mercoledì 21 gennaio 2015

1. TREMA LA "ROMA BENE": VENERDÌ ESCE IL ROMANZO DEL GIORNALISTA DI “REPUBBLICA”, DANIELE AUTIERI, “PROFESSIONE LOLITA”, ISPIRATO AL CASO DELLE BABY ESCORT DEI PARIOLI - 2. POLITICI, CRIMINALI, GIORNALISTI, GIUDICI: CI SONO TANTI "INSOSPETTABILI" IN QUESTA STORIA DI SESSO, MINORENNI E COCAINA CHE HA FATTO TREMARE I PALAZZI ROMANI DEL POTERE - 3. E PER LA PRIMA VOLTA, DALLE PAGINE DEL LIBRO, EMERGONO GLI INTRECCI PERVERSI TRA LA PROSTITUZIONE MINORILE E LA BANDA DI MASSIMO CARMINATI. E C'E' ANCHE IL TRAILER 


Professione Lolita il libro sulle baby escort


professione lolitaPROFESSIONE LOLITA
Tremano i palazzi del potere romano. Uscirà venerdì in tutte le librerie “Professione Lolita”, il romanzo del giornalista di Repubblica, Daniele Autieri, ispirato alle vicende delle baby squillo dei Parioli e del fotografo delle minorenni accusato oggi di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico. Politici, criminali, giornalisti, giudici: sono tanti gli insospettabili protagonisti di una storia che rivela i retroscena dei casi di cronaca che ha fatto tremare la “Roma bene”. E per la prima volta, dalle pagine del libro, emergono gli intrecci tra la prostituzione minorile e la banda di Massimo Carminati. Sesso, cocaina, ricatti e potere. A due giorni dall’uscita il libro di Autieri si preannuncia esplosivo.
BABY ESCORT DEI PARIOLI INCONTRO CON UN CLIENTEBABY ESCORT DEI PARIOLI INCONTRO CON UN CLIENTEBABY ESCORT LA CASA AI PARIOLIBABY ESCORT LA CASA AI PARIOLIBABY ESCORT DEI PARIOLI UN CLIENTE ENTRA NELLA CASA IN CUI RICEVONO LE DUE RAGAZZEBABY ESCORT DEI PARIOLI UN CLIENTE ENTRA NELLA CASA IN CUI RICEVONO LE DUE RAGAZZEBABY ESCORT DEI PARIOLI UNA DELLE RAGAZZE INCONTRA UN CLIENTEBABY ESCORT DEI PARIOLI UNA DELLE RAGAZZE INCONTRA UN CLIENTEBABY ESCORT NICOLA BRUNOBABY ESCORT NICOLA BRUNO

1. TENETE D’OCCHIO IL PC PERCHÉ IL 2015 SARÀ L’ANNO DEI SEQUESTRI DI COMPUTER! - 2. INIZIA TUTTO CON UN MESSAGGIO ANONIMO: “IL TUO COMPUTER È SOTTO CONTROLLO, TUTTI I DOCUMENTI SONO STATI CRIPTATI E VERRANNO DISTRUTTI SE NON PAGHI SUBITO UN RISCATTO” - 3. DAL MOMENTO IN CUI ARRIVA IL MESSAGGIO SI HANNO 72 ORE PER PAGARE GLI HACKER CHE VI HANNO FREGATO. E I PIRATI INFORMATICI NON VOGLIONO NÉ DOLLARI NÉ EURO MA BITCOIN - 4. RIESCONO A ENTRARE NEI PC TRAMITE TROJAN (CRYPTOLOCKER, TORRENTLOCKER, CRYPTOWALL), SOTTO FORMA DI FINTI ALLEGATI MANDATI DA MITTENTI SCONOSCIUTI O FASULLI. ELUDONO I CONTROLLI DEGLI ANTIVIRUS E RIESCONO A CRIPTARE TUTTI I DOCUMENTI IN MEMORIA - 5. DI ALLOCCHI DISPOSTI A "TRATTARE" E A PAGARE SE NE TROVANO PARECCHI SE IL SOLO CRYPTOWALL, NEGLI ULTIMI 100 GIORNI, PARE ABBIA RACCOLTO BEN 30 MILIONI DI DOLLARI -


Riccardo Luna per “la Repubblica”

Inizia tutto con un messaggio anonimo. Come nei sequestri di persona. Dice più o meno: il tuo computer è stato sequestrato, tutti i documenti sono stati criptati e verranno distrutti se non paghi subito un riscatto. Attenzione: non in euro o in dollari ma in bitcoin, la misteriosa moneta elettronica che garantisce un anonimato assoluto.

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La somma richiesta varia ma in questo momento un privato cittadino se la cava — si fa per dire — con circa 600 euro: “circa” perché la quotazione dei bitcoin varia moltissimo e c’è il rischio che dal momento della conversione dei soldi a quello del versamento il valore sia mutato considerevolmente e che occorra provvedere ad una integrazione. Di corsa, però. Il tempo viene scandito da un orologio con il conto alla rovescia: di solito ti danno 72 ore per obbedire al ricatto e poi, zac!, il tuo computer viene svuotato di tutto come una zucca ad Halloween. 

