mercoledì 26 aprile 2017

A Geisha with a katana in an Odori costume, circa early 1900s.



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The moment of discovery of #Antinous at Delphi 1894



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Fotografia di piloti di bombardieri che parteciparono all'attacco di Pearl Harbor.

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Donne costrette ad indossare lo hijab protestano dopo la rivoluzione iraniana del 1979

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Due rare immagini dell'assedio e del bombardamento di Roma da parte delle truppe francesi nel giugno 1849.


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Parigi Ballo a Montparnasse 1932

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German world war 1 veteran begs at the streets of Berlin, Germany 1923

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The last princess of Joseon dynasty (korean royal family), Deokhye and her Japanese husband Takeyuki So ,1931.

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Francoise Arnoul

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Parigi. Quartier latin 1968


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On set of Seven Samurai



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Un grande regista!




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Un uomo riposa dopo una notte di festeggiamenti per la fine del proibizionismo, 1933.

Fotografia di Leslie Jones

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Bambina Inuit con la sua " Barbie". 1927

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Essi chiamano se stessi Inuit ( o Yuit in Siberia e in alcuni dialetti dell' Alaska) cioè il Popolo in lingua Inuktitut. Tale lingua è polisintetica, tende cioè a concentrare intorno ad un nucleo logico-semantico, intere frasi creando quindi parole esageratamente lunghe. Per gli Inuit, l' esistenza è una grande partita a scacchi contro la natura: l' abilità offre migliore opportunità, ma non si può mai sapere a quale nuova mossa bisogna contrapporsi. Per loro la conoscenza è meglio della fede, infatti quando Rasmussen chiese ad una guida Inuit in cosa credesse, si sentì rispondere < Noi non crediamo, noi abbiamo paura >

Valter Chiappini


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Assistenti di volo della Pacific Southwest Airlines, 1960




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Bambina su un carretto trainato da un alligatore


L'immagine può contenere: persone sedute e bicicletta

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Betty Ford balla sul tavolo del Gabinetto della Casa Bianca il suo ultimo giorno come First Lady, 1977.


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Robot giapponese, 1930

L'immagine può contenere: 1 persona

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Foto di Joseph Eid : Mohammad di 70 anni ascolta musica con il giradischi nella sua casa distrutta dai bombardamenti ad Aleppo.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Non è rara, nemmeno inedita.
Però chiama, urla quasi.


Maria Elena Comperti

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Ernest Hemingway che guida un'ambulanza della Croce Rossa in Italia durante la prima guerra mondiale

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L'ultima immagine conosciuta di Hitler, scattata circa due giorni prima della sua morte fuori dall'ingresso del suo bunker di Berlino mentre rileva le devastazioni di una bomba.

L'immagine può contenere: una o più persone

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Un calvo Che Guevara si scatta un selfie a La Paz, Bolivia, 3 novembre 1966.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

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Campagna pubblicitaria per le elezioni presidenziali tedesche del 1932 . Tra i cartelloni c'è anche quello di Hitler


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Donna boera in un campo di concentramento britannico con il bambino morto tra le braccia. Foto di Emily Hobhouse

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martedì 25 aprile 2017

Magritte, Le grazie naturali, 1963


Kunsthaus, Zurigo



I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Solomon Joseph Solomon, Aiace d'Oileo porta via Cassandra, 1886

Aiace d'Oileo porta via Cassandra, opera dell'artista Solomon Joseph Solomon, 1886.



