriali corrette. Vantarsi dell’assenza di sindacati tradisce un’idea autoritaria dei rapporti di lavoro, appesi all’arbitrio e agli umori del datore di lavoro. Ma è certo che per molti imprenditori è meglio non averli tra i piedi, i sindacati. Meglio che ogni lavoratore se la veda da solo.

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Di fronte a un invito così sfacciato alla delocalizzazione, che porta sempre a fabbriche chiuse e posti di lavoro persi in Italia, Renzie avrebbe potuto dire tante cose. Se l’è cavata invece buttandola sullo scherzo. Il fatto è che ormai molti premier sono piazzisti del proprio Paese e se Renzi potesse andare in Germania a dire “Venite in Italia che le tasse sono più basse e non ci sono i sindacati” lo farebbe volentieri. Ma con le tasse, a parte gli sprechi che ci sono sempre, si pagano l’istruzione e la sanità pubblica, i trasporti e l’assistenza. E i diritti sindacali fanno parte della democrazia. Viverli come un freno allo sviluppo economico fa capire che idea malata dell’impresa si stia facendo largo.

Un tempo la politica provava a fare argine, di fronte alle richieste più ardite del capitale. Oggi se ne fa megafono, come insegna il caso del premier albanese.

traghetto in fiamme norman atlantic 6TRAGHETTO IN FIAMME NORMAN ATLANTIC 6

2. TITANIC NELL’ADRIATICO
Con 11 morti e 179 persone di cui non si hanno notizia, come riporta il Corriere (p. 2), è il tempo degli esami di coscienza: “L’evacuazione non è riuscita’. Gli errori dell’equipaggio nell’atto di accusa della Procura. Una famiglia denuncia il Rina affidandosi ai legali dei naufraghi della Costa Concordia. Un avvocato: “Bisogna mettere fine a questo mercato delle certificazioni a scapito dei passeggeri” (Corriere, p. 6). Repubblica: “La Procura: ‘Troppi passeggeri e clandestini, quella nave non doveva nemmeno partire. ‘E’ certo: le operazioni di evacuazione non sono avvenute nel rispetto dei protocolli previsti. Le scialuppe erano lassù appese, non scendevano. Per riuscire a salire si doveva saltare nel vuoto” (p. 2).
argilio giacomazzi comandante della norman atlanticARGILIO GIACOMAZZI COMANDANTE DELLA NORMAN ATLANTIC

Critiche anche sul Messaggero: “L’allarme lanciato in ritardo, accuse al sistema anti incendio. Gli investigatori: le ustioni sui cadaveri provano che il rogo non è stato contenuto. Duro attacco alla società armatrice che ha tentato di agganciare il relitto” (p. 5).
Agenzia Mastikazzi sulla Stampa: “Il capitano in procura. ‘Ha fatto il suo dovere ma ha sofferto molto” (p. 3).


3. TOTO-NAPO
Oggi esercizio fondamentale dei giornaloni: prevedere il discorso di Re Giorgio di stasera, sul quale c’è una grande attesa della nazione tutta. Da giorni, infatti, in ogni casa ci si chiede “Ma il presidente che cosa dirà?”. E allora vai con i pronostici.
Corriere: “Napolitano, il saluto e l’appello al coraggio. Stasera il discorso di fine anno in cui farà anche riferimento al prossimo addio ma senza indicare una data” (p. 10). Repubblica: “Corruzione e riforme nell’ultimo messaggio. L’addio di Napolitano con un discorso diverso” (p. 10).
giorgio napolitanoGIORGIO NAPOLITANO

Stampa: “Napolitano, saluto agli italiani con un discorso di ottimismo. Parlerà dei mali nazionali e dei rimedi, oltre che delle sue imminenti dimissioni” (p. 8). Messaggero: “Il congedo di Napolitano: ‘Il futuro dipende da noi’. Oggi l’ultimo messaggio di fine anno: un forte appello alla coesione sociale. Il discorso avrà una formula innovativa. Nuova sponda alle riforme del governo” (p. 7).

Il Giornale invece lo saluta così, Re Giorgio, con un grande “Finalmente se ne va” sparato in prima pagina. Poi, dentro, non si sottrae al rito delle previsioni: “L’ultimo discorso di Re Giorgio. La solita spintarella al premier” (p. 3).