Nel messaggio ci sono poi alcune varianti che ricordano moltissimo le dinamiche dei sequestri di persona. Tipo: «Qualunque azione farai per decifrare da solo i documenti comporterà la distruzione di tutti i file». Oppure: «Se vuoi la prova che siamo in grado di restituirti i file integri, possiamo mostrartene cinque a scelta». La foto di compleanno dei tuoi bambini o un documento bancario riservato diventano così lo strumento per rompere gli indugi: pagare!, e sperare che i malfattori siano di parola e inviino la chiave per decifrare i documenti e tornarne in possesso.
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Sembra la trama di un film e invece è tutto vero: tenetevi forte perché il 2015 nel digitale sarà anche l’anno dei sequestri di computer (e di telefonini, come vedremo). Per la rete si aggira una mandria di trojan ( non è una battuta, tecnicamente si chiamano così). I loro nomi sono diversi (Cryptolocker, TorrentLocker, Cryptowall) ma fanno la stessa cosa: entrano di soppiatto nei nostri personal computer, di solito tramite finti allegati mandati da mittenti sconosciuti o fasulli; eludono i controlli degli antivirus e rapidamente criptano tutti i documenti. A quel punto parte la trattativa usando una rete Internet parallela che garantisce anonimato a prova di National security agency.

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Si chiamano ransomware, software per il riscatto, e sono l’ultima moda anche se non sono una novità assoluta. Un anno fa l’Europol annunciò trionfalmente di aver smantellato la gang che teneva in scacco l’Europa: il capo era un 27enne russo di stanza negli Emirati Arabi; gli altri erano russi, ucraini e georgiani che agivano dalla Costa del Sol, in Spagna. Ma evidentemente quella brillante azione non è bastata, anzi, se il solo Cryptowall 3.0 negli ultimi 100 giorni avrebbe raccolto 30 milioni di dollari.

Ieri per esempio, su Twitter, il bollettino di guerra era impressionante: Cryptowall ha cancellato l’intera libreria musicale di una piccola radio del Michigan e preso in ostaggio tre studi legali in British Columbia; nel frattempo si registrava un “attacco massiccio” di Cryptolocker in Sud Africa, Olanda e paesi nordici; mentre Torrentlocker impazzava in Australia e Nuova Zelanda (220 mila dollari in un mese, pare).
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Torrentlocker è lo stesso trojan che in ottobre ha infestato gli obsoleti personal computer di alcuni comuni italiani. Il sindaco di Bussoleno, per esempio, avrebbe deciso di pagare cosa che la città di Detroit negli Stati Uniti non ha fatto ma il prezzo del riscatto in quel caso era decisamente alto: 800 mila dollari.

Ben fatto!, secondo il Centro reclami per crimini informatici del Fbi ma anche in questo caso, alla linea della fermezza si contrappone quella delle trattative: lo sceriffo di una contea del Tennessee ha ammesso di essersi piegato a Cryptowall per riavere 72 mila referti di autopsia, foto di scene del crimine e testimonianze. Come dargli torto?
HACKER ONLINEHACKER ONLINE

Le ultime versioni dei ransomware sono particolarmente raffinate e prendono di mira i telefonini con il trojan che si nasconde in un link curioso su Facebook e Twitter o in una applicazione scaricata fuori dai circuiti ufficiali: secondo gli ultimi dati sarebbero alcuni milioni i telefonini già colpiti. Intanto il “servizio clienti”, chiamiamolo così, è molto migliorato: pagare è diventato più facile e alla fine i malfattori ti chiedono di dire a tutti i tuoi contatti sui social network che davvero hai riavuto i tuoi file, insomma che sono stati di parola.

Hacker PCHACKER PC
Infine va tenuta d’occhio la versione porno che agisce sul senso di colpa di molti navigatori maschi: in questo caso il messaggio che ti arriva afferma che sei stato beccato a visitare siti pornografici con minori e che puoi riavere il controllo del tuo computer solo pagando una multa altrimenti le prove finiscono alla polizia postale. In qualche caso però è provato che è lo stesso trojan a mettere le prove “false” della navigazione su siti pedopornografici come è accaduto ad una 12enne americana che ha avuto il telefonino “sequestrato” e ha denunciato tutto. In ogni caso, vale sempre la regola: occhio a cosa cliccate in rete.
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1. ALTRO CHE PENSIONE E GIARDINETTI! RE GIORGIO CONTA DI SVOLGERE ANCORA UN RUOLO NEVRALGICO, E DI REGNARE SU GOVERNO E PARLAMENTO COME E MEGLIO DI PRIMA - 2. NAPOLITANO HA GIÀ UN FILO DIRETTO, H 24, CON MADAMA BOSCHI AL GOVERNO E CON DONNA FINOCCHIARO AL SENATO PER MONITORARE L’ITER IN AULA DELLA LEGGE ELETTORALE - 3. E MICA SI IMPICCIA SOLO DELL’ITALICUM: ANCHE DEL DL AMMAZZA-BANCHE POPOLARI - 4. PER L’ARZILLO VECCHIETTO IL SENATO PAGHERÀ TELEFONI SATELLITARI, UN MAGGIORDOMO, UN GUARDAROBIERE, SCORTE, SEGRETARI, CONSIGLIERI DIPLOMATICI, AUTO BLU CON AUTISTA - 5. IL SUO STAFF (ALMENO 8 DIPENDENTI) CI COSTERÀ QUALCOSA COME 700MILA EURO L’ANNO. OLTRE AI BENEFIT, RICEVERÀ ANCHE 15MILA EURO MENSILI DI STIPENDIO. E VAI COL TANGO -