I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Frederic Leighton, The Golden Hours, 1864

Frederic Leighton, " The Golden Hours ", Date: 1864, United Kingdom,
oil canvas, 91.5 x 122 cm, Private Collection

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I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Carl Vilhelm Holsøe (1863 -1935), Inga ved vinduet

Carl Vilhelm Holsøe (1863 -1935)
Inga ved vinduet



I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Frits Thaulow, Swans on the River



I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Giovanni Lomi (Livorno, 1889 – 1969), Barconi della Venezia a Livorno, 1923

Giovanni Lomi
(Livorno, 1889 – 1969)
Barconi della Venezia a Livorno, 1923
Dal Rinascimento ai Pittori Macchiaioli e oltre

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I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Carl Friedrich Lessing, Rocky landscape: Gorge with ruins, 1830


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I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Chien Chung Wei, The Moscow Nocturne

Chien Chung Wei
The Moscow Nocturne
37 x 56 cm
Pittore contemporaneo


I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Jules Joseph Lefebvre, Mary Magdalene In The Cave ,1876

Mary Magdalene In The Cave ,1876 by Jules Joseph Lefebvre


I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Albert Marquet, LE GROS OLIVIER, 1943

Albert Marquet "LE GROS OLIVIER" 1943
65.1 x 81.6cm Olio su tela


I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Teruhide Kato, Symphony in Pink


Grazie Arte in Giappone



I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Carl Vilhelm Holsøe (1863-1935), Woman on the stairs

Carl Vilhelm Holsøe (1863-1935) - Woman on the stairs
Grazie Dalla pittura alla poesia




I 1000 quadri più belli di tutti i tempi

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Esecuzione di prigionieri serbi da parte delle truppe austro-ungariche, 1917.

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AUSCHWITZ -- bambini prigionieri nel campo di concentramento, liberati dalle truppe russe.

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25 dicembre 1926, ""Hirohito"", incoronato imperatore del Giappone all'età di 25 anni, indossa il tradizionale kimono.

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sabato 22 aprile 2017

HIROSHIMA


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domenica 19 marzo 2017

Ringo, una storia avvolta nel mistero.

John Peters Ringo (Greens Fork, Indiana, 3 maggio 1850Monti Chiricahua, 13 luglio 1882) è stato un celebre pistolero e criminale statunitense, protagonista del selvaggio West americano, membro della banda di criminali nota come Cowboys operante nei dintorni di Tombstone (Arizona) negli anni ’80 del XIX secolo. È stato coinvolto nella faida tra i Cowboys ed il celebre sceriffo Wyatt Earp.

Questo è quello che troverete scritto su Wikipedia ma quando stavo alla FAO alcuni signori appartanenti rispettivaente all'ambasciata messicana, peruviana ed ecuadoregna mi raccontarono una storia un po' diversa su questo personaggio. Incredibile ma vero ma lo conoscono in tutto il Sud America, considerandolo un vero diavolo con la pistola. Asserivano, inoltre, che Ringo non sarebbe un cognome ma un soprannome, un diminutivo di gringo, riferendosi ai capelli biondi del personaggio in questione, oppure un gioco di parole riguardo alla sua velocità con la pistola.

Il primo mistero sarebbe, dunque, il suo nome Ringo appunto.


(Wikipedia)

Questa sarebbe l'unica immagine disponibile di Ringo, ma secondo molti non sarebbe lui.



Mentre negli USA e in Italia ha ipsirato un sacco di personaggi cinematografici come ad esempio John Wayne in Ombre rosse e Giuliano Gemma con Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo, per citare solo i più famosi, in Messico e in Sud America è considerato un volgare bandito.

Altra annotazione: secondo voi il personaggio imaginario John Rambo da chi si ispira? Il suo autore, lo scrittore canadese David Morrell, disse che quel nome era preso da una varietà di mele francesi e voleva che la pronuncia corretta di Rambo ricordasse il poeta francese Arthur Rimbaud, ma guardacaso era dell'Arizona, il posto dove lui ottenne "notorietà" stesso nome di Ringo e come il pistolero solo contro tutti......
Altra curiosità: ufficialmente Ringo è morto il 14 luglio 1882. Il 14 luglio vi dice qualcosa?

Ringo fu, probabilmente, l'unico americano nella storia a spaventare anche solo col suo nome i messicani.