DARIO FRANCESCHINIDARIO FRANCESCHINI

4. ROMANZO QUIRINALE
La prima mossa spetterà al Pd e allora Repubblica si concentra sul partito del premier: “Pd, poker di papabili al Colle. Prodi in ascesa tra i renziani”. Gli altri nomi sono Dario Franceschini, Walter Veltroni e Piero Fassino. “Il primo test per il futuro capo dello Stato sarà l’assemblea dei grandi elettori dem. E’ lì che bisogna trovare un nome che regga al voto segreto” (p. 11). La Stampa scruta i disegni di Pittibimbo: “Renzi teme imboscate. Due schemi per il Colle. Patto del Nazareno blindato congelando l’Italicum, ‘piano b’ con l’M5S” (p. 9). Stessa strategia anche per il Messaggero: “Colle, si rafforza l’asse con Berlusconi ma il premier lavora alla ‘carta Grillo’” (p. 9).

romano prodi (2)ROMANO PRODI (2)
Intanto Angelino Alfano esiste e si fa intervistare dal Corriere per dire che Ncd non metterà veti sul Colle, ma la scelta del nuovo presidente “non è un affare interno al Pd” (p. 11).
Poi passa il consigliere giuridico del Quirinale, Salvatore Sechi, e ritiene di farci sapere, a mezzo Corriere, che è bene che i partiti scelgano un politico e che Forza Italia “non sia esclusa per dispetto, perché sarebbe una scelta sbagliatissima”. Dunque avanti con il patto del Nazareno (p. 10). Si immagina che Re Giorgio abbia autorizzato simili esternazioni.

Piero FassinoPIERO FASSINO
Sul Foglio finalmente si rompe l’unanimismo sulla presidenza Pertini, citata da molti come un esempio virtuoso. Il giornale diretto da Giuliano Ferrara scrive che Pertini “fu un presidente polveroso, bolso, artificioso e retorico al massimo grado” e che il suo settennato fu “un capolavoro di narcisismo e di ipocrisia” (p. 3).


5. TUTTO BENE A CASA BERLUSCONI
Ieri la Stampa ipotizzava che la storia tra Silvio Berlusconi e Francesca Pascale fosse finita ma sono arrivate le smentite. Repubblica: “Macchè liti, sto qui con Silvio. Mancano solo gli struffoli’. Francesca Pascale smentisce la separazione di fine anno. E sul tema Berlusconi invia una nota. La fidanzata dell’ex premier nega dissapori: ‘Sono ad Arcore con lui, è arrivata anche la Rossi” (p. 13).  La Pascale si fa viva anche sul Cetriolo Quotidiano con un’intervista in cui dice: “Sono ad Arcore e con Silvio Berlusconi trascorrerò naturalmente il Capodanno” (p. 8).
walter veltroni e amal alamuddin al matrimonio clooneyWALTER VELTRONI E AMAL ALAMUDDIN AL MATRIMONIO CLOONEY

Da notare che il Corriere dispiega una pagina intera per smentire un pezzo del giornale cugino “La Stampa” (“Pascale: io non mi scollo da Silvio. Siamo una coppia quasi normale”, p. 9).


6. FA SOSTA LA SUPPOSTA?
Spiraglio minimo di ottimismo dall’Istat. “Recessione alla fine, ma più disoccupati’. L’Istat vede segnali di ripresa con il risveglio dei consumi. Dal calo del petrolio pochi vantaggi. Cresce la fiducia delle imprese manifatturiere e del commercio, frena ancora l’edilizia” (Corriere, p. 12). Repubblica mette tutto insieme: “Btp ai minimi, contagio lontano. Istat: la recessione sta finendo. Bruxelles non cede sul deficit. L’Italia in pressing: la Commissione dia flessibilità, ma accordo lontano sugli investimenti fuori dal patto” (p. 14).
angelino alfanoANGELINO ALFANO


7. MARÒ, UNA QUESTIONE DI MODI
L’Italia cambia tattica nel cercare di riportare a casa i due Marò. Corriere: “Marò, strategia italiana ribaltata. La scelta di puntare tutto su Modi. Niente arbitrato, accordo politico con l’India: i rischi del piano di Palazzo Chigi. Matteo Renzi: ‘Delhi nelle ultime ore ha aperto un canale di confronto diretto’. Non è stata risolta la confusione tra aspetto diplomatico e giudiziario del caso” (p. 15). Poi uno legge l’intervista del ministro Gentiloni alla Stampa e resta ancora più perplesso: “I contatti con la nuova amministrazione indiana vanno avanti. Finora sono stati deludenti. Servono risultati in tempi stretti” (p. 7).
Salvatore SechiSALVATORE SECHI


8. IL RISVEGLIO DELL’ANEMONE
Il Cetriolo Quotidiano insiste sul caso G8 e racconta: “Ora Anemone batte cassa. Vuole i soldi dagli scrocconi. L’imprenditore finito nell’inchiesta sulla ‘Cricca’ ha scritto a ex ministri, funzionari e giornalisti: ‘Vi ho ristrutturato casa, ora pagatemi’. Le repliche. C’è chi ha mostrato le fatture, chi ricorda di aver saldato e chi invece non sa di quali lavori edili si sta parlando” (p. 4). La sensazione è che questa storia riserverà ancora parecchi sorprese. 
SANDRO PERTINISANDRO PERTINI