DAGOREPORT

Giorgio Napolitano è vivo. E lotta insieme a noi (ma anche contro). L’altroieri a Villa Arzilla l’hanno avvistato alla mensa aziendale, ossia all’ex ristorante, col tempo trasformato in un mesto self service; e non gli è piaciuto manco granchè.
napolitano in carriolaNAPOLITANO IN CARRIOLA

Intervistato all’uscita sul menù («un po’ leggero»), ai giornalisti ha graziosamente annunciato che aderirà al gruppo delle Autonomie, insieme ai socialisti e a qualche grillino un po’ disperso.

Poi si è blindato a palazzo Giustiniani, ultimo piano, nei cento metri quadri (abbondanti) dell’ufficio – dotato pure di un pregevole terrazzo – che fu dell’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro. E lì, tutti al lavoro!

Insieme ai suoi fidi scudieri, il consigliere Guelfi in primis e l’uomo-stampa Giovanni Matteoli a seguire, ha già cominciato a organizzare il suo ufficetto. E se il buongiorno si vede dal mattino, altro che pensione! Re Giorgio conta di svolgere ancora un ruolo nevralgico, e di regnare su governo e parlamento come e meglio di prima.
napolitano e clioNAPOLITANO E CLIO

Ha già un filo diretto, h 24, con madama Boschi al governo e con donna Finocchiaro al Senato per monitorare l’iter in aula della legge elettorale, testi ed emendamenti compresi, a partire da quello firmato da Esposito. E non si impiccia solo della legge elettorale: anche nel dl ammazza-banche popolari, secondo le tappezzerie di Giustiniani, il presidente emerito ha potuto e voluto dire la sua.
renzi grasso napolitano boldriniRENZI GRASSO NAPOLITANO BOLDRINI

Si rassegni, perciò, il povero Pietro Grasso. Quando tornerà a Palazzo Madama, dopo l’elezione del nuovo presidente, dovrà acconciarsi a convivere con un ospite molto ingombrante. E, per di più, gli toccherà pagarne il conto: telefoni satellitari, collegamenti televisivi e telematici, un maggiordomo, ma anche un guardarobiere, scorte, segretari, consiglieri diplomatici, auto blu con autista…
giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale 8GIORGIO E CLIO NAPOLITANO LASCIANO IL QUIRINALE 8

Secondo Paragone e La gabbia, il suo staff (almeno 8 dipendenti) ci costerà qualcosa come 700mila euro l’anno. Oltre ai benefit, l’arzillo vecchietto riceverà anche 15mila euro mensili di stipendio. E vai col tango.

1. DA IERI SCOMPARE IL PATTO DEL NAZZARENO, ADESSO ABBIAMO FORZA ITALIA AL GOVERNO - 2. SILVIO BERLUSCONI SOSTITUISCE CON I SUOI SENATORI, ALMENO 45 SU 60, LA TRENTINA SCARSA DI DISSIDENTI PIDDINI E SPALANCA LA STRADA A MATTEO RENZI PER L’ITALICUM - 3. MA IL BERLUSCONI CHE SI LEGA MANI E PIEDI A RENZI È UN SILVIO OTTUAGENARIO CHE PENSA SOLO A SE STESSO. VUOLE MERITARSI LA “SALVA-SILVIO” CHE RENZI HA SOLO SOSPESO MA NON CERTO RITIRATO. VUOLE UN CAPO DELLO STATO CHE GLI CONCEDA LA GRAZIA. VUOLE ‘’GARANZIE” PER DIFENDERE IL SUO IMPERO TELEVISIVO IN DECLINO E SALVARE LE SUE AZIENDE DALLA CONCORRENZA. SONO TUTTE DEBOLEZZE E RENZI LE STA SFRUTTANDO SINO IN FONDO


Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

1. AVVISI AI NAVIGATI
RENZI E BERLUSCONI MATRIMONIO ALL ITALIANARENZI E BERLUSCONI MATRIMONIO ALL ITALIANA
Da ieri abbiamo un secondo patto del Nazzareno, più forte e più saldo del primo. Silvio Berlusconi sostituisce con i suoi senatori, almeno 45 su 60, la trentina scarsa di dissidenti piddini e spalanca la strada a Matteo Renzi per l’approvazione della nuova legge elettorale. In cambio, ottiene probabilmente una sorta di prelazione sulla scelta del prossimo capo dello Stato, della quale si parlerà martedì prossimo in un nuovo incontro. Anzi, in un nuovo vertice di maggioranza, perché è chiaro che adesso abbiamo anche Forza Italia al governo.

renzi e berlusconi italicumRENZI E BERLUSCONI ITALICUM
Però con il via libera al premio di lista, anziché al premio di maggioranza, Berlusconi ha apparentemente suicidato il suo partito. Forza Italia rischia di essere il quarto partito, dopo grillini e Lega Nord, e di non poter andare al ballottaggio. Di qui al 2016, data di entrata in vigore dell’Italicum, deve riaggregarsi con l’Ncd di Alfano, recuperare consensi sui Cinque Stelle e sperare di arrivare seconda, chiedendo poi a Salvini i voti per il ballottaggio. Una strada tutta in salita.
renzi berlusconi by vincinoRENZI BERLUSCONI BY VINCINO