 Allora amici mi starete chiedendo il mistero su Ringo è solo nel suo nome? Certamente no i diplomatici con cui parlai conclusero che non si suicidò come dissero le autorità locali e che, adirittura, il corpo trovato sotto l'albero in cui si sarebbe sparato alla testa il 14 luglio del1882, non era nemmeno il suo, ma che fosse fuggito in Australia d'accordo con le autorità stesse. Probabilmente con il "lavoro" che faceva era venuto a conoscenza di cose scottanti su personaggi "rispettabili" del luogo e con i soldi accumolati in anni di "servigi" se la squagliò per non finire sotto due metri di terra.
Tra l'altro sulla morte di Ringo ci sono state sempre e solo smentite e, quindi, questa versione che mi è stata data potrebbe persino essere la più realistica.


Prendiamo da Wikipedia la sua storia:

Biografia

Guerra della contea di Mason

Nel 1875 Ringo prese pare agli avvenimenti che stavano bagnando di sangue la contea di Mason, in Texas, durante la quale entrò a far parte della banda di Scott Cooley che commise diversi omicidi per vendicare la morte del padre Tim Williamson, ucciso da Peter Bader, un allevatore texano discendente da una famiglia tedesca. Come Bader, molti allevatori della contea di Mason avevano antenati tedeschi, e la loro minoranza, appoggiata dallo sceriffo John Clark, si schierò contro la banda di Cooley.
Gli scontri a fuoco causarono la morte di dodici persone, tra le quali lo stesso Bader e suo fratello Charley. Lo sceriffo Clark, invece, fuggì dalla contea. Ringo e Cooley furono arrestati alla fine di dicembre del 1875 dallo sceriffo J. A. Strickland, per poi evadere e separarsi. Ringo, a quel punto, decise di lasciare il Texas e scappò in Arizona, dove sarebbe divenuto famoso per gli atti di banditismo commessi insieme alla banda di "Old Man" Clanton.

Tombstone e la guerra dell'Arizona

Portatosi in Arizona, Ringo iniziò a gravitare intorno al ranch di "Old Man" Clanton, lungo il fiume San Pedro. Clanton era un ricco allevatore che aveva sfruttato la felice collocazione delle sue proprietà, a due passi dal Guadalupe Canyon e dallo Skeleton Canyon, le “porte d'accesso” al Messico, per arricchire le sue mandrie con bestiame razziato ai messicani. Intorno al ranch dei Clanton si raccoglievano ormai bande di mandriani più dedite al banditismo che alle normali pratiche dell'allevamento; prova ne è il fatto che, all'epoca, in Arizona la parola “cowboy” aveva una valenza apertamente negativa.
Johnny Ringo allacciò stretti rapporti con il figlio maggiore di “Old Man”, il turbolento Ike Clanton, e con un altro pistolero, William Brocius.
Nell'agosto del 1881, “Old Man” Clanton venne assassinato con altri mandriani da contrabbandieri messicani nel massacro di Guadalupe Canyon. Ormai privi della loro “storica” guida, i Clanton e gli avventurieri che gravitavano loro intorno si riunirono in una banda, i Cowboys, della quale Ringo e Brocius divennero rapidamente i leader.

La fine

Il 14 luglio 1882, Johnny Ringo venne trovato morto sotto un albero nella Turkey Creek Valley, ad un giorno di marcia da Tombstone, freddato da un colpo alla testa. Le condizioni in cui venne rinvenuto il cadavere fecero supporre un suicidio ma, anni dopo, Josephine Marcus Earp sostenne che l'ultimo Cowboys era stato eliminato da Doc Holliday e Wyatt Earp con un colpo di fucile da notevole distanza. Secondo quanto riportato in un libro scritto da Glen Boyer, Josephine avrebbe dichiarato che Doc e Wyatt sarebbero ritornati in Arizona per chiudere una volta per tutte il conto per la morte di Morgan Earp. La morte di Ringo chiuse definitivamente la faida tra gli Earp ed i Cowboys. Accusato di essere un bugiardo Boyer ammise di non avere prove a supporto di quanto riportato nel libro. Inoltre fu appurato che Holliday era sotto processo in Colorado all'epoca della morte di Ringo e che lui ed il suo avvocato erano in tribunale nella contea di Pueblo nei giorni dall'11 al 18 luglio 1882, periodo in cui Ringo fu ucciso, e che quindi era impossibile che avesse potuto avere una parte nella sua morte avvenuta nella West Turkey Creek Valley (Arizona).

Note

  1. ^ Wikipedia, the free encyclopedia
  2. ^ Breakenridge, pp. 169-170 e 301-302.
  3. ^ Breakenridge, p. XIX.
  4. ^ Breakenridge, pp. 182-183.
  5. ^ Marcus, pp. 107-8, 111.

    Bibliografia

    Fonti

    • Stuart Lake, Wyatt Earp, frontier marshal, 1931. Prima biografia autorizzata di Wyatt Earp, basata su di un'intervista concessa a Lake da Earp nel 1928. Il volume raccoglie anche i testi dell'autobiografia che Earp dettò nel 1926 a John H. Flood.
    • Alford E. Turner, The O.K. Corral inquest, College Station (Texas), 1981, ISBN 0-932702-16-3. Il volume raccoglie i documenti originali del processo condotto dal giudice di pace Spicer, analizzati ed annotati dell'autore Turner. Viene considerata la più autorevole fonte di informazioni sugli Earp.
    • I Married Wyatt Earp: The Recollections of Josephine Sarah Marcus Earp, ed. Glenn G. Boyer, University of Arizona Press, 1998, ISBN 0-8165-0583-7. Le memorie della moglie di Wyatt Earp, Josephine Marcus.
    • Billy Breakenridge, Helldorado: Bringing the Law to the Mesquite, Boston, 1928, ed. Richard M. Brown, University of Nebraska Press, 1992, ISBN 0-8032-6100-4.
    • Walter Noble Burns, Tombstone, an Iliad of the West, 1927, ed. Casey Tefertiller, University of New Mexico Press, 1999, ISBN 0-8263-2154-2.

    Studi

     

    • Steve Gatto, Johnny Ringo, Lansing, 2002, ISBN 0-9720910-1-7.
    • Steve Gatto, The Real Wyatt Earp: A Documentary Biography, Silver City, 2000, ISBN 0-944383-50-5.
    • Allen Barra, Inventing Wyatt Earp: His Life and Many Legends, New York, 1998, ISBN 0-7867-0685-6.
    • Casey Tefertiller, Wyatt Earp: The Life Behind the Legend, New York, 1997, ISBN 0-471-18967-7.
    • Grace McCool, GUNSMOKE: The True Story of Old Tombstone, Tucson, 1990, ISBN 0-918080-52-5.
    • Paula Mitchell Marks, And Die in the West: the story of the O.K. Corral gunfight, New York, 1989, ISBN 0-671-70614-4.
    • Jack Burrows, John Ringo: The Gunfighter Who Never Was, Tucson, 1987, ISBN 0-8165-0975-1.


    https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Ringo


    Fenix


     

     

 

 


 


 

 










Biografia

 



venerdì 20 gennaio 2017

PARLAMENTO ITALIANO: PETIZIONE POPOLARE PER UNA LEGGE RIGUARDANTE SFRATTI.

PARLAMENTO ITALIANO: PETIZIONE POPOLARE PER UNA LEGGE RIGUARDANTE SFRATTI.

Raggiungiamo le 20.000

Perché è importante



L’Associazione DIRITTI IN
MOVIMENTO, insieme al COMITATO CONTRO LA PRECARIETA’ CITTA’ STORICA e il webfine
GROGNARDS, gestito da PAOLO MUCCI MARANO, presidente dell’ASSOCIAZIONE
CULTURALE TRE LOTTI




Considerato
che



 In base alla
riforma del titolo 5° della Costituzione, le Regioni hanno competenza in
materia di politica della casa, ma a tutt’oggi non è stato ancora individuato
il meccanismo di finanziamento di tale competenza. A tale mancanza occorre
porre rimedio nel quadro del varo del federalismo fiscale. Sarebbe necessario
un cofinanziamento di almeno un miliardo annuo.