Ma Berlusconi forse non ha un orizzonte così lungo. Il Berlusconi che si lega mani e piedi a Renzie è un Berlusconi che pensa solo a se stesso. Vuole meritarsi la “salva-Silvio” che Renzie ha solo sospeso ma non certo ritirato. Vuole un capo dello Stato che gli conceda la grazia. Vuole gli spazi di manovra per difendere il suo impero televisivo e salvare le sue aziende dalla concorrenza. Sono tutte debolezze e Renzi le sta sfruttando sino in fondo.  


2. NAZZARENO FOR EVER
“Il nuovo patto che spacca i partiti” è il riassunto in prima pagina del Corriere, che dentro riporta: “Berlusconi e Renzi rilanciano il patto. Sfida alle minoranze sull’Italicum. Il premier: ‘In Italia dobbiamo vincere qualche potere di veto’. Il leader FI: ‘Basta frammentazione’. Oggi il Cavaliere vedrà nuovamente il presidente di Ncd per parlare del Colle” (p. 2). Repubblica scrive: “Renzi blinda l’Italicum e il patto con Berlusconi. ‘I frenatori si rassegnino’. E’ rivolta dentro Pd e Fi” (p. 2).
Luigi ZandaLUIGI ZANDA

Miguel GotorMIGUEL GOTOR
Il Messaggero scruta il calendario: “Renzi e Berlusconi blindano l’Italicum. Battaglia nel Pd, in 29 dicono no. Oggi in votazione l’emendamento renziano che fa decadere tutti gli altri. Ma il voto finale slitta alla prossima settimana” (p. 2). Il Giornale esulta a tutta prima: “A un passo dalla crisi. La maggioranza non c’è più. Renzi chiede la conta sull’Italicum ma 29 senatori Pd gli voltano le spalle. Una vera scissione. La tenuta del governo è a rischio e adesso le larghe intese sono qualcosa più di un’ipotesi”.

Intanto, si contano le armate in casa democrat: “L’assemblea dei ribelli (con il sogno di arrivare a quota 150). Tutte le anime della sinistra interna riunite stasera a Montecitorio per arginare il pressing renziano. L’ipotesi di aggregarsi disertando il ‘sì’ finale, scenario complicato se i voti fossero decisivi” (Corriere, p. 5). Il clima è teso come non mai. Repubblica: “Ci guida Verdini’.
zanda e finocchiaroZANDA E FINOCCHIARO

I veleni sul ring del Pd. I ribelli contrappongono la Costituzione ai richiami alla disciplina. Zanda sorpreso: ‘Incredibile un dissenso così organizzato’. Boccia chiede a Renzi di evitare ‘metodi da Is’ con la minoranza. I fedelissimi del premier: ‘Ha passato il limite, chieda scusa” (p. 4). Sulla Stampa, l’ex segretario Epifani denuncia: “Un fatto inaudito l’intesa solo con Forza Italia” (p. 3). Il Messaggero racconta che “Bersani guida la fronda ma non strappa: vogliamo dare le carte per il Quirinale” (p. 2).


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3. ULTIME DA FARSA ITALIA
Il nuovo patto tra Silvio e Matteo provoca mal di pancia anche tra gli azzurri: “Fitto: Silvio sta suicidando il partito. Vuole entrare in maggioranza. Il leader cerca di bloccarlo: non fare dichiarazioni. Ma lui: vedrai che combino. L’ex governatore convinto di perdere sull’Italicum ma va alla guerra sul Colle” (Corriere, p. 6). La Stampa racconta: “E alla fine Berlusconi porta in dote a Renzi 45 senatori su 60. Fitto: ‘Ci svendi’. Ma Forza Italia sogna le larghe intese” (p. 4). Il Giornale spiega: “Berlusconi: il patto tiene. E il premio alla lista unirà il centrodestra. Dopo il faccia a faccia con Renzi, il Cavaliere garantisce i voti al premier sull’Italicum” (p. 5).
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4. ROMANZO QUIRINALE
Repubblica guarda anche oltre l’Italicum e racconta: “I tre forni nella partita del Colle e la tentazione del nome a sorpresa. Nei prossimi 15 giorni il leader Pd si gioca buona parte del suo futuro, oltre a molte chance di concludere la legislatura. ‘Possiamo rivolgerci alla minoranza del Pd, oppure ai berlusconiani e, infine, ai grillini dissidenti. Ma il mio obiettivo è arrivare a eleggere una persona civile’. Negli ultimi giorni, a Palazzo Chigi, le quotazioni del ministro dell’Economia Padoan sono tornate a salire” (pp. 6-7).

RENZI E PADOANRENZI E PADOAN
Toto-presidente anche sul Giornale: “Cartabia, la pupilla di Re Giorgio. Ha i numeri giusti e piace a Renzi. Donna, giovane, cattolica e non politica. Prodi in calo, Amato e Veltroni resistono” (p. 6).


5. L’UOMO CHE STRIGLIAVA LE BANCHE
Matteo Renzi va al vertice di Davos (evidentemente più simpatico di Cernobbio) portando lo scalpo delle banche popolari, che dice di aver “strigliato”. Corriere: “La svolta delle Popolari: diventano spa. Dura opposizione di Ncd, l’altolà di Alfano e Lupi. Il partito potrebbe votare contro il decreto. Il premier: una giornata storica, dopo 20 anni di tentativi di modifica mai riusciti” (p. 10). “Si chiude l’epoca dei piccoli soci. Quelle assemblee con i pullman. Dalla Popolare di Milano all’Ubi, che cosa cambia con la riforma. Le scommesse sulle fusioni: chi parte per primo? L’ipotesi Bpm con Carige. Veneto Banca con Popolare Vicenza: la Borsa fa i conti” (p. 11). La Stampa riporta anche “i dubbi della Banca d’Italia” (p. 6).
BRUTI ROBLEDOBRUTI ROBLEDO

Repubblica racconta la resistenza delle Popolari: “L’asse tra cattocomunismi e forza leghisti nella trincea dei resistenti. I sindacati temono una nuova ondata di esuberi tra i bancari dopo i 68 mila posti persi negli ultimi 15 anni. Oggi del colosso dell’Ubi sono azionisti la Congregazione delle Suore della carità e il convento di Sant’Orsola di Brescia” (p. 12).  


6. TOGHE ROTTE
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Grosso guaio per Alfredo Robledo, l’aggiunto milanese che a questo punto rischia il trasferimento indipendentemente dallo scontro con Edmondo Bruti Liberati. Corriere: “Rivelava notizie alla Lega Nord. Trasferite Robledo’. Cassazione, le accuse al magistrato milanese. ‘Il magistrato è venuto meno ai suoi doveri di imparzialità e di riservatezza” (p. 20). Messaggero: “Robledo va trasferito. Informò la Lega delle indagini con sms’. La richiesta del pg della Cassazione al Csm sul magistrato. ‘Messaggi al legale del Carroccio e suggerimenti sui Bossi” (p. 14). Per Bruti Liberati una vera tombola.


7. TOGHE APPICCICATE
FRANCESCO LO VOIFRANCESCO LO VOI
Tutto da rifare a Palermo, nonostante gli sforzi di Re Giorgio? Il rischio c’è, e anche molto concreto, come racconta il Cetriolo Quotidiano: “L’amnesia del Csm sulla moglie di Lo Voi. La consorte del neoeletto procuratore di Palermo è giudice al tribunale: uno dei due coniugi è incompatibile. A parlare di questa possibile criticità sono i due sconfitti Lari e Lo Forte, i quali hanno chiesto l’annullamento della nomina al Tar” (p. 9).


8. MARCIO SU ROMA
Nuova operazione antimafia nella Capitale. “La rete della ‘ndrangheta a Roma. ‘Qui si sta meglio che in Calabria’. Droga e armi, 31 ordini d’arresto. Un pentito: i giovani affiliati entusiasti di cibo e donne. Gli incontri alla coop Edera, già citata da Buzzi nelle intercettazioni di Mafia Capitale. Il procuratore aggiunto Prestipino: “Roma è considerata strategica dai clan: è il futuro” (Corriere, p. 21).


9. COMPAGNI CHE SBAGLIANO E TESTI CHE SI SBAGLIANO
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Colpo di scena al processo contro l’ex piddino Filippo Penati: “Il teste chiave contro Penati ritratta tutto. Al processo contro l’ex presidente della Provincia di Milano, l’uomo considerato il collettore delle tangenti smentisce se stesso e accusa: ‘Quando sono stato arrestato ho subito pressioni di tutti i tipi, se non avessi detto quello che voleva la Procura non sarei mai uscito’. L’architetto Sarno ai giudici: ‘Io vittima di angosciosi condizionamenti’. L’imputato: ‘Indagini fragili, questa è solo l’ennesima dimostrazione” (Repubblica, p. 23).


CASA TULLIANI A MONTECARLOCASA TULLIANI A MONTECARLO
10. CHE AFFARONI A MONTECARLO
“Il cognato di Fini fa i milioni con la casa di Montecarlo. L’immobile è in vendita, ‘Oggi’ becca Tulliani mentre tratta. Eppure il leader di An giurava che l’appartamento non vale nulla. Il prezzo di vendita oggi è di 1,6 milioni. Nel 2008 An l’ha svenduta ad appena 300mila euro” (Giornale, p. 7).


11. VIENI AVANTI CREATIVO
Ultime dalle sfilate milanesi: “Color ciliegia, giacca pigiama. ‘I 50enni vogliono osare” (Corriere, p. 27). E osino! Vai di pigiama party. 