Inoltre sarebbe
necessario aumentare la dotazione del Fondo sociale per l’affitto (art.11 della
legge 431 del 98) dagli attuali 250 almeno a 500 milioni.

Ciò allo scopo di far
diventare il fondo uno strumento di Welfare consentendo realmente agli enti
locali di intervenire nelle situazioni di disagio abitativo in caso di carenza
dell’offerta a canoni socialmente sostenibili.

La crisi dell’affitto
è, dunque, pesante.

La legge 431 del 1998,
nota come riforma degli affitti, attraverso la liberalizzazione dei canoni, gli
incentivi fiscali per i proprietari ed il bonus casa per gli inquilini a basso
reddito, avrebbe dovuto sbloccare un mercato immobiliare ingessato, combattere
l’annoso fenomeno dei contratti in nero e delle case sfitte, dare impulso,
attraverso il canale concordato, all’offerta di case a prezzi equi ed
accessibili.

L’obiettivo era quello
di regolare il libero mercato, per renderlo nel contempo, economicamente sopportabile
e trasparente.

A distanza di circa
otto anni il bilancio sugli affitti della 431 è particolarmente critico. La liberalizzazione
dei canoni ha comportato dal ’98 ad oggi, una crescita straordinaria dei canoni
di affitto, con livelli record nelle grandi città. La percentuale dei contratti
“ concordati “ non supera il 20% del totale, anche a fronte degli incentivi
previsti da alcuni comuni attraverso la riduzione dell’ICI.

Prevalgono di gran
lunga i contratti stipulati col canale libero e, di fronte alla crescita dei
prezzi degli immobili, gli affitti hanno raggiunto livelli insostenibili per le
fasce medie e medio‐basse.

La necessità di
modificare le legge 431, al fine di superare gli evidenti limiti messi in luce
dalla liberalizzazione del mercato dell’affitto è evidente a tutti.

Si tratta in
particolare:

1) di introdurre un
sistema più efficace di incentivi e disincentivi fiscali per la proprietà al fine
di rafforzare il ricorso all’applicazione del canone concordato,
tendenzialmente per l’intero mercato dell’affitto, ad eccezione degli immobili
di lusso individuati secondo criteri da definire in sede contrattuale;

2) fare del fondo
sociale per l’affitto un vero strumento di Welfare per intervenire per

periodi limitati e
necessari, nelle situazioni di disagio abitativo;

3) trasformare la
legge 431 anche in una legge di spesa, che oltre che regolare il mercato privato,
definisca i criteri di gestione ed i finanziamenti sia della edilizia
residenziale pubblica, sia dell’edilizia agevolata in locazione.

La contrazione del
mercato dell’affitto deriva anche dal processo di dismissione degli immobili residenziali
degli Enti previdenziali, degli ex IACP e dei Comuni. L’alienazione è avvenuta,
infatti, esclusivamente per fare cassa, al di fuori di qualsiasi valutazione
delle esigenze di politica abitativa, con la conseguente sottovalutazione delle
ricadute sociali e di mercato. Ed il processo continua.

Occorre ribaltare tale
logica. E’necessario modificare la legge 410 del 2001 garantendo a tutti i conduttori
la possibilità di acquistare l’immobile con equità di prezzo, assicurando la permanenza
in affitto ad anziani, a famiglie a basso reddito e rivedendo i criteri per la definizione
degli immobili di pregio. Infine, un reimpegno degli enti previdenziali, anche
con una strumentazione innovativa nel settore dell’edilizia residenziale,
potrebbe contribuire ad aumentare lo stock abitativo in locazione.

Il rilancio dell’edilizia
residenziale pubblica è una condizione essenziale per riaprire e calmierare il
mercato. L’obiettivo è quello di estendere il patrimonio pubblico, apportando
le innovazioni necessarie, sostenendo i processi di riforma e di
riqualificazione già in corso da parte delle Regioni.