1. LA FAMOSA CONDUTTRICE 40ENNE AMA USARE I PIEDI PER DARE PIACERE AL SUO PARTNER - 2. IL NOTISSIMO PSICOLOGO CHE IMPERVERSA IN TV DÀ CONSIGLI A TUTTI SU COME SUPERARE I PROBLEMI DI COPPIA. MA LUI DELLE “COPPIE” AMA SOPRATTUTTO GLI “SCAMBI” - 3. PERCHÉ L'ADDETTA STAMPA QUANDO VA ALLE RIUNIONI CON IL SUO FAMOSO ASSISTITO NON TOGLIE MAI LE MANI DA SOTTO AL TAVOLO? COSA AVRÀ DA TOCCARE? QUALCOSA DI GRANDE? - 4. AL CALCIO HA DATO MOLTO, E’ FIERO DELLA SUA SICILIANITÀ E VANTA UN GRANDE POTENZIALE EROTICO. PADRE DI FAMIGLIA, SPOSATO, NON DISDEGNA LA COMPAGNIA DELLA TRANS MARILÙ - 5. SIMONA SVENTURA TORNA IN PISTA! CONDURRÀ REALITY “IL CONTADINO” SU FOX LIFE - 6. SELVAGGIA LUCARELLI IN TRATTATIVE CON LA CARLUCCI PER PARTECIPARE A “NOTTI SUL GHIACCIO” COME GIURATA. INTANTO È DIVENTATA AUTRICE NEL TALENT DI RAI 2 “THE VOICE” - 7. ALBA PARIETTI SPERA DI FINIRE AD “AGON CHANNEL” MA PER ORA VA OSPITE DA SANTORO -


Alberto Dandolo e Ivan Rota per Dagospia

mara venier e ornella vanoniMARA VENIER E ORNELLA VANONI
1) Lei è una conduttrice molto, ma molto famosa. Ha poco più di 40 anni e una carriera di tutto rispetto. Ha un grande amore da poco tempo e con lui la passione è sempre al top. Dicono che tra le lenzuola ami le pratiche erotiche estreme. La parte del corpo che più usa per produrre piacere sono i suoi piedi. Chi è?

2) E’ un giornalista di stanza a Milano 2. I suoi servizi nei tg Mediaset sono sempre molto light. Ma ha una passione ossessiva per i club di scambisti. Il suo preferito? Il Club Paradise in prossimità di Piazza Udine a Milano. A due passi dagli Studi del suo telegiornale!

simona venturaSIMONA VENTURA
3) E sempre nello stesso club assiduo frequentatore è un notissimo psicologo che imperversa in tv. Lui ama dare consigli a tutti su come superare i problemi di coppia. Peccato che delle “coppie” ami soprattutto gli “scambi”! E non ditegli che l’ultima volta la famosa giornalista di moda con cui ha “interagito” non ha gradito la sua performance porcina!...

4) Chi è quel noto giornalista e conduttore che non lavora più a Milano ma che viene ancora rimpianto da alcune escort dell’Est per le laute mance che lasciava loro.? Piccolo indizio: albergava in un Hotel a Milano 2. Vicino vicino alla casa di Emily Fede…

5) Perché la nota addetta stampa quando va alle riunioni con il suo famoso assistito non toglie mai le mani da sotto al tavolo? Cosa avrà da toccare? Dicono “qualcosa di molto grande…”.

MILLY CARLUCCIMILLY CARLUCCI
6) Lui al calcio ha dato molto. E’ fiero della sua sicilianità e vanta un grande potenziale erotico. Padre di famiglia e amante delle belle donne, non disdegna la compagnia della trans Marilù. Avvistato qualche sera fa nel suo appartamento in prossimità di Porta Garibaldi a Milano…

7) Mara Venier regina di Instagram! Dopo che la sua amica Alessia Marcuzzi l’ha iscritta sul social è arrivata a quasi 15mila utenti! Maruzza è al settimo cielo!

8) Ma perché quel famoso giornalista del “Corriere della Sera” a una certa ora del pomeriggio fa avanti e indietro dalle toilette? Ah saperlo…

selvaggia lucarelli ponzaSELVAGGIA LUCARELLI PONZA
9) Trattativa 1: Fermi tutti! Mona Ventura torna in pista! Avvistata oggi nella sede Sky di Milano impegnata in una riunione con la redazione del reality “Il Contadino” che la vedrà conduttrice e che andrà in onda su Fox Life tra qualche mese.. Inoltre ben presto attraverserà l’Adriatico per condurre un reality sportivo su Agon Channel. Intanto è quasi certa la sua partecipazione in qualità  di giurata allo show del sabato sera di Rai 1 “Notti sul Ghiaccio” condotto dalla inossidabile Carlucci. La Mona Ventura, che nel frattempo ha anche perso svariati kili, si dice entusiasta ( qualora la trattativa dovesse andare a buon fine) di prendere parte alla trasmissione dell’ammiraglia Rai, soprattutto perché, a suo dire, potrebbe ritornare a lavorare con le due sue grandi amiche Milly Carlucci e Valeria Marini. Nammo bene…
enzo miccio allhallowoodENZO MICCIO ALLHALLOWOOD

11) Trattativa 2. Sora Selvaggia Lucarelli mille ne pensa e mille ne fa. Anche lei (assieme a un certo Enzo Miccio) è in trattative con la Carlucci per partecipare a “Notti sul Ghiaccio”in qualità di giurata ( la Mona sarà contenta!). Intanto è diventata pure autrice. Sora Lucarelli è stata assoldata dalla coppia Francesco Facchinetti e papà Roby ( quasi tutti i cantanti de noantri si avvalgono di team autorali!) che ben presto vedremo nel talent di Rai 2 “The Voice”. Per intenderci quello orfano di Nefertiti Carrà.

12) Trattativa 3. Alba Tramonto Parietti sta portando a termine una trattativa molto importante con una nota emittente televisiva ( non è che emigra pure lei a Tirana?). Dopo il boom di Scherzi a Parte tutti la vogliono. Speriamo che qualcuno se la prenda! Intanto se l’è presa Michelone Santoro. Domani sera l’ex “coscia catodica” sarà ospite a Servizio Pubblico assieme a Vittorio Sgarbi.
alba parietti 2ALBA PARIETTI 2

13) Non dite alla bionda giornalista del Tg3 Lombardia che il suo (apparentemente immacolato)  consorte se la intende con il proprietario del noto ristorante di Via Lecco!

14) I socialite di Milano si sono spostati a Ginevra per un appuntamento imperdibile. Durante il 25mo Salone Internazionale dell’Alta Orologeria di Ginevra, Montblanc ha annunciato Charlotte Casiraghi come nuova Brand Ambassador della Maison.Charlotte Casiraghi ha raggiunto il CEO di Montblanc Jérôme Lambert, l’attore Pierre Niney, l’attrice cinese e Ambassador di Montblanc Guey Lun Mei e il due volte campione del mondo di badminton, l’Olimpionico Lin Dan, ad una cena esclusiva con vista sul lago di Ginevra.
CHARLOTTE CASIRAGHICHARLOTTE CASIRAGHI


Consob, Tar del Lazio apre il caso delle “delibere a due” del presidente Vegas

Consob, Tar del Lazio apre il caso delle “delibere a due” del presidente Vegas

Annullato l'atto che prevedeva sanzioni disciplinari per Marcello Minenna, funzionario e autore della relazione tecnica sui derivati Unipol al centro dell'indagine della Procura di Milano. Se a decidere in Commissione sono solo due componenti, infatti, viene “violata la regola della collegialità”. Ma in sei mesi sono state più di 150 le delibere prese con il solo voto di Vegas e Troiano


Dall’impugnazione sull’accertamento di non conformità diBanca Carige fino alla maximulta affibbiata al futuro socioTelecomVincent Bolloré, passando anche per le sanzionipecuniarie inflitte alla rampolla dei LigrestiJonella, fino a quelle per l’ex ad di FonsaiEmanuele Erbetta. Sono oltre centocinquanta le delibere che la Consob ha approvato fra il 16 dicembre 2013 e il 14 giugno 2014 con due soli componenti, il presidente Giuseppe Vegas, il cui voto vale doppio in caso di parità, e il commissario Paolo Troiano. Atti che, alla luce di una recente sentenza del Tar sul caso del funzionario Consob Marcello Minenna, potranno creare un certo imbarazzo alla commissione e potenzialmente anche un danno economico in un eventuale procedimento risarcitorio in sede civile contro l’autorità guidata da Vegas. Chi infatti si sentisse in qualche modo leso dalle delibere prese dalla Consob in quell’arco temporale potrà contare sul precedente della sentenza dei giudici amministrativi romani, che hanno stabilito la nullità della delibera n. 18822 del 7 marzo 2014 perché in Consob è stata “violata la regola della collegialità”.
La delibera in questione riguarda sanzioni disciplinari a carico diMinenna, capo dell’Ufficio analisi quantitative, che una manciata di mesi prima si era scontrato con Vegas sulla valutazione dei derivati in pancia a Unipol. A Minenna è imputata la violazione di alcune disposizioni interne sui dipendenti. Secondo la ricostruzione delCorriere della sera, la delibera è passata con il voto contrario motivato di Troiano e il doppio voto favorevole di Vegas. Per Minenna è scattata così la sanzione che prevede la decurtazione di un quinto dello stipendio per sei mesi. Il funzionario ha fatto appello al tribunale amministrativo e, alla fine, il Tar gli ha dato ragione.
La palla passa ora nuovamente a Consob, che potrebbe decidere di appellarsi contro la sentenza a favore del funzionario autore del dossier tecnico in cui emergeva il buco dei derivati Unipol su cui sta indagando la Procura di Milano. All’epoca la relazione di Minenna non fu presa in considerazione dalla Commissione. E il collegio, con il voto doppio di Vegas, quello contrario dell’ex commissarioMichele Pezzinga e l’astensione di Troiano, decise di non domandare rettifiche a Unipol, allineandosi con la proposta diAngelo Apponi, già capo della divisione informazione emittenti, descritto nelle carte dell’inchiesta Unipol-Fonsai come l’uomo dell’autorità che tiene i rapporti MediobancaLo stesso Apponi che è stato appena nominato direttore generale di Consob con una delibera che ha tutti i crismi della “legalità” perché può contare su tre commissari dopo l’ingresso in Consob a giugno della renzianaAnna Genovese.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/consob-tar-lazio-apre-caso-delle-delibere-presidente-vegas/1357305/

Ilva, per salvarla arriva società con garanzia statale. Potrà tenerla fino a 2025

Ilva, per salvarla arriva società con garanzia statale. Potrà tenerla fino a 2025