Si tratta di
assicurare gestioni sempre più efficienti, sia a livello delle manutenzioni che
di fornitura di servizi avanzati all’abitare. Si tratta di fare attenzione
particolare agli ingressi, affinché corrispondano sempre più ai bisogni reali,
ma anche di fare attenzione all’uscita dall’edilizia residenziale pubblica,
quando le mutate condizioni economiche non ne giustificano più la permanenza.

E’ necessario
intervenire, inoltre, per adeguare l’investimento alla tipologia della domanda attuale,
con interventi di risanamento e di recupero edilizio ed urbano. La definizione
di piani di ristrutturazione di immobili inutilizzati o di immobili in
precedenza adibiti ad altre funzioni, previa acquisizione pubblica, il
completamento e la riqualificazione di aree degradate, il sostegno a tali
operazione varate da parte di privati, non solo costituirebbe il necessario rinnovamento
urbano, ma consentirebbe tempi più ravvicinati per rispondere alla domanda dei soggetti
deboli, degli immigrati, delle giovani coppie.


Il diritto alla
casa è un diritto inapplicato.

Le categorie sociali più deboli trovano sempre più
difficoltà a vedersi riconosciuto tale diritto.

In questi anni sono aumentate le persone e le famiglie
impossibilitate ad accedere ad una abitazione nel mercato degli affitti, e non
in grado di accollarsi mutui per l’acquisto di una abitazione.

Salari bassi, precarietà del lavoro,difficoltà
crescenti contribuiscono ad emarginare molti soggetti,determinano la condizione
d’impossibilità di accesso ad un alloggio, come del resto dimostrato
dall’aumento vertiginoso e costante degli sfratti per morosità, ormai giunti ad
essere circa il 70 % delle motivazioni di sfratto.

La politica di edilizia residenziale pubblica del
nostro Paese è estremamente marginale, rispetto ad analoghe politiche dei paesi
del Nord Europa e degli altri grandi stati europei, basti pensare che in Italia
nel 1984 si costruivano 36000 alloggi di edilizia sovvenzionata a canone
sociale e nel 2004 questi erano scesi a 1900.

La crescente necessità di dare risposta al grave stato
di disagio sociale e \contemporaneamente rendere esigibile il diritto alla
casa, necessita anche di passaggi legislativi forti, capaci di costruire in una
fase intermedia una risposta immediata ad una ripresa della politica
residenziale pubblica e al diritto all’abitazione, come quella esposta nella
petizione popolare.

Questa petizione si prefigge l’obiettivo di sostenere
l’iniziative dei Comuni per affrontare l’emergenza abitativa attraverso lo
strumento della requisizione. Questo strumento da decenni vigente in Italia è
stato rilanciato recentemente dalle requisizioni effettuate dal Presidente del
X Municipio , atto che è stato significatamene avvalorato anche dall’ordinanza
del Tar del Lazio n°521/2006, che ha respinto la richiesta di sospensiva
avanzata dalla proprietà che si era vista requisire 15 alloggi nel corso del
2005. Questo vuol dire che la requisizione non è un atto illegale, ma che è
possibile, purché sia corrispondente ai criteri definiti dalla legislazione
vigente e in ottemperanza delle sentenze del Consiglio di Stato emesse nel 1985
e nel 2003;







ILLUSTRA

La seguente proposta:



1.     L’articolo 1 individua le finalità dell’intervento
legislativo che è destinato a far fronte all’urgenza di rispondere in modo
adeguato alla richiesta di disponibilità di alloggi da parte delle categorie
economicamente e socialmente deboli, nell’impossibilità di alloggiarli nell’ERP
a causa dell’alto numero di esecuzioni forzate.



2.     L’articolo 2 conferisce finanziamenti al Comune per
esercitare la possibilità di requisire ( attraverso le numerose disposizioni di
legge tra le quali: art. 7 della legge 20 marzo 1865 n. 2248; art. 36 del R.D.
17 agosto 1907 n. 542; art. 153 del T.U. 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 l. 6 dicembre 1971 n. 1034;
e per il richiamo all’obbligo di soccorso commesso alle funzioni di Ufficiale
Sanitario attribuite al sindaco con la Legge Sanitaria n. 833 del
1978), unità immobiliari sfitte da oltre dodici mesi e di conferirle per un
periodo di trentasei mesi, eventualmente rinnovabili per ulteriori diciotto
mesi; o per alloggi occupati da nuclei familiari sotto sfratto per i quali non
ci sono al momento soluzioni abitative alternative. La norma prevede specifiche
garanzie dirette alla tutela dei diritti dei proprietari, tra le quali si
segnalano l’obbligo di restituzione del bene nelle stesse condizioni
strutturali ed igienico‐ sanitarie in cui si trovava al momento della
requisizione nonché il divieto di sottoporre a nuovo vincolo il medesimo
immobile prima che siano decorsi cinque anni dalla precedente imposizione.



3.     L’articolo 3 stabilisce che gli alloggi siano
assegnati all’emergenze di soccorso ( l’emergenze che costituiscono turbativa
sociale, oltre al grave pregiudizio per la salute del cittadino) verso i senza
tetto e/o sulla base di graduatorie comunali o nel caso di nuclei familiari o
coppie di fatto sotto sfratto esecutivo. Il canone di locazione è fissato in
base ai criteri stabiliti dalla vigente normativa in materia di edilizia residenziale
pubblica; può essere esentato dalla corresponsione del canone l’assegnatario
che abbia effettuato interventi di manutenzione sull’immobile fino alla
copertura delle spese sostenute.



4.     ’articolo 4 prevede la sospensione parziale o totale
delle addizionali regionali e comunali verso la proprietà soggetta alla
requisizione, la sospensione da parte del comune dell’applicazione dell’ICI
sugli immobili requisiti per tutto il periodo della requisizione. Lo stesso
beneficio è previsto per il proprietario dell’immobile che abbia stipulato con
l’assegnatario un contratto di locazione in base alla legge 431/98 canone
concordato. Con la stipulazione del contratto di locazione cessa il vincolo di
requisizione temporanea.





CHIEDE



Che venga presa in atto la seguente proposta



 “NORME DIRETTE A FAVORIRE L’INSERIMENTO
ABITATIVO STABILE DEI SOGGETTI SOCIALMENTE DEBOLI”



ARTICOLO
1‐ (FINALITA’)



1‐    Il comune, in conformità ai principi stabiliti
dall’art. 1 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali,
culturali, ratificato con articolo 11 della legge 25 ottobre 1977 n.° 881, al
fine di contrastare la difficile condizione di emergenza abitativa, promuove
con la presente legge, una azione volta a favorire l’inserimento abitativo
stabile dei soggetti socialmente deboli a condizioni locative accessibili

.

ARTICOLO
2‐ ( REQUISIZIONE TEMPORANEA)





1‐    Per le finalità
di cui all’art. 1 il Comune, in ottemperanza all’obbligo di soccorso
nell’eccezionalità dell’emergenza sociale, e al fine della tutela della salute
dei cittadini, sulla base di quanto previsto dalle leggi nazionali vigenti in
materia: l’art. 7 della legge 20 marzo 1865 n. 2248; l’art. 36 del R.D. 17
agosto 1907 n. 542; l’art. 153 del T.U. 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 l. 6 dicembre 1971 n. 1034
e per il richiamo all’obbligo di soccorso commesso alle funzioni di Ufficiale
Sanitario attribuite al Sindaco dalla Legge Sanitaria n. 833 del 1978,
requisiscono per un periodo di trentasei mesi, emotivamente rinnovabili per una
sola volta di ulteriori diciotto mesi, unità immobiliari sfitte da almeno
dodici mesi, o occupate da nuclei familiari sotto sfratto per i quali non ci
sono al momento soluzioni abitative alternative, fatta eccezione per l’alloggio
di residenza del proprietario ed un secondo alloggio che il proprietario
medesimo intende mantenere nella propria disponibilità;