Nel decreto sul credito viene delineata la struttura del veicolo ad hoc per la ristrutturazione, in un tempo massimo di dieci anni, delle aziende in perdita ma "con buone prospettive industriali". Sarà a partecipazione pubblica ma aperto anche a fondi di investimento e altri investitori istituzionali. Intanto il ministero dello Sviluppo nomina Gnudi, Carruba e Laghi commissari straordinari

Sono l’attuale commissario Piero Gnudi, il subcommissario Corrado Carrubba e il commercialista Enrico Laghi i tre commissari straordinari dell’Ilva nominati dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. La decisione sarà formalizzata nel decreto ministeriale di ammissione del siderurgico alla procedura di amministrazione straordinaria prevista dalla legge Marzano modificata ad hoc dall’ultimo decreto Salva-Ilva. Gnudi ha presentato l’istanza presso il ministero e il Tribunale di Milano proprio oggi. Nel frattempo il governo Renzi, nel decreto sul credito varato martedì dal Consiglio dei ministri, ha delineato la struttura del veicolo che sarà messo in campo per laristrutturazione e il rilancio delle aziende in perdita ma con “buone prospettive industriali e di mercato”. A partire proprio dall’Ilva.
Si tratterà di una società per azioni a partecipazione pubblicama aperta anche a fondi di investimento privati, fondi pensionebanche e altri investitori istituzionali “nel quadro di un progetto triennale ad esecuzione progressiva”. Alcune categorie di investitori potranno beneficiare di una garanzia dello Stato, a patto di riversare nelle casse pubbliche una quota (la percentuale non è specificata) degli utili che intascheranno. Va sottolineato che la società è tenuta a distribuire almeno i due terzi di quelli che produrrà. Gli altri azionisti, quelli che non godono della garanzia, avranno però “voto maggiorato nelle assemblee sociali”. La newco dovrà portare a termine il risanamento e uscire dal capitale delle partecipate “entro sette anni”, ma “tale periodo potrà essere prorogato di tre anni per specifiche ragioni”. Vale a dire che non si può escludere che l’Ilva e le altre aziende che saranno sottoposte a questa “cura” restino sul groppone dello Stato fino al 2025.
La mossa dei Riva per riprendersi l’Ilva – Sullo sfondo, poi, resta lo spettro di un possibile ricorso dei Riva, azionisti di maggioranza con il 90% del capitale. Martedì Claudio Riva, presidente di Riva Fire e non coinvolto nei procedimenti giudiziari che hanno portato all’estromissione della famiglia da parte della magistratura, ha infatti scritto al governo e ai presidenti delle commissioni Industria e Ambiente del Senato, Massimo Mucchetti e Giuseppe Francesco Marinello, per chiedere che l’azienda non sia posta in amministrazione straordinaria e preannunciare la presentazione di una “proposta concreta di salvataggio e rilancio” che intende presentare giovedì nel corso dell’audizione davanti alle commissioni riunite.
Via libera all’ingresso di Cassa depositi e prestiti nella newco – Ma l’esecutivo nel frattempo si è già mosso in direzione opposta. L’articolo 7 del decreto, intitolato “Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese italiane”, dispone che la newco avrà lo scopo di promuovere e realizzare operazioni di “ristrutturazione, sostegno e riequilibrio” di gruppi con “temporanei squilibri patrimoniali e/o finanziari” superabili attraverso una “ridefinizione della struttura finanziaria” e/o una “adeguata patrimonializzazione o interventi di ristrutturazione”. Un escamotage che permette di aggirare i vincoli che impediscono a Cassa depositi e prestiti di entrare nella partita del siderurgico di Taranto. Per statuto, la cassa che gestisce il risparmio postale degli italiani non può infatti investire in realtà che non siano in utile. Ma nulla le impedirà invece di entrare nel capitale di questa nuova società di servizio, che a sua volta prenderà in affitto gli impianti del siderurgico. Il comma 2 prevede esplicitamente che la newco possa “compiere operazioni di finanziamento, acquisire o succedere in rapporti esistenti se del caso ridefinendone le condizioni e i termini, al servizio dello sviluppo operativo e dei piani di medio-termine all’uopo predisposti, compreso l’affitto o la gestione di aziende, rami di aziende ositi produttivi“.
Gli indiani confermano “interesse”, ma solo sulla carta – Intanto i gruppi che in passato avevano manifestato interesse per l’acquisizione del siderurgico continuano a dirsi in partita, pur senza sbilanciarsi. Ondra Otradovec, direttore area fusioni e acquisizioni di Arcelor-Mittal, in audizione nelle commissioni Ambiente e Industria al Senato ha garantito che il gruppo è “molto interessato”. “Siamo pronti a continuare a lavorare con il governo italiano e il commissario straordinario per poter arrivare a una positiva conclusione della trattativa”, ha affermato, “ma alla fine non siamo interessati a essere soci di minoranza, il nostro obiettivo è di diventare soci di maggioranza“. Anche se come è noto il colosso indiano non ha mai presentato un’offerta vincolante. E anche Giovanni Arvedi, presidente del gruppo omonimo, si è detto disposto a entrare nella newco che gestirà gli stabilimenti “anche con una piccola quota in un’ottica di razionalizzazione del sistema italiano dell’acciaio”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/ilva-per-salvarla-arriva-societa-garanzia-statale-nominati-commissari/1358307/