2‐    Alla scadenza del termine di cui al comma 1 le unità
immobiliari sono restituite nella piena disponibilità del proprietario nelle
identiche condizioni strutturali e igienico ‐ sanitarie sussistenti al momento
della temporanea requisizione;

3‐     L’immobile, già
oggetto di requisizione ai sensi del presente articolo, non verrà sottoposto a
nuova requisizione prima che siano passati cinque anni dalla cessazione della
precedente imposizione;

4‐     Per l’intero
periodo in cui l’unità immobiliare è soggetta a requisizione sulla base dei
criteri della presente petizione la proprietà dell’immobile è esentata dal
pagamento totale o parziale dell’addizionale comunale.







ARTICOLO
3 – ( SOGGETTI DESTINATARI, ASSEGNAZIONI, INDENNITA’ DI REQUISIZIONE)



1
– I destinatari del provvedimento sono:



A)  i soggetti in grave disagio abitativo individuati
dagli uffici comunali per l’emergenza abitativa;

B)    i soggetti
presenti nelle graduatorie ERP;

C)    I soggetti sottoposti,
a qualunque titolo, a sfratto esecutivo ( compresa l’inadempienza contrattuale
causata per ragioni economiche o di salute, accertate dalle autorità
comunali);in tal caso i destinatari sono individuati negli elenchi delle
esecuzioni con forza pubblica, redatti dal Tribunale competente;



2‐    Gli eventuali interventi di manutenzione ordinaria che
siano necessari al fine di consentire l’immediato utilizzo dell’unità
immobiliare possono essere eseguiti anche dall’assegnatario stesso, il quale,
previa verifica della regolarità del lavoro svolto e dei costi sostenuti e
dell’ eventuale attività di autorecupero, può essere esentato dalla
corresponsione del canone mensile di locazione, fino alla totale copertura  delle somme sostenute per la manutenzione
medesima.



3‐    L’indennizzo del risarcimento per la proprietà
dell’alloggio requisito è determinato in base al valore previsto dall’accordo
territoriale competente stipulato ai sensi della legge del 9 dicembre 1998 n.°
431, articolo 2 comma 3, della fascia di oscillazione stabilita per la zona
dove è ubicato  l’immobile.







ARTICOLO
4‐ ( COMPITO DEL COMUNE)



1‐    Il comune applica in relazione alle unità immobiliari
temporaneamente requisite, per il periodo di persistenza dell’imposizione, la
sospensione dell’imposta comunale sugli immobili ( ICI)


2‐    Ai proprietari che durante il periodo di requisizione
temporanea stipulano con il medesimo assegnatario un contratto di locazione a
titolo di abitazione principale della durata non inferiore a quattro anni,
decorsi i quali il contratto è rinnovato per un ulteriore periodo di altri
quattro anni, sulla base dei criteri previsti dall’articolo 2 comma 3 della
legge 9 dicembre 1998 n.° 431 ( disciplina delle locazioni e del rilascio degli
immobili adibiti ad uso abitativo) alle medesime condizioni previste
dall’articolo 3 comma 5, il Comune può azzerare l’ICI per l’intera durata della
locazione e sospendere totalmente o parzialmente il pagamento dell’addizionale
comunale.


3‐    La stipulazione del contratto di locazione di cui al
comma 2 determina la cessazione della requisizione temporanea. Ai proprietari
che hanno stipulato contratti di locazioni ai sensi del comma 2 si applica la
disposizione di cui al comma 1 del presente articolo.







ASSOCIAZIONE
DIRITTI IN MOVIMENTO


COMITATO
CONTRO LA PRECARIETA’
CITTA’ STORICA


WEBFINE
GROGNARDS


ASSOCIAZIONE
CULTURALE TRE LOTTI


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